Bud Spencer ci ha divertito e ci ha insegnato tanto sul giusto approccio alle difficoltà del mondo. Ma c’è una domanda che è rimasta sempre senza risposta: quanto pesava per davvero, sulla bilancia, questo personaggio di grandissimo peso artistico e morale?
Eravamo bambini quando al cinema i film di Bud Spencer facevano ogni volta il tutto esaurito. Per quanto abbia un vago ricordo che il primo film a cui abbia assistito al cinema fosse un intrigo spionistico in cui Michael Caine ad un certo punto saltava da una finestra, inseguito da killer del KGB, sono abbastanza certo che il primo che mi sia scelto da solo, per festeggiare un mio compleanno, sia stato Dune Buggy, con Bud Spencer e Terence Hill.

Ci andai con mia mamma, perché mio padre (quello degli intrighi spionistici oltre cortina) si rifiutava di assistere a spettacoli di tale grossolanità. E mi ci divertii un sacco, al punto che pretesi anche il 45 giri della canzone dei titoli di testa, che successivamente polverizzai ascolto dopo ascolto nel mio mangiadischi personale. Credo questo dica molto sul tipo di figura che Bud Spencer è stato per noi, gente semplice. E forse anche per le signore che lo avevano già ammirato come nuotatore.
Un pezzo grosso da ogni punto di vista
Sbagliava chi, come mio papà, prendeva Bud Spencer sottogamba. Il ragazzo non aveva mai avuto l’ambizione di essere un numero due (cosa che al mio augusto genitore avrebbe dovuto piacere) e non lo è mai stato, né come nuotatore (il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile libero, e centravanti della nazionale di pallanuoto, due volte medagliato olimpico alle olimpiadi del 1948 e 1960), né una volta sceso nella piscina affolata di squali chiamata Cinema.
Non è questa la sede per ripercorrere una filmografia che ha stracciato ogni record di longevità e di incassi. Basti ricordare che di medaglie d’oro, Bud Spencer ne ha vinte più d’una anche al cinema. Nei nostri viaggi ungheresi, quando mio papà ci riportava tutti a conoscere le nostre origini (o più precisamente le sue), Pedersoli/Spencer era una presenza ingombrante. Il prodotto da esportazione di maggior successo del nostro cinema. Si incontrava in mille e mille locandine, come abbiamo raccontato in questo articolo. La giusta punizione, per l’uomo che si era rifiutato di accompagnarmi a vedere Dune Buggy, dopotutto.
Ma quanto pesava veramente Bud Spencer?
Che fosse grosso, lo vedevamo bene. Era stata la mamma a raccontarci che da nuotatore era tutto un altro tipo, atletico e bellissimo (le foto, secondo me, rivelano una certa somiglianza con Paul Newman, che non è dire poco, anche se Bud Spencer era molto più alto del bellissimo ma non altissimo semidio americano).
Era un grosso che piaceva, però. Solido, mascolino, e nessuno, che io sappia, si è mai fatto troppe domande su quale fosse l’effettivo fixing alla bilancia. Abbiamo deciso di indagare per soddisfare quella curiosità che da allora non siamo mai riusciti a toglierci, e non è stata un’impresa facilissima. Anche perché la risposta cambia, a seconda delle fasi di una carriera che è stata estremamente varia, non solo per la varietà di impegni, ma anche per le notevoli variazioni di ingombro del protagonista
Carlo Pedersoli nuotatore
E’ accertato oltre ogni ragionevole dubbio, anche perché le schede degli atleti sono meno fantasiose di quelle di Hollywood (vedere qui e qui qualche esempio di altezza molto discussa), che Carlo Pedersoli era un atleta dalle proporzioni statuarie e dall’altezza di 194 cm. Il suo peso è stato stimato da autorevoli medici sportivi intorno ai 95-100 Kg. Un peso già molto rilevante, e che nel nuoto di oggi sarebbe giudicato eccessivo, ma non lo era negli anni ‘50 e ‘60. Alla prova dei fatti non ha impedito a Pedersoli di ottenere risultati di immenso rilievo sportivo.
Bud Spencer all’apice del successo
Grosso, Pedersoli è sempre stato. Curiosamente, proprio questa caratteristica lo avrebbe portato nel mondo del cinema, quasi dieci anni dopo il suo ritiro dalla piscina. A quel punto, come spesso succede ai nuotatori dopo il ritiro, abituati a ingurgitare calorie in abbondanza, ma senza più l’attività che le consuma in modo altrettanto abnorme, pesava circa 150 Kg. Correva l’anno l’anno 1967. Complice un po’ di attività fisica adatta a rimettersi in forma per le fatica di una cinematografia di azione e di scazzottata, Bud Spencer perse circa 25 Kg, prima di raggiungere quello che sarebbe rimasto il suo “peso forma” per quasi tutta la sua pluridecennale attività cinematografica: 124-125 Kg. In questo caso non occorre consultare medici né intelligenze artiificiali: basta ritrovare, come abbiamo fatto noi di Boomerissimo, le testimonianze di prima mano di Pedersoli.
Un pensionato robusto
Bud Spencer ha continuato a calcare le scene fino alla venerabile età di ottant’anni, quando è apparso nel suo ultimo film per il mercato tedesco, mai distribuito in Italia.

Negli anni della tardiva quanto meritata pensione, il grandissimo Pedersoli, senza perdere nulla del suo carisma, ha lasciato però per strada per qualche chilo, arrivando al peso per lui modesto di circa 110 Kg, non moltissimi di più di quelli che pesava da nuotatore insomma.
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Ci ha salutati tutti nel 2016. E se da allora sentiamo qualche tuono in più, forse è perché anche gli angeli hanno imparato davvero a mangiare fagioli, e a sistemare le loro divergenze nel modo che il Grande Bud ha insegnato. Non siamo però in grado di dirvi quanto pesino, e ci auguriamo di restare ignari della materia ancora per qualche tempo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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