x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Ray Charles e Elvis Presley

Ray Charles contro Elvis Presley: “King of What?”

Elvis Presley, “The King of Rock and Roll”. Icona e leggenda, gloriosa e sfortunata. Un recente film sulla sua vita ne rappresenta la crescita in mezzo a musicisti neri che lo stimano e ne apprezzano la grandezza. Ma è stato davvero così? Per andare altre la patina hollywodiana forse è meglio ascoltare cosa ne pensa Ray Charles, “The Genius”.

Elvis Presley è stato un musicista scandaloso e di rottura. Ha preso per mano un’ America bianca profonda che viveva di country music e hillybilly, una comunità rurale e arretrata. Quasi senza che se ne accorgesse, gli ha iniettato il virus del Rock ‘n Roll: ritmo, movimento, allusioni sessuali che avrebbero sconvolto un mondo sonnacchioso e cambiato per sempre la musica.

Ray Charles e Elvis Presley
Ray Charles si è tolto un peso | Boomerissimo.it

Quel virus era nero. Veniva dalle comunità del sud dell’apartheid, isolato dal razzismo e dalla segregazione. I neri ascoltavano la musica dei neri, i bianchi quella dei bianchi. La loro vita non solo musicale e artistica, ma fisica, era separata dall’ostilità e da leggi durissime. Al centro più profondo di quell’ America nacque e crebbe Elvis Presley, bianco povero di Tupelo, Mississipi. Una comunità prevalentemente nera in cui Elvis venne su, più attratto che spaventato dal colore della pelle dei suoi vicini. E, soprattutto, affascinato dalla loro musica, così diversa dalla sua.

Un virus chiamato Rhythm and Blues

Il virus del Rhythm and Blues non sarebbe mai diventato febbre infettiva e “catastrofica” se a spargerlo e a diffonderlo fuori dai ghetti non fosse stato un ragazzo bianco. Gli anticorpi della differenza non si attivarono, la musica vinse: era semplicemente grandiosa e nuova. Da quella infezione, da quella febbre sfuggita alle barriere antisettiche alzate intorno al ghetto, sarebbe nato tutto, contaminazione dopo contaminazione, trasformazione dopo trasformazione. Molti dei fan (e delle fan) di Elvis Presley non avevano la minima coscienza di ascoltare qualcosa che veniva da oltre il filo spinato della segregazione.

Elvis The pelvis
Elvis The Pelvis a inizio carriera – Boomerissimo.it

“Elvis in fin dei conti era un bravo ragazzo” e “È il Big Bang del Rock ‘n Roll: l’universo si espande alla stessa velocità di Elvis”, disse di lui Chuck Berry. Ma persino Elvis, che in mezzo ai musicisti neri era cresciuto, non ha mai riconosciuto apertamente il suo debito, verso una cultura “altra”. I ragazzi in tutto il mondo ascoltavano musica nera senza saperlo, cantata da bianchi. Primo fra tutti Elvis. Un fenomeno che ha sicuramente aspetti positivi, ma che espone anche al rischio della “appropriazione”. Il furto, insomma. Ti prendo la tua musica, ci guadagno i soldi che tu non potrai mai farci perché non sei del colore giusto. E la spaccio pure come una mia invenzione.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui

Non c’è da stupirsi che per quanto Elvis fosse “in fondo un bravo ragazzo”, che non si è mai esposto ad accuse di razzismo, e che era tutto sommato benvoluto da quei musicisti di pelle diversa, il “fenomeno Elvis” sia stato visto tra musicisti afroamericani con un certo ben dissimulato disagio. Scagliarsi, o anche solo mugugnare contro un’ icona adorata da tutti, anche dalla maggioranza dei propri fan, non è mai stato comodo. Anche senza fare i conti con il fatto che per un musicista di colore è sempre stato meglio muoversi con una certa circospezione nell’industria discografica bianca.

“Sto per perdere un terzo dei miei fan”

Molti dei sorrisi a denti stretti, delle mezze affermazioni, delle curiose definizioni come “in fondo è un bravo ragazzo” nascono da qui. Pochi avevano voglia di agitare le acque, prendere il gatto contropelo e vuotare il sacco, tanto per inanellare metafore in serie. Elvis era Elvis. in fin dei conti era davvero un bravo e sfortunato ragazzo. Era andata così. In fin dei conti nemmeno troppo male se eri diventato una star del rock ‘n roll o un bluesman da chart.

Ma c’è sempre Ray Charles, “The Genius”. Ray Charles è stato il primo musicista afroamericano a passare i confine del mercato bianco. Così orgoglioso della sua musica, così privo di sensi di inferiorità da andare a occupare l’accampamento “nemico” e incidere un disco di country, col quale peraltro ha fatto soldi a palate.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui

Interrogato su Elvis, Ray Charles ha parlato. L’intervista difficilmente avrebbe potuto guadagnargli una laurea honoris causa in diplomazia: è un documento prezioso per capire come stanno davvero le cose, come il “fenomeno Elvis” sia stato vissuto da chi la musica di Elvis l’aveva inventata.

