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Carlos lo Sciacallo amori e trasgressioni

Carlos lo Sciacallo, il privato: amori, soldi, trasgressioni

Carlos lo Sciacallo, un sorprendente ritratto intimo: amori tossici, milioni oscuri, le coperture di stato, il matrimonio che ha scandalizzato la Francia. 

Inutile negare che i grandi banditi, i grandi rivoluzionari, i grandi terroristi o in questo caso Carlos lo Sciacallo, che è un po’ tutte queste cose insieme, abbiano un lato romantico. Possiamo rifiutarlo come un’attrazione oscura oppure cederci, come molti hanno fatto nella storia, idealizzando figure e battaglie che sarebbe stato molto meglio sdramatizzare, vedendone il lato miserabile e talvolta ridicolo.

Carlos lo Sciacallo amori e trasgressioni
Carlos lo Sciacallo, gli amori e le trasgressioni – Boomerissimo.it®

C’è tutto questo nella figura di Carlos, e anche molto di più e noi di Boomerissimo, che delle storie amiamo anche e soprattutto il lato personale, l’ironia che talvolta solo la realtà può rappresentare, siamo qui per raccontarvelo. Dopo l’assalto all’OPEC, che vi abbiamo raccontato in questo articolo, Carlos si eclissa con un impressionante bottino, la cui entità non è stata mai chiarita. Eppure non scompare nel nulla: come molti grandi idealisti scopre il lato, come dire, finanziario della militanza e si trasforma da rivoluzionario puro, dall’uomo che si è fatto cacciare da Mosca in un vero principe del terrore. Costruirà la sua vita in un modo che non è certamente inedito, ma che ogni volta che lo incontriamo ci stupisce, come se non l’avessimo mai visto. Costruisce una vita privata fatta di amori tossici, fiumi di denaro dall’ origine incerta e multiple protezioni di Stato che gli permetteranno di vivere una latitanza dorata per vent’anni. È la parte più controversa e umana della sua storia: il terrorista più ricercato al mondo che si concede qualsiasi lusso, compreso quello di amare senza freni, bruciare denaro, trasgredire sotto l’ombrello protettivo, accigliato e in teoria moralista dei servizi segreti dell’Est.

Magdalena: l’amore diventa vendetta

Il 1979 è una data fatale nelle cronache rosa del terrorismo internazionale. È l’inizio della storia d’amore più pericolosa e armata della storia politico-criminale recente. Un cupido in kalashnikov scocca la freccia dell’amore rivoluzionario per Magdalena Kopp, fotografa tedesca delle Cellule Rivoluzionarie. La pasionaria con la Nikon incontra Carlos attraverso Johannes Weinrich, terrorista tedesco fondatore della formazione armata. È “un colpo di fulmine armato”: lei ha 31 anni, è affascinata dal carisma rivoluzionario, lui vede in questa donna bionda e determinata la compagna perfetta per la sua nuova vita da latitante di lusso.

Carlos lo Sciacallo amori e trasgressioni
Con Magdalena Kopp a Berlino Est (elaborazione Boomerissimo) – Boomerissimo.it

Si sposano nello stesso 1979, unendo passione amorosa e rivoluzionaria in una sola alcova. Magdalena non è solo l’amante: diventa operativa del gruppo, specializzandosi nella falsificazione di documenti e nella logistica degli attentati. Per tre anni vivono insieme tra Berlino Est, protetti dalla Stasi, a Budapest e poi a Damasco, dove la Siria garantisce loro rifugio sicuro. È un amore che Magdalena ha confessato essere un po’ diverso da quello che i fumettoni sexy del terrore hanno tramandato 

Un amante mediocre

La figura di Carlos, terrorista temerario, seduttore irresistibile e amante torrenziale, travolgente esce in realtà a pezzi dalle memorie della Kopp, che lo liquida in poche dure parole.

