Bud Spencer e le diete: i segreti di un successo devastante
Le diete sono il forte di pochi. Ho sempre visto mio padre patire, oltre che essere fiero di risultati secondo me inesistenti. Per quanto riguarda me, sono a dieta da una vita, e in certi momenti, con l’aiuto di una titanica volontà e tanti, ma tanti, chilometri in bicicletta, che è la mia passione, ho anche raggiunto risultati di rilievo.

Il fatto che sia a dieta pure adesso, o qualcosa di molto simile, testimonia comunque che per chi ama la tavola e il vino la strada del peso è, e sarà sempre, tutta in salita. Sono cose, che nel piccolo (ma molto piccolo) mi fanno sentire vicino a un tipo come Bud Spencer, un altro che amava mangiare e non solo non lo nascondeva, ma ne ha fatto il segreto del suo successo. Beato lui. Bud Spencer, all’anagrafe Carlo Pedersoli, è stato un gigante, e non solo sul grande schermo: troneggiava pure a tavola. Leggendaria la sua passione per il cibo che dallo schermo tracimava alla vita, o viceversa.
La dieta Scarsdale: “A volontà” secondo Bud Spencer
Tra le varie diete che Bud Spencer ha tentato di seguire nella sua vita, la Scarsdale occupa un posto speciale. È una delle numerose diete che ho provato pure io, e per chi, come me, è sempre stato accusato di amare poco il pane e troppo il companatico (attitudine rovinosa per il bilancio familiare, come mi ricordava sempre mia mamma), è una dieta piuttosto adatta.
Bud Spencer e la frittata – Boomerissimo.it
L’idea come molte idee balzane in fatto di cibi viene dagli Stati Uniti. Oggi, in tempi di gloria della dieta mediterranea (della quale sfuggono però le caratteristiche dimagranti) è caduta un po’ in disuso ma nei ruggenti anni ‘70 e ‘80 impazzava sulle riviste (io ne comprai anche il libro) e prometteva risultati rapidi senza richiedere di pesare gli alimenti. L’unica regola era azzerare alcune categorie di cibi mentre altri si potevano mangiare “a volontà” in giorni specifici: frutta, verdura o carne. E per Bud, “a volontà” significava davvero senza limiti. Cristiana Pedersoli, la figlia dell’attore, ha raccontato molti episodi divertenti legati a questa dieta, che di per sé invitava all’esagerazione e più che mai nell’interpretazione di un tipo come Bud. Quando era il turno della frutta, Bud mangiava sei arance, cinque mele, quattro banane e montagne di frutti di bosco. Ma la vera apoteosi arrivava con la carne: il grande (in ogni senso) uomo era capace di prendere dal piatto da portata dieci hamburger, lasciando la famiglia a bocca asciutta. Era d’altra parte armato della prescrizione medica del Dott. Scarsdalle.
“Non vedi che c’è scritto ‘carne a volontà’? Per me “a volontà” significa “a volontà””
–Bud Spencer
E come dare torto a quel singolare abbinamento di talento spettacolare, appetito e rigore medico?
7 chili, 7 giorni, una fuga
Nonostante i molti tentativi di perdere peso per esigenze cinematografiche o sportive (era un pilota d’aereo), Bud Spencer un fuscello non lo è mai diventato.

Le diete le faceva ma, come molti di noi, aveva con questi spietati regimi alimentari un rapporto piuttosto conflittuale. Un giorno, deciso ad ottenere finalmente risultati tangibili, decise di spingersi fino a una clinica svizzera, una di quelle che facevano fortuna in una stagione, forse ancora un po’ pionieristica e ingenua, e che per le loro idee piuttosto folli hanno finito per ispirare pure qualche film. La promessa, e siamo certi che l’avete già sentita, era quella di far perdere 7 chili in 7 giorni. Il primo pranzo fu scioccante: due pere cotte, e stop. Colto dai crampi della fame saltò da una finestra e concluse la fuga presso una rosticceria.
“”ho demolito la rosticceria ho mangiato qualsiasi cosa”
.–Bud Spencer
Non fu l’unico tentativo, ma non ci risulta che tra fughe e abbandoni anticipati ne abbia mai portato a termine nessuno.
Abbuffate sullo schermo
Nei film di Bud Spencer il genio era la regola e la sregolatezza a tavola non era solo finzione. La sua recitazione era assolutamente naturale, e la passione per il cibo non aveva bisogno di tecniche da actor’s studio per arrivare agli spettatori in tutta la sua gioia.
Scene come quella della gara di salsicce in “Altrimenti ci arrabbiamo” o i fagioli alla Bud Spencer mangiati direttamente dalla padella in “Lo chiamavano Trinità” fanno parte della storia del cinema italiano, quello più divertente, genuino e meno pensoso. Verrebbe da dire, quello migliore. La sua famiglia ne ha fatto anche un business, lanciando un brand che ricorda concettualmente i condimenti da insalata di Paul Newman, ma presenta piatti decisamente più “down to earth”, come appunto i celebrati fagioli alla Bud Spencer, di cui Boomerissimo possiede la ricetta, che rivelerà in un prossimo articolo.
Sono piatti forse poco adatti alle diete. Ma quando c’è volontà, i risultati possono essere imprevedibili. A insegnarcelo c’è proprio quel fantastico gigante di Bud.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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