Due figure leggendarie del West segnate da un rapporto impossibile
Gli amanti dellโepopea (cinematografica) del West hanno due figure di riferimento: John Wayne e Clint Eastwood.

I film piรน rappresentativi delle storie di frontiera vedono come protagonisti o uno o lโaltro. Dopo di loro il deserto, di Sonora sโintende.
Due mondi di essere e di intendere il West
John Wayne e Clint Eastwood appartengono a due generazioni diverse, nulla di strano dunque che portassero la loro visione anche nei film. Per una questione di etร รจ abbastanza ovvio che sia stato Eastwood a venire in contatto con il lavoro di Wayne, che peraltro apprezzava.

Eastwood รจ cresciuto guardando i film western di John Ford e Anthony Mann degli anni ’40 e ’50, e John Wayne รจ stato uno dei โcavalieri del westernโ che hanno sicuramente influenzato la sua carriera, perlomento agli esordi, plasmando l’apprezzamento di Eastwood per il genere.
Il gap generazionale ha fatto sรฌ che il futuro uomo dagli occhi di ghiaccio maturasse una visione della frontiera meno eroica e disincantata, ma mantenendo comunque una forma di rispetto nei confronti di Wayne e del suo contributo.
Eastwood ha indicato tre film di John Wayne come i suoi preferiti: Ombre rosse (1939) che lโattore vide per la prima volta da bambino, Il fiume rosso (1948) in cui fu particolarmente colpito dall’interpretazione del Duca e Sentieri selvaggi (1956) in cui, secondo la sua opinione Wayne dimostrava non solo di essere una star, ma un attore di indiscusso valore.
Lโammirazione di Clint per lโuomo che prima di tutti ha rappresentato la frontiera non รจ mai venuta meno, anche quando ha sviluppato, una sua personale visione di quellโepopea, unโidea meno romantica e piรน ambigua.
Wayne vs Eastwood
A tutti noi appassionati sarebbe piaciuto vederli insieme in un film. Purtroppo non รจ mai successo, per precisa volontร del Duca.
Nel 1973, Eastwood contattรฒ Wayne con una sceneggiatura per un film intitolato โThe Hostilesโ. La storia ruotava intorno a un giovane giocatore d’azzardo che vince metร del patrimonio di un uomo anziano, con i due che dovevano lavorare insieme nonostante la loro antipatia reciproca. Eastwood era interessato a interpretare il personaggio piรน giovane e voleva che Wayne assumesse il ruolo dell’uomo piรน anziano. Tuttavia, Wayne rifiutรฒ piรน volte l’offerta, arrivando persino a gettare la sceneggiatura nell’oceano, forse proprio dal suo amato Wild Goose, quando Eastwood la inviรฒ per la terza volta.
La radice del loro conflitto derivava dalle loro diverse visioni sul genere western.
Wayne vedeva il western come un racconto popolare romantico che ritraeva figure eroiche, senza macchia e senza paura, mentre Eastwood era proteso verso una rappresentazione piรน grintosa e moralmente ambigua del West, unโidea piรน prossima a quella di Sergio Leone.
Il film della discordia
L’avversione di Wayne per il lavoro di Eastwood arrivรฒ al culmine con l’uscita de Lo straniero senza nome, (High Plains Drifter) nel 1973.
Wayne si sentรฌ talmente offeso da quella rappresentazione cruda e โimmoraleโ del vecchio West che scrisse una lettera a Eastwood in cui gli espresse tutto il suo livore. Eastwood ricordรฒ in seguito le parole di Wayne: โDisse che non si trattava veramente delle persone che avevano aperto la strada al West. Mi resi conto che c’erano due generazioni diverse e che lui non avrebbe capito quello che stavo facendo”.
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Il film narra di un misterioso straniero che arriva nella piccola cittร mineraria di Lago. Appena mette piede in cittร , lo straniero uccide tre uomini che lo molestano. Vista la determinazione e lโabilitร dello straniero, gli abitanti, temendo il ritorno di tre fuorilegge che avevano precedentemente tradito, lo assumono per proteggerli. Lo Straniero accetta, ma pretende il controllo completo della cittร . Tra le azioni discutibili di cui si rende responsabile cโรจ lo stupro di una donna, il cambio di nome della cittadina, che viene ridipinta di rosso e ribattezzata โInfernoโ.
Al termine del film, lo Straniero sconfigge i fuorilegge, ma abbandona la cittร nel caos.
Diversamente da un western classico Lo straniero senza nome presenta una visione cinica della giustizia e della moralitร di frontiera e il finale manca di una chiara risoluzione morale, lasciando ambiguo il destino della cittร .
La (quasi) riconciliazione
Nonostante le differenze inconciliabili, ci fu un breve momento di pace. Nel 1976 Eastwood visitรฒ il set dell’ultimo film di Wayne, Il pistolero, Wayne inizialmente rifiutรฒ di incontrarlo, come riferรฌ il coprotagonista, un giovanissimo Ron Howard.
In quel film Wayne era giร minato dal cancro, tanto da dover recitare avendo sempre pronto sul set lโossigeno. Aveva un polmone solo e aveva talvolta difficoltร a respirare. Furono usate tutte le precauzioni possibili per ridurgli il carico di lavoro, ma Wayne era sempre Wayne. Quando lesse sulla sceneggiatura che avrebbe dovuto sparare a qualcuno alle spalle si rifiutรฒ categoricamente di girare la scena. Era contraria ai valori dellโeroe del West che aveva sempre incarnato.
Il regista, Don Siegel, provรฒ a convincerlo che la scena andava girata, ma commise un enorme errore. Gli disse che Clint Eastwood lโavrebbe girata senza battere ciglio. Per tutta risposta, rosso di rabbia, Wayne gli urlรฒ :”I don’t care what the kid woulda done, I don’t shoot ‘em in the back!”
Tuttavia, dopo aver appreso che Eastwood era della sua stessa parte politica (erano entrambi repubblicani e conservatori), Wayne accettรฒ di incontrarlo. Lโincontro fu breve e cordialmente teso. Non si tradusse in unโamicizia. Wayne rimase sulle sue posizioni. Il vento era cambiato, il west anche e il vecchio pistolero dovette cedere il passo.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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