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John Wayne e Stalin

Stalin Vs John Wayne: l’attentato tentato

C’è un filo che lega la politica allo spettacolo. In fin dei conti, gratta gratta, in entrambi i casi bisogna avere un’alta dose di egocentrismo ed autostima. Che sia bene o mal riposta, questo ai portatori interessa meno.

Cosa fa un politico di così diverso da un attore, un entertainer? Nessuna voglia di aprire un dibattito, ma è abbastanza chiaro che le due professioni abbiano punti di contatto.

John Wayne e Stalin
John Wayne vs Stalin – Boomerissimo.it

Non per nulla ci sono prove di uno scambio osmotico tra i due mondi.

In Italia e nel mondo

Il Bel Paese ha fornito fulgidi esempi di persone che dal campo dell’arte sono passate all’agone politico.

Un giovane Reagan – Boomerissimo.it

Proviamo a fare qualche esempio. Cominciamo da un caso eclatante, Cicciolina, la regina delle pornostar entrò  in Parlamento nel 1987 tra le fila del Partito Radicale. Enzo Tortora ritrovò la libertà grazie a Pannella, prima che la sua vicenda assurda venisse completamente chiarita. Anche lo zio Gerry Scotti ha avuto il suo scranno. Molto meno avventizi e con un po’ di spessore culturale in più ricordiamo che anche Trilussa e Sciascia hanno rappresentato i cittadini in veste rispettivamente di senatore e deputato. Nutrito il drappello dell’era Mediaset, Gabriella Carlucci, Iva Zanicchi, Ombretta Colli. Anche Vladimir Luxuria dopo Muccassassina e prima dell’Isola ha fatto sentire la sua voce in Parlamento. Un elenco random il nostro, ma tanto basta per dimostrare empiricamente la vicinanza tra i due mondi. Ma folgorati sulla via della res publica non sono stati sono personaggi di casa nostra. Gli Stati Uniti hanno provveduto a fornirne esempi abbaglianti, dal sindaco Clint Eastwood, al governatore Arnold Schwarzenegger, fino al presidente Ronald Reagan. Curioso però che a diventare bersaglio di un attentato non diventò una di queste personalità di spicco su menzionate, fatta eccezione per Reagan, che patì però i proiettili di un folle e non di un avversario politico, ma uno che nella sua vita aveva fatto solo l’attore, per quanto un simbolo: John Wayne.

Baffone e Duke

Secondo quanto scritto da Michael Munn nella biografia  “John Wayne – The Man Behind The Myth” l’uomo che ha incarnato il Far West era stato individuato come oggetto da abbattere.

John Wayne, Stalin, Kruscev
John Wayne vince sempre – Boomerissimo.it

Munn fa risalire la vicenda all’epoca della guerra fredda. Stalin in persona aveva identificato the Duke come un nemico della Russia per le sue ferventi posizioni anticomuniste e per il potere che aveva sulle masse, posizioni che gli sarebbero state riferite dal regista russo Sergei Gerasimov, che aveva incontrato personalmente Wayne verso la fine degli anni Quaranta. Sempre secondo l’autore, l’idea dell’attentato fu confermata in anni successivi da Orson Welles, che a sua volta ne era stato informato da un altro regista russo, Sergei Bondarchuk. A questo punto sentiamo già i primi scricchiolii. Orson Welles era noto per essere uno che le bufale sapeva raccontarle e  bene. Procedendo nel racconto, pare che Stalin avesse affidato l’importante compito a degli agenti del KGB. L’FBI (quella dei film?) avrebbe però scoperto per tempo la loro identità e ne aveva informato l’attore.. The Duke pensò di risolvere la questione a modo suo, inscenando un rapimento e sottoponendo i malcapitati a una finta esecuzione. Sempre secondo Munn, gli agenti del KGB terrorizzati dal Duke furioso, ravveduti e arresi, sarebbero poi rimasti negli USA collaborando con le autorità.

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Un ordine impartito da Stalin non era passibile di essere ritirato se non da un altro capo del suo livello. Ed infatti  leggenda vuole che il successore di Baffone, Nikita Chruščëv abbia confessato a Wayne, in un incontro privato nel 1958, di aver annullato l’ordine di ucciderlo. Wayne sarebbero stato il bersaglio di altri due attentati, uno in Messico, mentre girava il film Hondo, ordito da una non meglio identificata “cellula comunista” e un altro mentre era in visita alle truppe americane in Vietnam ordito niente di meno che da Mao Tse Tung. Molto affascinante come storia e molto stile John Wayne, se non fosse per lo scarso allineamento del racconto con le effettive vicende storiche. Tra le altre cose non si trova menzione di complotti riguardanti John Wayne nel fascicolo a suo nome in possesso dell’FBI (l’FBI ha un fascicolo su chicchessia). La realtà ci ha però insegnato che le cose più assurde potrebbero anche rivelarsi verità. E ci piace pensare a John Wayne che davanti ad un drappello di agenti del KGB  nero vestiti, metta la mano alla cintura e dica loro: “Young Fella, If You’re Looking For Trouble, I’ll Accommodate You. Otherwise, Leave It Alone.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ® 

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Comments (

1

)

  1. John Wayne, il rocker che non ti aspetti: ha fatto cantare Buddy Holly – Boomerissimo

    […] una cosa siamo certamente d’accordo, the Duke non era un progressista, era un conservatore, amante di quei valori “americani” che in realtà […]

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