Il primo assassino mediatico è anche quello di cui si sa meno. L’America rurale ne ha protetto i segreti.
Forse non è giusto parlare di segreti nel caso di Ed Gein. Il suo essere insano di mente è stato provato a più riprese. Di certo Ed non era inserito nel mondo così come lo intendiamo noi.

Una tranquilla vita di campagna
Nasce a La Crosse, nel Wisconsin nel 1906 da George e Augusta. La sua non è una famiglia da cartolina, suo padre è alcolizzato e sua madre, la parte forte della famiglia, è una fanatica religiosa e sessuofoba. Quando nasce, Ed ha una escrescenza sulla palpebra sinistra che gli lascerà la palpebra cadente.

Raccontata così sembra una vera sciocchezza. Oggi, appena possibile, un salto dal dermatologo risolverebbe il problema in pochi minuti senza lasciare tracce. Nel 1906, nel bel mezzo del Wisconsin rurale, le cose era appena appena diverse. Con una madre poi pronta a ravvisare segnali divini in ogni evento, anche una sciocchezza come questa porta conseguenze. Se aggiungiamo che la cultura dell’inclusività, agli albori del secolo scorso, non è neanche un retropensiero, il quadro si completa. I difetti fisici sono uno stigma, nel migliore dei casi un fenomeno da baraccone da cui tirare su qualche spicciolo.

L’allegra famigliola si trasferisce a Plainfield nel 1914. La metropoli di La Crosse, secondo Augusta, è peggio di Sodoma e Gomorra. A Plainfield acquistano una fattoria di 195 acri, dove il vicino più prossimo si trova a un miglio di distanza. Qui Augusta ha pensato di “salvare” i suoi figli e crescerli nel rispetto del suo dio personale, un dio che sancisce e punisce duramente. Ed ha un fratello maggiore, Henry. Henry non ha idealizzato sua madre, non ritiene che lei abbia sempre ragione, soprattutto quando parla di ragazze. È un giovanotto “normale” qualsiasi cosa voglia dire, con tutti i desideri della gioventù.

Ed ha una sessualità che potremmo definire divergente. Il suo primo orgasmo il giovane Gein lo ha nel 1913 quando guarda i suoi genitori scannare un maiale. Segnali? A scuola non va molto meglio. Oltre alla palpebra cadente, Ed ha una lesione alla lingua che non lo fa parlare molto bene. È oggetto di scherno tra i compagni e acuisce la sua timidezza. Torna a casa in lacrime e il padre lo picchia sulla testa fino a fargli fischiare le orecchie.
Gein padre dilapida i soldi di famiglia nell’alcol, diventando sempre più violento e di peso, fino alla sua morte nel 1940. Augusta è ora l’unico e solo punto di riferimento dei suoi figli. Sorprende Ed masturbarsi nel bagno e lo ustiona con l’acqua bollente e fa promettere ad entrambi i ragazzi di restare “vergini”. Henry però non ci sta ed esprime al fratello i suoi desideri e quanto sia in disaccordo con la madre. Morirà in un incendio sospetto dietro casa. L’autopsia dice asfissiato, perché non ci sono tracce di ustioni sul suo corpo, ma segni di un colpo in testa.
Ed e sua madre Augusta
Ora Ed è finalmente solo con l’amore della sua vita, sua madre Augusta. Lei è il suo mondo. L’unico viaggio che il giovane Gein ha compiuto lo ha fatto a Milwaukee (la città di Happy Days) per la visita militare, dove peraltro è stato riformato a causa del suo occhio.


Ed fa dei piccoli lavoretti per tutti in città, è considerato strano, ma affidabile, l’innocuo scemo del villaggio, verrebbe da dire. Ma sua madre muore nel 1946 e con lei anche tutto il mondo dell’ultimo dei Gein. Sigilla la stanza della madre e vive nel caos del resto della casa. Le persone notano un peggioramento nel suo aspetto, soprattutto nel pessimo odore che si porta addosso. Ma i suoi concittadini non sanno che Ed ha iniziato a dissotterrare cadaveri, portarne pezzi a casa. Generalmente sono donne di mezza età che ha conosciuto in vita. Intanto cominciano a sparire nel nulla donne e ragazzine della zona.

Nessuno, nell’America rurale dell’epoca, gli da’ molto peso. Di certo non gli inquirenti. La gente scappa, si trasferisce e non sempre si fa viva con chi rimane indietro. Nessuno pensa ad Ed. L’orfano va spesso al bar di Mary Hogan. Mary somiglia ad Augusta Gein, ma è una donna sboccata e di facili costumi. Nel 1954 sparisce. Nel suo locale vengono ritrovate tracce di sangue. La polizia sospetta un crimine. Il giorno seguente alla scomparsa, Ed confessa a Elmo Ueeck, un uomo con cui stava lavorando, di averla uccisa e appesa a casa sua. Elmo non dà peso alle parole di Ed. Nel 1957 si reca nell’emporio di Bernice Warden. Gli serve dell’antigelo. La città è vuota. Si è aperta la caccia al cervo e sono tutti nei boschi. Quando il vicesceriffo Worden, figlio della donna, entra nel negozio, trova sangue e la ricevuta dell’acquisto fatto da Ed.


Va da sé che la polizia vada a chiedere spiegazioni all’uomo. Ed non è in casa. Entrano nella rimessa e trovano Bernice, appesa per le caviglie, aperta per la lunghezza, priva della testa, come un cervo. Segue una perquisizione in casa dove verranno trovati resti umani di ogni genere, rielaborati in guisa di diverse suppellettili.
Gein viene arrestato in una drogheria poco lontano. Dopo un primo momento di silenzio, Ed confessa l’omicidio di Mary e Bernice, si dice dopo essere stato sbattuto con la faccia contro il muro dallo sceriffo.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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