Tutti conoscono gli orrori di Ed Gein, ma il vero mistero è la donna che prima dichiarò di amarlo e poi scomparve nel nulla
Ce l’ho fatta. E per dirla tutta non è stato facile. Ho finito di vedere Monster dedicata a Ed Gein.

Non è stato agevole arrivare all’ultimo episodio non tanto per gli orrori descritti, se si guarda la storia di un serial killer certo non si può aspettare margheritine e patatine fritte, ma per l’ammontare di roba che regista e sceneggiatori ci hanno messo dentro un po’ a casaccio.
Fu vera storia?
Si tratta di fiction televisiva, non di docufilm e quindi bisogna guardarla con un certo occhio critico. Otto puntate sulla vita di Ed Gein a me sono sembrate eccessive. Della sua vita si sa poco. La sua famiglia viveva isolata e non aveva grandi scambi con gli altri abitanti del paese. Siamo nel Wisconsin rurale della prima metà del XX secolo, in cui le vicende venivano raccontate e solo poche finivano sul giornale. Eddie non ha lasciato scritti, diari, impressioni. Niente. Di lui si sa quello che ha confessato e quello che gli inquirenti hanno trovato in casa.
Tutte le incursioni delle serie tv in Psycho o ne Il silenzio degli innocenti, sembrano più che altro volte a dare vita ad una puntata in più ed ad assicurare pubblico a Netflix. Qualche esempio di forzatura. La serie suggerisce che Gein distribuisse carne umana ai vicini spacciandola per carne di cervo. “Apparentemente Gein non praticò né cannibalismo né necrofilia, ma conservava i resti solo per guardarli”, riportò TIME nel 1957. Gein stesso disse agli investigatori che i corpi “puzzavano troppo” per qualsiasi contatto sessuale o alimentare. Monster, invece, mostra esplicitamente, ripetuti atti di necrofilia, probabilmente volti a creare intorno al personaggio l’aura del mostro. In realtà, nella sua comunità, l’uomo non era affatto percepito come pericoloso.

Era timido e riservato, considerato innocuo, forse un po’ strano, ma nulla di più. Che non fosse percepito come un mostro lo conferma il fatto che fu arrestato mentre cenava con la famiglia Hill e i loro figli adolescenti Bobby e Darlene. A tavola c’erano “maiale, maccheroni, sottaceti, caffè e biscotti” secondo il rapporto di TIME Magazine del 1957. I ragazzi nel pomeriggio gli avevano chiesto un passaggio per tornare a casa. La serie mostra Gein in una relazione sessuale con Bernice Worden, sua seconda vittima. Ma non esistono prove di relazione tra i due. Per migliorare l’effetto drammatico, nel film il corpo di Worden viene scoperto dal figlio che conseguentemente aggredisce Gein. La realtà invece è che il corpo fu scoperto dallo sceriffo e che lo stesso sbatté la testa di Ed contro il muro durante l’interrogatorio. Gein negò sempre di aver avuto esperienze sessuali a causa dell’educazione religiosa rigida della madre. E’ più facile che con quel tipo di educazione Gein sia stato impotente.Quanto ai suoi contatti con altri serial killer come Speck, non c’è traccia di alcun tipo di corrispondenza tra i due, nulla negli archivi di entrambe le prigioni. Un’altra invenzione della serie è la sua relazione romantico/gotica con Adeline Watkins.
Adelaide Fern Watkins
Se un vero mistero esiste è quello legato ad Adeline Watkins. Su di lei esistono pochissime notizie, tutte legate alle interviste rilasciate in occasione dell’arresto di Gein.
Viveva con la madre vedova Enid, di cui non si conosce occupazione, In un piccolo appartamento. Nulla si sa del defunto padre, non il nome, non che lavoro facesse o la data di morte. Quando e come Gein e Watkins si siano conosciuti non è noto. Né lei, né Ed ne hanno mai fatto menzione. La donna si fece avanti dopo l’arresto rilasciando una intervista al Minneapolis Tribune in cui affermava di aver avuto una relazione con lui durata vent’anni. La donna, che all’epoca aveva cinquant’anni, lo descrisse come “good and kind and sweet”. Durante le loro uscite andavano al cinema e a bere qualcosa, anche se Gein preferiva i frappè alla birra. Avevano molto in comune tra cui l’amore per la lettura e che discutevano anche casi di omicidio. Secondo il suo racconto, la relazione si interruppe il 6 febbraio 1955. Gein le avrebbe proposto di sposarlo, anche se non direttamente, ma lei rifiutò. Lo amava, ma non si sentiva alla sua altezza. La madre di Watkins corroborò queste affermazioni, definendo Gein un “uomo dolce e educato” che riportava sempre la figlia a casa in orario.

Un racconto con qualche falla. Se la relazione durava da vent’anni, sarebbe cominciata quando la rigida madre dell’assassino, Augusta Gein, era ancora in vita e non lo avrebbe mai permesso.
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Circa due settimane dopo, Watkins contattò il Stevens Point Journal per ritrattare gran parte delle sue dichiarazioni. Nella nuova intervista, pubblicata il 3 dicembre 1957, affermò che tutta la storia era stata esagerata e condita con affermazioni non veritiere. Conosceva sì Gein da vent’anni, ma solo come vicino. Tra loro c’era stata solo una breve relazione durata circa sette mesi nel 1954. Durante le loro uscite andavano prevalentemente al cinema. Soprattutto non era mai entrata a casa sua. Negò di averlo mai definito “dolce”, ma solo che era “tranquillo ed educato”.
Dopo la ritrattazione Adeline Watkins scomparve completamente dalla scena pubblica. Non rilasciò più interviste e non fece più dichiarazioni pubbliche sul caso. Non visitò mai Ed nella struttura ospedaliera, non divenne fotografa, tantomeno giornalista. Sparita. Alcuni siti suggeriscono un possibile matrimonio della donna, ma non esistono riscontri o certezze sul nome del marito. E’ morta il 10 giugno 1992 all’età di 85 anni a Plainfied e lì è sepolta, con i suoi misteri.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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