x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Eastwood e Wayne

John Wayne, Clint Eastwood, la 44 Magnum: perché il Duca si arrese

Mai prendere decisioni per rabbia o orgoglio. John Wayne se ne pentì subito

John Wayne era un uomo che viveva di certezze (beato lui). Aveva idee radicate, poche, maledette e semplici e su quelle ha basato la sua vita.

Eastwood e Wayne
Il vero Dirty Harry – Boomerissimo.it

Nato nel 1907 non c’è da sorprendersi che i suoi valori fossero legge, ordine e sacrificio, perlomeno sulla carta.

L’uomo tutto d’un pezzo che per anni è stato il simbolo dell’epopea cartonata del Far West dovette, ad un certo punto, cedere scettro e trono.

Wayne vs Eastwood

La loro era un’amicizia impossibile, come abbiamo scritto qui. L’idea di un West poco meno che eroico era inconcepibile per Wayne, ma Eastwood, che era di una generazione diversa, aveva accolto una nuova idea della frontiera.

Un John Wayne d’annata – Boomerissimo.it

John Wayne e Clint Eastwood rappresentano due epoche distinte del cinema western. Wayne era l’eroe classico: un uomo d’onore, patriottico, che combatteva per la giustizia secondo un codice morale chiaro e definito. I suoi film con John Ford avevano costruito un’immagine romantica e idealizzata del West.

Eastwood emerse invece negli anni ’60 come simbolo di un’America più cinica e disillusa. I suoi personaggi nei film di Sergio Leone erano antieroi ambigui, violenti, mossi non solo da nobili ideali. Questa differenza di approccio rifletteva anche il cambiamento culturale dell’America, dalla fiducia post-bellica della Greatest Generation al disincanto dell’era Vietnam.

Il rifiuto di Dirty Harry: orgoglio, pregiudizio e rimpianto

La vicenda del “gran rifiuto” all’ispettore Callaghan, Dirty Harry, si svolge all’ombra di questa rivalità. Nel 1971, i produttori della Warner Bros. stavano cercando un attore per interpretare l’ispettore Harry Callaghan, un poliziotto di San Francisco dai metodi “spicci” alle prese con un serial killer.

La locandina del film – Boomerissimo.it

Inizialmente, il ruolo fu offerto a Frank Sinatra. Sinatra sulle prime accettò, salvo poi rinunciare. Qualche anno prima Frank si era fratturato un dito della mano durante le riprese di The Manchurian Candidate. In una scena Sinatra e Henry Silva avevano uno scontro. La scena, coreografata come un combattimento di arti marziali, doveva essere particolarmente realistica. Secondo il database di IMDb, il regista John Frankenheimer optò per l’uso di un tavolo reale anziché un prop scenico. Peccato che Ol’ Blue Eyes picchiò violentemente la mano contro quel tavolo. Completò stoicamente la scena e il film, ma quella frattura mal curata gli causò dolore cronico per il resto della vita, limitando la mobilità della mano e influenzando la sua capacità di impugnare oggetti.L’idea di passare qualche settimana ad impugnare la 44 Magnum gli fece decidere di passare la mano.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola doinazione a questo link

Dopo il forfait di Sinatra, i produttori si rivolsero a John Wayne, che rifiutò l’offerta. Le motivazioni del rifiuto, secondo le parole dello stesso Wayne, furono tre:

There are three reasons I didn’t take the role of Dirty Harry. I don’t like being offered Sinatra’s rejections. Put that one down to pride. The second reason is that I thought Harry was a rogue cop. Put that down to narrow-mindedness because when I saw the picture I realized that Harry was the kind of part I’d played often enough: a guy who lives within the law, but breaks the rules when he really has to in order to save others. The third reason is that I was too busy making other pictures.” Oltre a queste motivazioni, Wayne temeva per le scene d’azione, in fin dei conti aveva superato abbondantemente la sessantina, aveva un polmone solo e i tempi dei sessantenni bionici alla Tom Cruise dovevano ancora arrivare.

Il ruolo fu offerto anche a Robert Mitchum, che lo definì “spazzatura”, a Steve McQueen che però lo giudicò troppo simile a Bullit.  Burt Lancaster lo ritenne troppo violento e in antitesi con le sue idee. Il copione passò anche per le mani di Paul Newman, che però disse che Callaghan era troppo di destra, ma suggerì di sottoporlo a Clint Eastwood, che riteneva perfetto per il poliziotto sbrigativo.

Eastwood accettò, ma mise mano ai dialoghi per renderlo più “eastwoodiano”. Ridusse gli scambi verbali del  30%, accentuandone l’ambiguità morale ed enfatizzando la freddezza del personaggio. Del resto da lì a poco sarebbe diventato Il texano dagli occhi di ghiaccio.

Il regista Don Siegel, che diresse Dirty Harry, commentò la questione dicendo che Wayne  “… was just too old, and he would have objected to many of the things that Clint would do because Clint was never bothered by image. Wayne was.” 

Il tardo pentimento a nulla giova

Wayne non si sarebbe mai aspettato l’enorme successo delle gesta di Callaghan.Si rese conto di aver commesso un errore tragico. Gli era sfuggito che la nuova frontiera erano le città e i film polizieschi stavano diventando i western moderni. Purtroppo il suo pentimento arrivò fuori tempo massimo. 

John Wayne prova a fare Dirty Duke – Boomerissimo.it

Tentò un tardivo recupero nel 1974, quando interpretò il detective Lon McQ in McQ (In italiano È una sporca faccenda, tenente Parker!) un poliziotto di Seattle che indaga sull’omicidio del suo partner. L’anno successivo,ci riprovò interpretando il tenente Jim Brannigan in Brannigan (Ispettore Brannigan, la morte segue la tua ombra), un poliziotto di Chicago inviato a Londra per catturare un boss del crimine interpretato da John Vernon, che curiosamente aveva recitato anche in Dirty Harry.

Wayne ammise che pensava di poter diventare “Dirty Duke”. Entrambi i film furono un flop. Wayne, a sessantasette anni non era adatto al ruolo del poliziotto duro alla Callaghan. Nonostante il folto parrucchino appariva troppo vecchio e mancava dell’intensità e della convinzione di  Eastwood.

La resa di John Wayne – Boomerissimo.it

La critica fu impietosa. McQ incassò il 40% in meno rispetto alle aspettative, e la scena di Wayne alla guida di una Pontiac Firebird fu definita “surreale” dal Los Angeles Times. Pauline Kael del New Yorker liquidò il film come “il canto del cigno di un’icona fuori tempo”.

A distanza di cinquant’anni possiamo leggere la vicenda come una sorta di passaggio del testimone, da un eroe senza macchia e senza paura ad uno con qualche macchia, ma altrettanto indomito.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

0

)

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere