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James Cameron

Titanic: disastro nel disastro: la zuppa era peggio dell’iceberg

Un kolossal, una cena, un incidente. Titanic ha cominciato col botto

In un altro articolo di Boomerissimo ho menzionato la particolare nomenclatura che mio nonno dava ai film che riteneva di un certo spessore e degni di essere visti.

James Cameron
Il Titanic e la quasi tragedia – Boomerissimo.it

Non sempre condividevo le sue scelte, ma all’epoca non avevo voce in capitolo.

Le categorie dei film

Accanto ai filmacchioni c’era un’altra categoria di pellicole che venivano registrate sotto la lettera “P”: polpettoni. 

Dicesi “polpettone” un film di durata insopportabile, eccessivamente melenso che indugia sul particolare strappalacrime. Potrei fare decine di esempi di film di questo particolare sentore, con il tempo ho imparato a riconoscerli prima di guardarli. Se li riconosci li eviti, se li riconosci non ti uccidono. Uno che non sono riuscita ad evitare, sebbene ci abbia provato è stato Titanic. A mia parziale discolpa posso solo dire che l’ho visto all’aperto, d’estate, una sera in cui restare a casa non era possibile per la calura. 

La scena strappacore Boomerissimo.it

Titanic ha tutti gli ingredienti del classico polpettone. La durata intollerabile, il giovanile amore spezzato dalla disgrazia, l’indugiare di ultime parole oltre la ragionevolezza e la colonna sonora da coltellata al cuore. 

A pensarci bene, il capolavoro di James Cameron, potrebbe rientrare anche in un’altra categoria, quella dei film “disgraziati”, in cui il perdurare di disgrazie e sfortune sfida le statistiche. Esaminerò la tipologia in futuro.

La vendetta preventiva su Titanic

Qualcuno prima di me si è occupato di vendicare i milioni di spettatori lasciati affranti dalla morte di Jack, dalla domanda se poteva o meno salire anche lui sul relitto, se ci voleva tutto quel tempo per morire lasciandogli ore per fare piangere pubblico pagante. Una vendetta che avvenne ancora prima che il film fosse completato, anzi addirittura durante le riprese. 

Bill Paxton – Boomerissimo.it

La troupe del Titanic iniziò a girare le scene ambientate nel presente a Dartmouth, in Nuova Scozia, a metà del 1996. Queste sequenze, che facevano da cornice alla narrazione storica, vedevano come protagonista l’attore Bill Paxton nel ruolo del cacciatore di tesori Brock Lovett. Leonardo DiCaprio e Kate Winslet gli innamorati “disgraziati” non erano presenti. Le riprese in Nuova Scozia dovevano concludersi il 9 agosto, prima di trasferirsi a Baja California, in Messico, per le scene del naufragio

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La sera dell’8 agosto le riprese andarono avanti oltre la mezzanotte e la troupe decise di fermarsi per mangiare. Un ristoratore locale organizzò un catering in cui, tra le altre cose, era presente una zuppa di aragosta. I membri della troupe definirono la zuppa (chowder) insolitamente gustosa, tanto che molti fecero il bis. Dopo circa mezz’ora cominciarono i guai. Molte persone cominciarono a manifestare strani sintomi tra cui disorientamento, tachicardia e allucinazioni. Una zuppa di pesce guasta, normalmente, può causare vomito e dissenteria. Ma non era questo il caso.

Una quasi tragedia sul set – Boomerissimo.it

Quella notte il Dartmouth General Hospital ha dovuto accogliere circa ottanta pazienti tra l’1:00 e le 4:00 del mattino, tutti lavoratori della produzione. L’afflusso impegnò duramente il personale, con i membri della troupe del Titanic che occuparono corridoi e sale d’attesa. I medici effettuarono un primo e rudimentale triage dividendo i pazienti in “buoni” (asintomatici) e “cattivi” (intossicati), anche se quest’ultimo gruppo cresceva rapidamente.

I testimoni oculari descrissero scene surreali. Pare che il direttore della fotografia Caleb Deschanel si fosse lanciato in una conga lungo i corridoi dell’ospedale. Vari operatori si lanciarono in acrobazie/corse sulla sedia a rotelle, mentre altri chiedevano esorcismi o scarabocchiavano note incoerenti.

Bill Paxton ha descritto l’esperienza come una “botta di vita”, affermando: “Ho passato notti peggiori al college”.

James Cameron definì il set una “bolgia”, con comparse che correvano attraverso i set e tecnici che crollavano davanti ai monitor. Cosa era successo?

La zuppa “corretta”

A seguito di analisi fatte ai malcapitati venne identificata la ragione di quel disastro. La zuppa era stata corretta con fenciclidina (PCP), un potente allucinogeno.

La fenciclidina (PCP) è un allucinogeno dissociativo che induce euforia, paranoia e distorsioni percettive. I meccanismi della PCP includono l’antagonismo dei recettori NMDA alterando l’elaborazione sensoriale. I sintomi dei pazienti coincidevano perfettamente con le alterazioni date dal PCP: eloquio rallentato, amnesia anterograda, nausea, vomito, ipertensione ed eccessiva euforia.

Chowder
La zuppa corretta – Boomerissimo.it

Cameron  temendo per la sua vita si autoindusse il vomito pensando di essere preda di un’intossicazione alimentare. 

Quando le autorità confermarono la presenza dell’allucinogeno nella zuppa, molte vittime avevano già metabolizzato la droga. La finestra di rilevamento della PCP nel sangue è di 24-48 ore. Questo ritardo ha ostacolato i procedimenti penali. In più della pietanza non era rimasto nulla, complicando ancora più le indagini.

La polizia di Halifax avviò un’indagine penale che si concluse nel 1999 con un nulla di fatto. Quello che gli investigatori riuscirono ad appurare fu che nella zuppa di pesce doveva essere presente all’incirca un chilo di PCP, quantitativo che superava di gran lunga la dose “ricreativa” e che l’azione era premeditata. Il PCP non è presente nelle cucine dei ristoranti, qualcuno l’aveva aggiunta di proposito.

Per quanto riguarda i colpevoli, molti furono i sospettati, ma nessuna prova certa. Sotto la lente finirono un addetto ai servizi di ristorazione, licenziato giorni prima per vendita di droga, che avrebbe agito per vendetta. Un’altra teoria suggerì che l’intossicazione fosse stata 

inscenata per giustificare uno sforamento del budget.

L’incidente fu tenuto nascosto fino all’uscita del film, per impedire che la pellicola soffrisse della pubblicità negativa. 

Resta un caso irrisolto su cui si dibattono ancora oggi gli appassionati sui vari social media. Anche le nuove scoperte in campo di analisi forensi non hanno saputo trovare il colpevole.

Forse il responsabile voleva solo dare una botta di vita ad un polpettone… pardon, una zuppa.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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