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Walter Chiari

Walter Chiari, seppellì il führer sotto un mare di…

Walter Chiari non riusciva a trattenere la battuta, soprattutto se era scatologica

Ci sono due modi di approcciarsi al proprio passato, guardarlo con tenerezza, anche vergognandosi di quanto si era sprovveduti, sciocchi, inesperti e arroganti, o con l’orgoglio cieco di essere certi di essere stati sempre quello che si voleva essere.

Walter Chiari
Walter Chiari lo ha seppellito con una risata – Boomerissimo.it

Mi correggo, c’è una terza via. Vergognarsi del proprio passato al punto da rinnegarlo davanti alle evidenze. San Pietro e Dario Fo docent.

Retrospettive

E’ difficile uscire da un regime totalitario intonsi. O si è eroi, nel qual caso si finisce cadavere, o in qualche modo bisogna barcamenarsi. E’ anche facile farsi abbagliare da leader carismatici, che sanno quali corde toccare per affascinare giovani menti o menti che ravvisano una possibilità di arrivare al potere. Insomma, non è la solita storia del “Mussolini ha fatto anche cose buone, almeno i treni arrivavano in orario”, ma ci sono tante sfumature da considerare.

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I volontari – Boomerissimo.it

Mio nonno è riuscito a tenere insieme la sua famiglia con dieci figli, moglie e suocera durante la guerra. Sinceramente non so come abbia fatto, so che mia mamma mi raccontava di colazioni, pranzi e cene a base di pane raffermo. Una specialità della nonna era il sugo con le polpette, fatte di pane ed un’idea di carne. Mia madre ricordava che suo padre andava via al mattino presto e tornava tardi alla continua ricerca di qualcosa da mettere in tavola. Fu anche arrestato per aver contravvenuto alle leggi per l’oscuramento. Notte in guardina. Italiani brava gente, che teneva famiglia. Per tutta la sua vita, nonostante quello che aveva vissuto e subito, mio nonno è stato un uomo di destra. Le sue idee non sono le mie, ma accetto il fatto che esista al mondo qualcuno che la pensa diversamente. C’è tutta un’Italia che al termine della Seconda Guerra Mondiale ha dovuto fare i conti con ciò che era stato e in cosa aveva creduto.  Tra costoro c’erano anche molti artisti che abbiamo amato e apprezzato. Non si butta via l’acqua con tutto il bambino, quindi è sicuramente accettabile apprezzare l’arte di qualcuno senza condividerne le idee. In fin dei conti non dobbiamo sposare Dario Fo. La differenza la fa l’onestà, dire la verità. L’elenco dei personaggi celebri che sono in qualche modo stati legati, anche tangenzialmente alla Repubblica Sociale, è abbastanza nutrita.

Giorgio Albertazzi fu sottotenente nella 3ª Compagnia della Legione Tagliamento-GNR. Non rinnegò mai la sua scelta. Le sue dichiarazioni in merito sono esplicite: “Scelsi la parte dei perdenti, quella della Rsi, e lo feci più che per un istinto anarchico che non per convinzione. Fu un mio dramma personale, ma senza rinnegarlo o cercare scorciatoie […]La fama di fascista non me la sono mai scrollata di dosso […] le mie responsabilità, seppur di ventenne, me le prendo tutte. Senza vittimismo o pentitismo” Ugo Tognazzi, si arruolò nella Marina della Repubblica sociale, prestando servizio in Liguria. Anche il suo sodale in televisione, Raimondo Vianello, si arruolò come bersagliere nella Rsi, mentre il fratello era nella Decima Mas. Celebre la battuta di Vianello alla vigilia della sua conduzione del Festival di Sanremo nel 1998:  “Non rinnego né Salò né Sanremo“.  Enrico Maria Salerno, a diciassette anni si arruolò nella Guardia Nazionale Repubblicana, frequentò il corso Allievi Ufficiali a Varese e divenne sottotenente.  Non furono avulsi a frequentazioni fasciste neanche Marcello Mastroianni e Walter Chiari. 