“È sempre stato un amante mediocre”
Magdalena Kopp

Con questa frase brutale, la compagna di letto e lotta ha demolito negli anni uno dei pilastri della leggenda di Carlos: nelle sue memorie e interviste rilasciate dopo la separazione, la fotografa tedesca ha restituito un ritratto impietoso dell’uomo che aveva amato e per il quale aveva rischiato la vita.  La disillusione erotica viaggia di pari passo con quella ideologica: “La mia attrazione per lui nasceva da una mia malattia interiore, da un mio bisogno perverso di sentirmi ostaggio, prigioniera”. Magdalena confessa di essere stata attratta non dall’uomo reale, un piccolo individuo dalle qualità modeste, ma dalla sua immagine, dalla fama pericolosa, dall’adrenalina della clandestinità. Si innamora di un film hollywoodiano raccontato dalla stampa “capitalista” e una volta aperti gli occhi sulla realtà, il disincanto è totale. Carlos, si atteggia a Don Giovanni del terrorismo, ma nella vita privata è un uomo autoritario, geloso e (come spesso accade in questi casi) un amante sessualmente insoddisfacente. Il contrasto è stridente: capace di tenere in scacco l’economia mondiale per 48 ore, ma incapace di soddisfare una donna nel privato della camera da letto. La vendetta più crudele di Magdalena non è politica: è la demolizione di un ego maschile decisamente superiore alle dimensioni reali. Il principe del terrore è un amante frustrato e frustrante, che compensa le proprie inadeguatezze private con la violenza, come un serial killer qualunque.

Carlos lo Sciacallo amori e trasgressioni
Carlos, gli amori, Magdalena e Bruno Breguet arrestati a Parigi (elaborazione Boomerissimo) – Boomerissimo.it

L’idillio tra i due si spezza in una data precisa: il 16 febbraio 1982. Magdalena viene arrestata a Parigi insieme al terrorista svizzero Bruno Breguet mentre trasportano cinque chili di esplosivo Penthrit. L’arresto è quasi casuale: un poliziotto che si incuriosisce per la loro Peugeot mal parcheggiat, Breguet che tenta di sparargli, ma come in una commedia di serie b, dimentica di togliere la sicura alla pistola.

Per liberare Magdalena, Carlos scatena una campagna di terrore che insanguina la Francia per mesi: 11 morti e oltre 100 feriti sarà il bilancio finale della sua vendetta di leader e uomo ferito nell’onore e nell’amore.

Vita da principe

Mentre l’Europa lo cerca, Carlos vive una latitanza dorata che poco ha a che vedere con l’immagine del rivoluzionario duro e puro. A Budapest ha una villa protetta dai servizi ungheresi, a Damasco frequenta l’alta società siriana, a Khartum organizza feste alcoliche che scandalizzano le autorità islamiche sudanesi. Ma Carlos ha anche un buen retiro personale, nel quale smaltisce lo stress delle sue azioni.

Carlos lo Sciacallo amori e trasgressioni
Carlos, lusso e trasgressione in Sudan (elaborazione Boomerissimo) – Boomerissimo.it

“Spesso dopo un’azione terroristica, lui si rifugiava a Berlino Est. Al di là del Muro era al sicuro e lì lo aspettavo. La Stasi ci proteggeva, potevamo muoverci liberamente, senza rischi“, ha raccontato Magdalena. Non è una vita del partigiano, ma quella di uno 007 orientale sotto copertura diplomatica: cene nei ristoranti migliori, viaggi in prima classe, vestiti firmati. Lusso e marxismo di un principe della rivoluzione che finirà per mettersi nei guai, proprio per i suoi eccessi e per le sue trasgressioni. I problemi deflagrano in Sudan negli anni Novanta, lontano dal clima tutto sommato permissivo di un’Europa comunista abituata a vivere nella doppiezza. Carlos si comporta come una star del terrorismo internazionale: alcool, arroganza, feste rumorose che disturbano il regime islamico di Omar al-Bashir, che alla fine decide di averne abbastanza. Khartum decide che il terrorista venezuelano è diventato più un problema che una risorsa e decide di liberarsene, passando ai servizi francesi le informazioni necessarie alla cattura.

