Cosa succede quando suona il telefono e dall’altra parte c’è John Wayne? Comincia così uno dei capitoli più misteriosi della vita del grande cowboy. Potrebbe essere una favola di Natale, invece è tutto vero.
C’è un negozio in America, che più di ogni altro significa Natale. Si chiama Bronner’s Christmas Wonderland. È una meraviglia che si ispira architettonicamente a quella che potrebbe essere la casa di Babbo Natale, anche se con dimensioni decisamente americane.

Fondato nel 1945, si estende su un’area di quasi tre ettari, dominato da una palazzina in stile alpino, illuminato da oltre diecimila luci. Al suo ingresso due sentinelle d’eccezione, un Babbo Natale e un pupazzo di neve alti oltre quattro metri e mezzo.
C’è John Wayne al telefono
Ogni anno Bronner’s ospita oltre 50mila visitatori che si infittiscono e si affollano sempre più mentre i fogli del calendario scorrono e le festività natalizie si avvicinano. Il suo catalogo è sterminato e include ogni tipo possibile e immaginabile di decorazione. Ma come ogni store americano che si rispetti, la sua attività non si svolge solo all’interno della struttura, per quanto oversize sia. Il grosso degli affari viene dalle vendite a distanza.
Oggi basta aprire un computer per ordinare con pochi clic qualsiasi meraviglia natalizia. Nel 1976 le cose erano solo un poco diverse: i telefoni non avevano ancora acquisito la qualifica di smartphone. Ma facevano esattamente la stessa cosa di oggi, purché si componesse il numero esatto sulla loro rotella selezionatrice. E fu così che un giorno di dicembre, da Bronner’s, il telefono squillò. A rispondere prontamente fu l’addetta alle vendite, la giovanissima figlia di Mr. Bonner, che presumiamo dotata di notes e matita per annotare gli estremi dell’oggetto desiderato, e l’indirizzo di spedizione (una specie di formulario autocompose, con una cinquantina d’anni di anticipo). Per quanto Bonner’s sia un negozio fuori dal comune è facile immaginare che alla ragazza sia caduta la matita e forse pure il notes, quando all’altro capo della linea sentì una voce ben nota, non meno leggendaria di quella di Babbo Natale. Come chi sta leggendo questo articolo immaginerà, si trattava della voce di John Wayne. Vista l’agitazione della figlia, accorse al telefono anche Mr. Bonner in persona, al quale John Wayne si presentò sinteticamente come “The Duke”. Era più che sufficiente.
“Il più grande che avete”
John Wayne era un uomo spiccio e molto concreto, non solo sullo schermo. A quanto risulta dalle cronache, appena la ragazza fu in grado di riafferrare la matita, le fu richiesto di annotare un ordine molto semplice e molto chiaro.

John Wayne voleva il miglior costume di Babbo Natale disponibile, quello in velluto (lo stesso che si può acquistare ancora oggi alla modica cifra di 350 dollari). Non solo, voleva il più grande che Bonner’s avesse (come abbiamo scritto in questo articolo Wayne era un uomo dalla statura imponente) e lo voleva subito. Spiego anche il perché, benché non fosse necessariamente richiesto. Inutile dire che la routine natalizia del grande magazzino, già sotto pressione, rimase ulteriormente sconvolta. La figlia di Mr. Bonner corse a passare l’ordine, gli addetti al magazzino galopparono alla ricerca del costume desiderato, impacchettatori e spedizionieri lasciarono da parte ogni altro impegno. Il pacco fu prontamente spedito e altrettanto prontamente consegnato dall’efficientissimo servizio postale americano. Per l’occasione, forse, ancora più efficiente (meglio non perdere tempo, quando all’indirizzo del pacco c’è scritto John Wayne…)
Mistero di Natale
Tutto chiaro fin qui, a parte un dettaglio. La spiegazione di John Wayne non era vera. Al telefono con Bonner’s, Wayne spiegò che il costume di Babbo Natale gli serviva urgentemente per un film. Ma era il 1976 e John Wayne aveva già girato da alcuni mesi quello che diventò il suo ultimo film: “Il pistolero”. Se questo non bastasse, com’è facile intuire dal titolo, il film non prevede la presenza di Babbo Natale, né disarmato, né dotato di Colt.

Una faccenda misteriosa, su cui Bonner mise una pezza nella sue memorie, sostenendo che Wayne gli aveva ordinato il vestito per apparire allo show natalizio di Johnny Carson. Una spiegazione sicuramente solida, se non fosse per il fatto che allo show natalizio del 1976 di Johnny Carson, John Wayne non è mai apparso. Ed esistono i nastri per dimostrarlo. Il mistero natalizio di John Wayne ha continuato a covare sottotraccia per alcuni anni, finché qualcuno pensò di interrogare il figlio del grande cowboy, Ethan Wayne. Uno a cui l’apparizione del padre a guisa di Santa Claus non poteva certamente essere sfuggita, specialmente se fosse stata un’esibizione privata. Un altro buco nell’acqua: nemmeno Ethan Wayne ha idea di cosa suo padre intendesse fare di quello splendido costume. E non solo, nessun costume rosso in velluto è mai apparso nelle proprietà di The Duke, catalogate e in parte messe all’asta dopo la sua morte. Si trattava certamente di un oggetto particolare e prezioso, che i collezionisti del Duca si sarebbero contesi a botte di assegni con molti zeri. Ma niente.
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Dove sarà finito il costume natalizio di John Wayne, e perché era stato acquistato? È l’ultimo mistero della vita di John Wayne. E nessuno ne saprà mai nulla, a meno che, una notte non vediate nel cielo una slitta trainata da Banner, Zip, Sheikh e Dollor, i cavalli preferiti di John Wayne, invece che dalle solite renne. Sono i giorni giusti, verso mezzanotte ricordatevi di lanciare uno sguardo lassù in alto, alla ricerca di un altissimo e corpulento Babbo Natale, col vestito più grande e più bello che Bonner’s abbia mai avuto.
Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it®


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