L’uomo pipistrello ormai è diventato diventato un paradigma, un modello di supereroe controverso, combattuto, con i suoi evidenti pregi, ma con tanti buchi neri. Questo lo rende assolutamente più interessante rispetto ad eroi solo muscolati e muscolari.
Il cavaliere oscuro in primis combatte contro sé stesso e i suoi demoni.

Sono i demoni che ci affascinano, perché ognuno di noi ne ha una schiera contro cui combattere ed è questo che mette Batman in cima alla lista degli eroi più amati.
Il fumetto gli sta stretto
Batman in versione fumetto è nato negli anni Quaranta negli Stati Uniti, ma già negli anni Sessanta è arrivato sul piccolo schermo sotto forma di serie.
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Se però pensiamo alle ultime versioni del cavaliere oscuro, da Tim Burton a Christopher Nolan bisogna che facciamo un reset. La televisione degli anni Sessanta, seppur americana, aveva i suoi limiti.

Niente effetti speciali fantasmagorici, Batman e il suo amichetto Robin indossavano qualcosa che era molto più simile ad un pigiama che ad altro, così come le maschere che non avrebbero celato neanche Pierino al martedì grasso. Per l’epoca però era decisamente intrigante. Trasmessa dalla ABC a partire del 1966, era stata confezionata appositamente per un pubblico di bambini. Aveva anche una funzione educativo-didattica, al suo interno trovavano spazio sia esortazioni per una corretta alimentazione, che di vero e proprio sprone a fare i compiti.
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Batman e Robin era interpretati rispettivamente da Adam West e Burt Ward. La scenografia si avvicinava molto al layout del fumetto incluse le classiche onomatopee, crash, thud, bang.
Sfiorato per ben due volte
In quella serie “antica” sono entrati anche dei grandi attori di Hollywood in veste di villains: Cesar Romero come Joker, Burgess Meredith come Pinguino, Eartha Kitt come Catwoman e uno dei più grandi attori del cinema horror, nonché voce recitante, molti anni dopo in Thriller di Michael Jackson, Vincent Price nei panni di Egghead.
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Notate nell’elenco un’assenza? Proprio lui, si tratta di Harvey Dent, Due facce, l’ex procuratore rimasto sfigurato. Per interpretarlo, i produttori interpellarono un attore che aveva appena avuto un grande successo all’estero, con un film dal titolo Il buono, il brutto e il cattivo. Si tratta proprio di Clint Eastwood, l’uomo dagli occhi di ghiaccio. L’episodio venne scritto e sceneggiato, ma alla fine, però, non se ne fece nulla. Nel 2015, la DC Comics ha però “riciclato” quell’episodio sotto forma di fumetto dal titolo: Batman ’66: The Lost Episode.
Più di recente Paul Dini e Edward Burnett, autori di Batman of the future avevano pensato ad una trasposizione cinematografica della serie. Per interpretare il Batman/Bruce Wayne “anziano” la scelta era caduta proprio su Eastwood. Regista sarebbe dovuto essere Boaz Yakin e il film sarebbe stato ambientato in una Gotham futuristica e decisamente cupa.

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La Warner Bros. però non era d’accordo con il progetto e chiedeva delle modifiche, che il regista ha rifiutato di fare.
Come avrebbe detto qualcuno: “Questo matrimonio non s’ha da fare”!
Antonietta Terraglia


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