Un momento “piuttosto inedito” dei rapporti usa-cina e un Mao Tse Tung come raramente lo si è visto in pubblico, scovato per i lettori di Boomerissimo
Si pensa erroneamente che un buon diplomatico sia qualcuno che riesce a farsi amare da tutti. Il contrario vale per Henry Kissinger, un uomo la cui grandezza si misura dal fatto di essere stato prima o poi detestato da chiunque, e spesso per ragioni diverse.

La carriera di Kissinger abbraccia decenni e posizioni politiche personali molto diverse. Kissinger è stato un liberal e un conservatore, un democratico e un repubblicano. Un fiero avversario di Nixon, che definì “il più pericoloso di tutti i candidati alla carica di presidente” e poi, con un cambio di casacca che stupì molti, tranne quelli che lo conoscevano bene, proprio il Segretario di Stato di Richard Nixon. Un Talleyrand dei nostri tempi, probabilmente non meno grande.
Dietro le quinte della diplomazia del Ping Pong
Proprio come Segretario di Stato (ovvero Ministro degli Esteri) di Nixon, Henry Kissinger ha consegnato alla storia il suo capolavoro. Il riavvicinamento tra gli Stati Uniti guidati da un presidente conservatore e anticomunista come pochi e la comunistissima Cina del Presidente Mao Tse Tung.
Una Cina nei pieni postumi della rivoluzione culturale, estrema anche per il mondo comunista, faro dei movimenti più minoritari e, diciamolo pure, velleitari.
Quella Cina e quegli Stati Uniti avevano entrambi un avversario ingombrante sul mappamondo: l’Unione Sovietica, comunista ma ormai di una Chiesa diversa, minacciosa e ostile per il grande paese guidato da Mao.
Il genio di Kissinger fu spingere Nixon e Mao a capire che dalla loro mutua ostilità alla Russia sovietica poteva nascere una specie di amicizia contronatura. Le leggi umane cambiano poco nei secoli: il nemico del mio nemico è quasi un mio amico. A Kissinger il merito di avere trasformato queste leggi umane eterne in una geniale svolta politica.
Tra le poche cose che cinesi e americani avevano a quel tempo in comune, c’era il ping pong. Dagli incontri sportivi cominciò un faticoso disgelo, finché al seguito delle squadre cominciarono a muoversi anche i pezzi grossi. Verso il 1971 Kissinger cominciò a visitare freneticamente la Cina: lo scongelamento era ormai quasi completo.
Mao, Kissinger e le donne
Le cose cominciarono a prendere la giusta temperatura quando la delegazione guidata da Henry Kissinger si trovò per la prima volta al cospetto del numero uno assoluto: il Presidente Mao Tse Tung.

Mao, a dispetto dei suoi ritratti giganteschi, che fanno pensare a un leader imbalsamato, era tutt’altro che un capo politico privo di abilità comunicativa. I suoi incontri si svolgevano in un’atmosfera amichevole e quasi rilassata, con grandi strette di mano, discussioni animate. Una cosa tra amici, che solo per puro caso erano anche superpotenze.
Dobbiamo immaginarci quest’ambiente amicale, con sfumature di incontro tra mercanti di cavalli, quando pensiamo a quella riunione sul commercio del 1973, nel quale Mao cominciò ad offrire a Kissinger un omaggio estremamente particolare, forse nel tentativi di metterne alla prova le capacità di dribbling diplomatico.
“Qui in Cina non abbiamo molto. Quello che abbiamo in abbondanza sono le donne. Se vuole possiamo regalargliene un po’: qualche decina di migliaia”
–Mao Tse Tung a Henry Kissinger
Anche in quella occasione, Kissinger si dimostrò una specie di Lionel Messi della politica. Lasciò avanzare il presidente Mao, che innalzò l’offerta a 10milioni di donne, prima che Kissinger rispondesse con un guizzo: “È una proposta piuttosto inedita: dovremo studiarla”
L’impatto della signora Kissinger su Mao Tse Tung
La Cina, anche quella della rivoluzione maoista non era ancora fatta per riconoscere il pieno diritto delle donne alla loro parità, evidentemente. Ma se i modi di Mao erano stati “davvero inediti” in presenza del solo Kissinger, lo diventarono ancora di più quando il Primo Segretario e Grande Timoniere si trovò di fronte qualcuno di molto più grande di lui: la moglie di Henry Kissinger, Nancy.
La signora svettava per altezza di fianco al marito, che non era uno spilungone. Ma quando si presentò di fronte a Mao le proporzioni erano quelle di una giocatrice di basket di fronte a un ragazzino.
Il presidente cinese era un abile giocatore di poker diplomatico, oltre che di ping pong. Ma di fronte alla altissima signora il suo sconcerto appare palpabile.
Dopo aver giocato con Kissinger a gatto e topo per innumerevoli incontri (e l’abilità dei due era tale che nessuno saprebbe dire chi fosse il gatto e chi il topo), Mao appare disarmato e spiazzato come mai era stato visto.
La statura piuttosto inedita (almeno per la Cina) della signora Kissinger è uno dei momenti alti della politica, un istante prezioso e imprevisto del riavvicimento cinese. Uno di quegli attimi fuggenti che non potevano sfuggire all’occhio curioso di Boomerissimo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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