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Marco Predolin l'uomo dell'amore
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Marco Predolin: l’uomo dell’amore che Rete 4 non voleva sposare

Il braccio di ferro tra un genio americano e la televisione italiana: come Marco Predolin conquistò Rete 4, ma pagò caro il prezzo della gloria

Molti di noi hanno avuto un primo giorno di lavoro drammatico. Il mio fu funestato da un genio della pubblicità italiana, Marco Mignani, che mi aveva assunto da poco.

Marco Predolin l'uomo dell'amore
Marco Predolin l’uomo dell’amore – Boomerissimo.it®

Mi aveva affidato un lavoretto da poco, una pagina per dare i risultati di un concorso tra i clienti di un noto brand di reggiseni e intimo. Avevo fatto fumare la macchina da scrivere per produrre il mio primo testo, quello da cui tutto sarebbe dipeso. Il genio prese il foglio con le mie dieci righe dattiloscritte. Si accomodò meglio nella sedia dirigenziale dietro la scrivania. Tenendo il mio foglio in mano, apri uno dei cassetti e cominciò a cercarci qualcosa. Mi guardò soddisfatto, lo aveva trovato. Continuò a contemplare le mie dieci righe mentre dal cassetto estraeva un curioso pettine da baffi. Cominciò a pettinarsi i baffi. Continuò a leggere. Pensò. Continuò a pettinarsi i baffi, mi guardò, e dopo un minuto o due dall’inizio di tutta la procedura, finalmente parlò: “questo testo è una grande caxxata” (mi scuso per la censura detestabile, ma pare che Google sia pruriginoso). Pensavo che la mia carriera fosse finita lì dentro, molto prima di cominciare. 

“Se avessi fatto il bravo al posto di Paolo Bonolis o Gerry Scotti ci sarei potuto essere io” 
Marco Predolin

Qualcosa del genere deve avere pensato una personalità molto più famosa di me, dopo qualche provino per Rete 4. Lo speranzoso debuttante si chiamava Marco Predolin, e veniva da Radio Montecarlo, con la speranza di approdare al lido comunicativo del momento: la TV privata.

Predolin, fu subito maglia nera

“Hai un cognome da ciclista Predolin, dove ti posso mettere?” La frase del direttore Davide Rampello  risuonò negli studi della TV non ancora berlusconiana e a giudicare dalle interviste rilasciate dal Predolin maturo, risuona ancora oggi nella memoria come una pugnalata.

Marco Predolin e l’amore – Boomerissimo.it®

Eravamo agli albori della giungla televisiva. Correva solo l’anno 1983  e il giovane speaker radiofonico bussava per l’ennesima volta a  Rete 4. Si cercava un conduttore per un nuovo programma di dating game, un format acquistato a caro prezzo negli Stati Uniti. Ma Predolin non sembrava la scelta giusta; i padroni della rete lo guardavano con disprezzo perché non era famoso e poi aveva un cognome ridicolo. Last but not least non aveva il pedigree televisivo desiderato (caratteristica molto italiana quella di cercare esordienti di vasta esperienza). Eppure Predolin, il ciclista, il signor nessuno, non era proprio solo, Dietro le quinte  delle scelte mondadoriane si muoveva Steve Carlin, genio americano autore del geniale “The Dating Game” – il format che aveva ipnotizzato gli Stati Uniti, e ospitato persino uno dei serial killer di cui vi abbiamo parlato qui su Boomerissimo. Carlin aveva messo gli occhi su quel ragazzo e non era tipo da accettare un no.

Braccio di ferro Italia – USA

“Il format del programma era di Steve Carlin che mi voleva a tutti i costi”. Fu una battaglia tra il genio americano e i dirigenti lombardi della televisione italiana, durò mesi: Rete 4, la più gracile delle nuove televisioni (sarebbe stata la prima a essere venduta a Mediaset) aveva pagato molto il nuovo programma  e sentiva la necessità di rassicurarsi con un volto noto. Carlin rischiava meno ed era convinto  di aver trovato il conduttore giusto in quel baffuto ragazzotto: simpatia naturale, capacità di mantenere l’equilibrio tra ironia e affetto. Insomma Predolin “bucava il teleschermo”, e Carlin, che di teleschermi se ne intendeva, lo aveva capito perfettamente. I Mondadori (a quel tempo pieni di debiti e molto vicini alla proverbiale “canna del gas”) resistevano. Alla fine Carlin trovò il compromesso con un’art of the deal tutta americana. A Predolin fu affiancata Sabina Ciuffini, già valletta di Mike. I Mondadori avevano il loro contentino ma Carlin aveva vinto: il ragazzo con il nome da ciclista sarebbe diventato la faccia più nota della nuova rete TV

Un format rivoluzionario (negli USA)

Così nel 1984, “M’ama non m’ama” debuttò su Rete 4, con il baffo che conquista al timone. Era il primo dating game italiano, un meccanismo elementare ma decisamente geniale: tre pretendenti nascosti dietro un muro. Niente facce, solo parole, una curiosa anticipazione dei siti di incontri di molti anni dopo, il tutto shakerato dal nuovo fenomeno della televisione privata, già eccitante di per sé.

Alcala il serial killer
Rodney Alcala, il serial killer di “The Dating game” – Boomerissimo.it

Predolin  conquistò cuori e menti. In poche puntate passo da signor nessuno a fenomeno nazionale. Ma il Gioco delle Coppie costava troppo, Carlin vendette allora a Rete 4 un sostituto più economico, un surrogato amoroso che comunque continuò il successo del primo. Era “Il Gioco delle Coppie” (molti nemmeno ricordano che erano due trasmissioni diverse e noi siamo qui anche per mettere a posto questi piccoli inciampi della memoria). Il fenomeno televisivo non solo continuò, ma esplose: tre, quattro puntate al giorno, milioni di spettatori, premi da 3 milioni di lire per le coppie che il computer calcolava come affini. Alla fine Predolin diventò l’icona di sé stesso. Ma come accade talvolta ai ciclisti al culmine dello sforzo, lanciati verso la cima del passo pirenaico e lo striscione, Predolin crollò.

Il colpo di testa che lo distrusse

Saturo di fatica e di adrenalina, che forse ne offuscava il giudizio, lasciò Mediaset e tentò la fortuna in Rai. E la fortuna non arrivò. La stella di Marco Predolin si spense tra liti, capricci e veti incrociati, finché l’ex ragazzo d’oro precipitò nell’inferno delle televendite.

Poi morì improvvisamente, almeno secocondo una bufala che cominciò a rimbalzare senza controllo. Ma quella sarà materia per un’altra storia. Quella di Predolin continua in modo, forse, più tranquillo. Lontano da teleschermi, ansia da audience, conflitti, e anche dai pettini da baffo (tranne quelli che nel caso decida di usare per piacere suo). Oggi Marco Predolin gestisce un ristorante a Porto Rotondo. Non ne conosciamo le qualità gastronomiche ma per lui pare che sia stato un colpo di fulmine. E tra mille matrimoni falliti e dating game finiti con divorzi, il suo è almeno un sodalizio che funziona.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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