Walter Chiari e il gusto per la battuta

Il caso di Walter Chiari è un po’ particolare. La sua trafila da aderente alla Rsi è ineccepibile. Dopo l’8 settembre Chiari si arruolò volontariamente nella Decima Flottiglia MAS. Durante il servizio collaborò anche con il settimanale “L’Orizzonte”, una pubblicazione della Repubblica Sociale, dove si occupava di vignette umoristiche e contributi satirici, mostrando la sua naturale tendenza per l’intrattenimento. Alla fine della guerra, come circa 35.000 altri ex-membri delle forze armate fasciste, Chiari venne internato nel campo di concentramento alleato di Coltano (Pisa), gestito dagli americani. Nel campo erano presenti altri futuri protagonisti dello spettacolo italiano come Raimondo Vianello ed Enrico Maria Salerno.

Ava Gardner e Walter Chiari – Boomerissimo.it

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Aveva il sacro fuoco della battuta Walter Chiari. Non fece mai dichiarazioni di pentimento, anzi dal palco non risparmiava allusioni ironiche al suo passato, come quando diceva: “Omaggi gli amici della prima fila e anche della Decima”.  L’impossibilità a trattenersi gli causò qualche seccatura. Ava Gardner era ancora sposata con Frank Sinatra quando strinse affettuosa e paparazzatissima amicizia con Chiari. Leggenda vuole che Walter fece un’imitazione grottesca e poco sacrale di Mr. Sinatra durante una cena al ristorante. Ava Gardner, indignata, andò direttamente all’aeroporto a prendere il primo volo per gli Stati Uniti. Se in questo frangente, le conseguenze per il povero attore furono solo emotive, in passato aveva rischiato molto di più per aver scherzato sul Fuhrer. 

Walter Chiari e l’imitazione di Hitler

Guardandolo con gli occhi moderni, Adolf Hitler è un personaggio perfetto da prendere in giro. Il suo aspetto, la sua gestualità, il suo essere grottescamente marziale. Crozza ne farebbe un siparietto degno di De Luca o Salvini.  Negli anni della guerra la faccenda era leggermente diversa. Per molto meno si finiva in carcere e le conseguenze potevano essere parecchio dolorose.

Walter da giovane – Boomerissimo.it

Come riferisce Roberto Festorazzi, una sera al teatro Politeama di Cremona, compare in scena un giovanotto piuttosto patito, tale Walter Annichiarico. Siamo in piena guerra e non è strano non apparire giovane e forte e in salute, ma piuttosto presentarsi davanti ad una platea che può ospitare anche fascisti e tedeschi a guisa di Adolf. L’imitazione è perfetta, i gesti altisonanti, il cipiglio bellicoso. Quello che fa esplodere la platea, però è il monologo interpretato dal ragazzo.  In un dialetto lombardo che simula un tedesco da Sturmtruppen recita: «De tütt i omen parlen, disquisissen, critichen, ma un argumenten tralassen, igh-noren! I omen a tütt pensen, ma l’intestin trascüren: de strunz mai parlen! Disen che se vergognen. Mai descriven se inn gross, u strett, u lungh, u cürt, i strunz che vegnen föra dal bunkerpanzer! Parlemm di omen quand caghen. I omen al cess a curren… i gross cintùr se slassen, i bragh sbutonen, che pöö al genöcc se fermen, i mudandun a calen, e i ciapp del cüü in tütt el luur fulgur se svelen!». Quello che non sapeva Walter Chiari allora era che il Fuhrer aveva davvero difficoltà intestinali aggravate da meteorismo e flatulenza di cui nessuno del suo cerchio magico poteva riferire né tantomeno lamentarsi. La notizia dell’ignobile monologo arrivò alle orecchie del gerarca della città che convocò il giovane comico nel suo ufficio per averne contezza. Nel privato dell’ufficio del preposto, Walter ripetè il monologo. Nonostante la sua adesione all’ideologia e lo sforzo di contenimento, il gerarca scoppiò in una fragorosa risata. Vale sempre l’adagio “una risata vi seppellirà”.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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