Da dove vengono i soldi?

Da dove arrivano i soldi che finanziano questa vita di lusso? Tra tutti i segreti di Carlos questo è quello decisamente meglio custodito.Dopo il colpo all’OPEC di Vienna, circolano voci di un riscatto tra i 20 e i 50 milioni di dollari, ma nessuno ha mai scoperto chi abbia pagato e quanto. È Hans-Joachim Klein, l’unico sopravvissuto del commando tedesco, la “gola profonda”, l’uomo che ha sempre sostenuto che Carlos “non ha eseguito l’ordine di uccidere Yamani e Amuzegar perché ha ricevuto un riscatto“. È il momento in cui il rivoluzionario si trasforma in bandito.

Lusso e amori di Carlos The Jackal – Boomerissimo.it®

Ma i soldi continuano ad affluire copiosamente anche da altre fonti: Gheddafi che finanzia le operazioni libiche, la Siria che garantisce protezione in cambio di servizi, l’Ungheria e la Germania Est che lo mantengono come asset strategico durante la Guerra Fredda. Carlos vive al centro di un triangolo di interessi dove denaro, politica e servizi segreti si intrecciano in modi ancora oggi poco chiari. Ammesso che a decenni di distanza, qualcosa sia chiaro di quella stagione terrorista in cui si mescolarono sogni, ambizioni personale e trame oscure di più di un servizio segreto. Il tenore di vita è comunque rivelatore: quando viene arrestato in Sudan nel 1994, Carlos possiede conti bancari in diversi paesi, proprietà immobiliari e una collezione di documenti falsi che dimostrano la vastità della sua  rete finanziaria internazionale. Non è il patrimonio di un rivoluzionario, ma di un businessman e mercenario del terrore internazionale.

Isabelle: l’amore dopo l’arresto

Nel 1997, in un corridoio della prigione della Santé a Parigi, avviene l’incontro che cambierà di nuovo la vita privata di Carlos. Isabelle Coutant-Peyre, avvocata francese di 44 anni, arriva per affiancare Jacques Vergès nella difesa del terrorista più famoso del mondo. È un “colpo di fulmine” quasi romanticoi: “Mi prese la mano e la baciò nel modo più cortese. In quel momento una corrente di riconoscimento passò tra noi”. Nel 2000 “le barriere tra noi esplosero e l’intensità dei nostri sentimenti si rivelò”.

Isabelle Coutant-Peyre, l’ultima moglie di Carlos – Boomerissimo.it

Il 25 agosto 2001 si sposano con rito islamico in una stanza della prigione: mobili di plastica, graffiti sui muri, una sola testimone e le guardie a sorvegliare. Carlos recita versi del Corano, si scambiano anelli (lui le regala un Cartier di platino), si baciano. Poi lui torna in cella, lei nel suo appartamento. Anche nel matrimonio, la vicenda è intricata. Isabelle era ancora sposata, e anche Carlos ha già un’altra moglie, Lana Jarrar, una palestinese scomparsa nel nulla. Si tratta insomma di una doppia bigamia difficile da districare per noi che non siamo esperti ci legge coranica. Ma per lei resta un matrimonio “riconosciuto dai musulmani di tutto il mondo”. Isabelle è certa che tutto sarà regolarizzato e promette: “Avremo una cerimonia civile quando Carlos sarà libero”. Una promessa che non si realizzerà mai: Isabelle muore nel 2024, Carlos è ancora in carcere, a vita. Tra le molte aree oscure della vicenda di un rivoluzionario complesso, toccato dal virus dell’accumulazione capitalistica, servitore di molti padroni (anche se molti dello stesso campo) e tradito infine della sua cupidigia e dai suoi eccessi, almeno la sua collezione di ergastoli è un punto destinato a rimanere fermo. 

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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