Stuzzicato dall’intervistatore a proposito di Presley, Ray Charles cerca prima di evitare l’ostacolo. Poi si ferma e, come se avesse aspettato una vita, decide di togliersi un peso e parlare. “Ok, sto per perdere più di un terzo dei miei fan”, dice. Perché la verità ha sempre un prezzo.

“The king of what?”

A quel punto, Ray Charles diventa un fiume in piena. L’ intervistatore gli ha appena chiesto esattamente e specificamente di Elvis. Era o non era un uomo di speciale talento?

Ray Charles, “The Genius” – Boomerissimo.it

La risposta di Ray è come una lunga rincorsa di “well… ahem…”. Poi basta, accetta la perdita del terzo dei suoi fan, e apre il fuoco: “Quando dicono che era così speciale, così eccezionale, che era il Re, beh, ho qualche problema…”. E spiega che il problema nasce dal fatto che quando in passato gli è capitato di rispondere onestamente “Ma quale Re…”, l’intervistatore se l’è presa in modo violento con lui.

Ma questo è il pensiero di Ray Charles: “The king of what?”. Elvis suonava la musica di Willie Mae Thornonton, e ne ha fatto il suo primo successo, Jailhouse rock. Ray Charles si scalda, raccontando che quella è musica nera, “la nostra musica”.

“Non chiedetemi più di Elvis”

È un argomento difficile, spinoso, che crea ostilità. Il contrario di quello che serve a una popstar, e meno che mai a una popstar nera. Ma fermare Ray Charles è abbastanza difficile a questo punto. “Cosa mi dovrebbe impressionare di lui? Non chiedetemi più di Elvis.”

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui

Conosco anche troppi artisti che sono molto più grandi di Elvis. E’ arrivato al momento giusto: il ragazzo bianco che faceva rock and roll e che faceva svenire le ragazze“.

–Ray Charles on Elvis

E chiude, lapidario. “Faceva la nostra musica“. No, non era un cattivo ragazzo, Elvis. Non si è mai comportato male, non ha cercato di rendere il mondo peggiore di quello che già era. Ma se chiedete a Ray Charles, o se i grandi della musica nera avessero potuto parlare, senza timore di scatenare un costoso pandemonio, questo è quello che vi avrebbero raccontato. “Sorry, not impressed“.

Antonio Pintér

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

6

)

  1. Clint Eastwood e Ray Charles: un duello all’ultima nota – Boomerissimo

    […] Charles non si è mai sentito secondo a nessuno e ha avuto da dire anche sul valore di Elvis Presley come abbiamo raccontato qui, ma era un uomo […]

  2. Elvis Presley e Jessica Fletcher: la parentela impossibile – Boomerissimo

    […] Provare a raccontare in breve quello che è stato Elvis Presley è altrettanto impossibile. Cantante, attore, simbolo e fonte di ispirazione per milioni di musicisti in tutto il mondo, è uno che ha venduto un miliardo di dischi. Il suo valore come artista è anche stato messo in discussione da alcuni artisti, in quanto ritengono si sia appropriato del retaggio musicale degli afro-americani, come noi di Boomerissimo abbiamo raccontato. […]

  3. Barry White terrorizzò sua madre: una tragica storia di vita – Boomerissimo

    […] carcere Barry White scoprì Elvis Presley e la sua canzone “It’s Now or Never”, che la radio continuava a trasmettere. La […]

  4. Tony Bennett, il disco da dimenticare: vinse la guerra ma perse contro la pop music – Boomerissimo

    […] e non era più di moda. Il terremoto del rock, le sue onde sismiche partite dai ghetti neri, passate per Elvis, erano arrivate in Inghilterra. E dopo i Beatles e i Rolling Stones nulla sarebbe mai più stato […]

  5. Muhammad Alì e Elvis: due re e una vestaglia – Boomerissimo

    […] Elvis, rre dello spettacolo, la “grande speranza bianca” della musica. L’uomo che ha reso possibile il successo del rock n’ roll, attingendo abbondantemente alla musica dei ghetti. Un’operazione dal suo punto di vista completamente sincera (Elvis accanto a quei ghetti era cresciuto), ma che non tutti i musicisti neri gli hanno perdonato. […]

  6. Ray Charles, colpo di genio involontario: l’idea che hanno copiato tutti – Boomerissimo

    […] in Georgia nel 1930, Ray non ha avuto una vita facile. A cinque anni già suonava il piano in un caffè. Tra il sei e sette anni perse la vista a causa […]

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere