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Dietro Psycho c'è un vero serial killer

Psycho e Il Silenzio degli innocenti: due incubi, un vero serial killer

Il vero terrore nasce nella mente, non c’è bisogno di essere particolarmente splatter. Deve percorrere sentieri della mente, minare certezze, aumentare la percezione dei sensi, aumentare il ritmo cardiaco. Il resto, il sangue, le viscere sparse, i fori di proiettile sono roba da videogame.

“We all go a little mad sometimes” dice Norman Bates in Psycho. E come non essere d’accordo. L’unica differenza tra noi e lui è la capacità di tenerci a freno davanti a certi istinti e che il personaggio interpretato da Anthony Perkins sia fictional.

Dietro Psycho c'è un vero serial killer
Alle origini di Psyco c’è un vero serial killer – Boomerissimo.it

Ma è davvero così? Sul tenerci a freno possiamo essere abbastanza d’accordo (a meno di non essere serial killer in lettura), ma su Norman Bates un po’ meno. Il mite Norman è ben vestito e pettinato, gentile e dai modi cortesi. Nessuno si sarebbe aspettato che nascondesse un efferato serial killer. Ma non tutti sanno che il protagonista del capolavoro di Alfred Hitchcock è solo una delle facce della stessa medaglia. L’altra è il serial killer del Silenzio degli innocenti. Non l’affascinante Hannibal Lecter, ma Buffalo Bill, colui che rapiva ragazze che uccideva per confezionarsi un “vestito” da donna. Non è stata la fantasia di qualche scrittore o sceneggiatore a concepire degli scenari così inquietanti, ma la vita di un mite personaggio vissuto nel Wisconsin e morto nel 1984.

Ed Gein, Il macellaio di Plainfield

Plainfield è un villaggio di 930 anime situato nella contea di Waushara in Wisconsin e fondato da William N. Kelly, un pioniere, nel 1848. Uno di quei posti negli Stati Uniti che si faticherebbe a distinguere e ricordare. Una sola strada, i servizi essenziali e tanta, tanta campagna intorno.

Psycho serial killer
Plainfield (Plainfield village website) Boomerissimo.it

Qui si trasferì la famiglia Gein, costituita da papà, piccolo commerciante alcolizzato, mamma fanatica religiosa e i loro due figli, Henry e Edward. La mamma di Ed Gein, sessuofoba, leggeva ai figli la Bibbia tutti i giorni, scegliendo con cura i brani che parlavano di terribili punizioni divine. Era solita ripetere ai figli che le donne erano il male, in quanto strumenti del demonio e peccatrici senza speranza, fatta salva lei, ovviamente.

Le cronache narrano che un giorno beccò il povero Ed a masturbarsi e per punizione lo immerse nell’acqua bollente. Pretese dai due ragazzi un voto di castità che, però a quanto pare, il fratello infranse. Henry, con il tempo, maturò idee diverse (e meno male) da quelle della madre e pare che tentasse di convincere anche Ed. La cosa non gli riuscì e morì misteriosamente in un incendio, che all’epoca fu definito accidentale. Stranamente, Ed indicò con sospetta precisione alla polizia dove si trovava il cadavere ormai carbonizzato del fratello. Con il padre già morto da tempo, Ed visse con l’amata madre fino a quando la donna morì per le conseguenze di un ictus. La morte del suo punto di riferimento fece crollare la psiche di Ed.

Il volto rassicurante di Ed Gein – Boomerissimo.it

Cominciò ad accumulare in casa ogni tipo di cianfrusaglie, mandando tutto in rovina, tutto, tranne la stanza di sua madre, che rimase intonsa ed in ordine. Ed viveva facendo dei piccoli lavoretti per la gente del paese che lo considerava un po’ strano sì, ma innocuo, tanto da affidargli anche i bambini in qualità di baby sitter. Nessuno immaginava che Ed la notte profanasse tombe in cerca di cadaveri freschi che portava a casa e sezionava. In particolare ne usava la pelle per costruirsi un “vestito da donna”. Purtroppo, Ed non si fermò alla violazione delle tombe, ma cominciò anche ad uccidere. Il numero reale delle sue vittime è ignoto, in quanto all’epoca, parliamo dei rassicuranti anni Cinquanta e in certe zone remote degli Usa, non si dava troppo peso alla scomparsa delle persone, soprattutto povere.

I serial killer dietro Psycho

L’ esistenza del macellaio di Plainfield si rivelò al mondo un giorno di novembre del 1957, durante la stagione della caccia al cervo. La proprietaria dell’emporio, Bernice Worden, sparì e nel negozio vennero ritrovate tracce di sangue. Il figlio si ricordò che Bein il giorno prima era stato nell’emporio e che sarebbe dovuto tornare l’indomani. Immediata la perquisizione a casa di Ed. La scena che si rivelò allo sceriffo e ai suoi fu atroce. In un capanno trovarono il corpo della Worden. Era stata decapitata, appesa per i piedi e squartata, come un cervo… Il resto della casa non fu da meno.

Il serial killer dietro Psycho – Boomerissimo.it

C’era un tavolino da caffè fatto di tibie umane,  crani diventati scodella per il brodo, una cintura fatta da capezzoli femminili, un tamburo di pelle umana, vasi con nasi e vagine sottospirito e il vestito di pelle umana, che secondo gli psicologi, sarebbe dovuto servire a ricreare sua madre, nella sua mente disturbata, lui stesso, indossandolo, sarebbe diventato sua madre.

Parte del macabro vestito (Tumblr) Boomerissimo.it

Nella casa degli orrori fu ritrovata anche la testa rinsecchita di una barista scomparsa tempo prima. I suoi concittadini rimasero sconvolti dalla rivelazione e dal fatto che la loro cittadina venne invasa da giornalisti alla ricerca di qualsiasi particolare sul mostro. La casa degli orrori venne incendiata da ignoti, si pensa dai concittadini desiderosi di eliminare un luogo che era diventato meta di un macabro pellegrinaggio. La sua auto, invece, una berlina Ford Sedan del 1949, fu acquistata da un certo Gibbons che pensò di tirarci fuori qualche soldo esponendola nelle fiere.

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Ed passò il resto della sua vita in un manicomio criminale, il tribunale riconobbe Ed Gein infermo di mente e lì morì nel 1984, ma continua a vivere nei film che si ispirano a lui.

Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it

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