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Ed Gein: è difficile chiamarlo serial Killer

Ed Gein, il macellaio di Plainfield, è una figura controversa, che sfugge alle facili etichette. Nessuna apologia, ma si tratta soltanto di dare un giusto significato alle parole e alle definizioni.

La definizione di “serial killer” fu usata la prima volta nel 1974 da Robert Ressler, un agente dell’FBI, durante una conferenza, anche se il concetto ed il termine, in realtà furono coniati nel 1930 da un criminologo tedesco, Ernst Gennat.

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Ed Gein il giorno del suo arresto (@let_them_fight_podcast) Boomerissimo.it

Gennat aveva coniato il termine “Serienmörder”, assassino seriale, appunto, per Peter Kürten, un uomo che a Düsseldorf aveva ucciso più di 30 persone indistintamente tra uomini, donne e bambini, tutti con armi da taglio. Che l’assassinio in serie non sia un fenomeno recente è abbastanza chiaro. Efferati delitti per i più futili motivi venivano commessi anche nel remoto passato, l’unica cosa che è cambiata è la copertura mediatica degli eventi.

Ma chi è un serial killer?

La definizione è un tantino ballerina. Generalmente si può definire omicida seriale una persona che uccide tre o più persone, in un arco di tempo superiore ad un mese e con intervalli tra gli omicidi. Il numero delle vittime, per essere considerati seriali, in realtà è variabile. Alcuni organi di polizia fissano il limite a 4 e altre a due.

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L’FBI al lavoro (@fbi) Boomerissimo.it

L’FBI, invece, fornisce un’altra indicazione:

The term ‘serial killings’ means a series of three or more killings, not less than one of which was committed within the United States, having common characteristics such as to suggest the reasonable possibility that the crimes were committed by the same actor or actors.

Insomma, c’è da districarsi in un ginepraio. Un’altra cosa da considerare è che non esiste il reato di “omicidio seriale“, è solo un modo che gli investigatori usano per indicare una tipologia di personalità omicida. Sono esclusi da questa definizione gli omicidi di massa e gli omicidi per commissione. Evitiamo di fare della criminologia spicciola o da tuttologo televisivo e proviamo solo a raccontare.

Ed Gein ha ucciso la sua gente

Abbiamo già parlato del macellaio di Plainfield e delle sue suggestioni nel cinema, della sua infanzia difficile e dell’ultimo mistero che Ed Gein si è lasciato alle spalle. Ma proviamo ad addentrarci un po’ più nel quotidiano della storia. Da quel giorno di novembre del 1957, la mite e sconosciuta cittadina di Plainfied, non è stata più la stessa. Un ignoto e sonnacchioso luogo dell’America rurale è diventato famoso per efferati omicidi.

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La casa di Gein così come fu trovata (@realhistoryuncovered) Boomerissimo.it

Come narra Scott Hassett, che all’epoca era solo un bambino in un articolo della rivista on line isthmus.com, la vicenda non solo aveva sconvolto i residenti per la sua efferatezza, ma ne aveva sconvolto la vita. Arrivavano comitive di turisti e studenti facendo domande e organizzando feste al cimitero.

Vere immagini d’epoca – Boomerissimo.it

Ed Gein era stato una persona, se non popolare, molto conosciuta all’interno della comunità. Tutti si fidavano di lui e gli davano da fare piccoli lavori sapendolo nell’indigenza e tra questi anche badare ai propri figli. La sera che fu arrestato stava cenando proprio a casa di uno dei suoi vicini. Più tardi si scoprirà che aveva esumato le spoglie di una parente del vicino e ne aveva usato i resti.

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Intanto i bambini, che si sa, fanno le cose senza malizia, avevano cominciato a coniare battute sul personaggio:

Why did they keep the heat on in Ed Gein’s house? So the furniture wouldn’t get goose bumps.

They say he was real popular with the ladies – there were always a lot of women hanging around the place (alludendo alla signora trovata appesa per i talloni nel suo capanno).

What did Ed Gein say as the hearse went by? “Dig you later, Baby.”

What did Ed Gein give his girlfriend on Valentine’s Day? A box of farmer fannies.

L’uomo innocuo si era trasformato in un orco. Nessuno aveva colto i segnali. Tutto era stato spiegato con una semplice “stranezza”, anche quando alcuni bambini riferirono delle teste rimpicciolite nella sua casa non furono creduti. Tutti volevano dimenticare e in fretta. Ed Gein confessò solo due omicidi, giustificando l’enorme quantità di resti umani in casa sua con innumerevoli riesumazioni nei cimiteri. Ma anche qui, gli inquirenti aprirono solo un paio di tombe per verificare la veridicità delle sue affermazioni. Con soli due morti accertati, Gein potrebbe anche non rientrare nella categoria dei serial killer.

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Ed Gein, la sua ultima immagine in ospedale negli anni Ottanta (@saint_fitz) Boomerissimo.it

Ritenuto incapace di intendere e volere Gein scampò la sedia elettrica e finì i suoi giorni in un manicomio.

Ed Gein fu vero serial Killer? – Boomerissimo.it

I cittadini di Plainfield, i pochi che della vicenda si ricordano in prima persona, non parlano con turisti e giornalisti e se li incontrate fuori dalla città dicono di non essere del posto. Ed Gein con le sue azioni ha cancellato un’intera comunità.

Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it

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Comments (

5

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  1. Psycho e Il Silenzio degli innocenti: due incubi, un vero serial killer – Boomerissimo

    […] Purtroppo, Ed non si fermò alla violazione delle tombe, ma cominciò anche ad uccidere. Il numero reale delle sue vittime è ignoto, in quanto all’epoca, parliamo dei rassicuranti anni Cinquanta e in certe zone remote degli Usa, non si dava troppo peso […]

  2. Diane Edwards: l’unica donna che Ted Bundy non ha potuto avere – Boomerissimo

    […] La domanda è sempre la stessa quando si tratta di serial killer. Cosa li spinge ad uccidere così tanti esseri umani e, in molti casi, nelle modalità più atroci? Altrettanto scontata è la risposta, che non può essere univoca. Ognuno è killer a modo suo, con un suo percorso malsano che lo ha portato a maturare un bisogno tanto impellente quanto malvagio. […]

  3. L’ultimo mistero di Ed Gein: l’auto maledetta – Boomerissimo

    […] vicenda di Ed Gein, che abbiamo raccontato qui, su Boomerissimo, è un po’ il simbolo della “morte” di quell’idea romantica della provincia […]

  4. Ed Gein: la vita di un semplice serial killer di campagna – Boomerissimo

    […] Il serial killer è nato. […]

  5. Eleanor Louise Cowell: essere la madre di Ted Bundy – Boomerissimo

    […] Apologia dei serial killer? Ce ne guardiamo bene. Ma questo non vuol dire che non ci sia un substrato nel quale alcune personalità trovano terreno fertile per le loro devianze. […]

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