Discoring trasformò il pomeriggio domenicale in un appuntamento con la musica. Dodici anni dopo, tutto finì nel silenzio di un venerdì qualunque
La musica non sta vivendo un buon momento. MTV chiude e con lei un intero capitolo della nostra vita. I video a rotazione con i quali conoscevi artisti “in presenza”, se non avevi la possibilità di vederli dal vivo, ormai si guardano sulle varie piattaforme, senza bisogno di mediazione. Ma il mondo delle sette note è asfittico già da un po’. Lo so, sono di un’altra generazione e certi fenomeni non li capisco.

Ho in particolare antipatia i parlatori in autotune. La voce “aggiustata” tecnologicamente mi sa di quello che ha copiato il compito. Affidereste la costruzione di un ponte a qualcuno che ha barato durante l’esame di scienza e di tecnica delle costruzioni? Immagino di no, d’accordo essere fatalisti, ma fino ad un certo punto. Sarà anche una questione di età, ma gran parte della musica “nuova” mi sembra già sentita e i personaggi già visti. Lo so, le note sono sette e gira che ti rigira siamo sempre lì. Anche con “cuore, amore” però.
Discoring
In epoca pre-MTV ci si affidava alle ospitate nei vari programmi tv per vedere i propri beniamini e bisognava magari sorbirsi tutto il programma, balletto compreso (sempre odiati i balletti, in questo mi sento molto prossima al sentire di Raimondo Vianello).

Poi, come d’incanto, nel bel mezzo di Domenica in, avvenne il miracolo. Un programma per noi (allora) giovani con i nostri artisti musicali (quasi sempre) preferiti: Discoring. E chi poteva esserne l’artefice? Siamo alla fine degli anni Settanta quindi la scelta era limitata a due personaggi, Renzo Arbore o Gianni Boncompagni. E’ il caso di dire, la seconda che hai detto. Il programma si ispirava liberamente al britannico Top of the Pops e all’americano Soul Train, ma con maggiore attenzione al format inglese. Nacque come riempitivo di Domenica in nel 1977. Boncompagni aveva capito che serviva un contenuto giovane, musicale, essenziale per riempire uno spazio domenicale. L’intento era quello di presentare in tv artisti e gruppi musicali, sia italiani che internazionali, che dominavano le classifiche del momento. La prima puntata andò in onda il 20 febbraio del 1977. Lo studio era essenziale, poche luci, un’attrezzatura per disc-jockey e il pubblico dal vivo. Budget minimo, impatto massimo. Primissimo conduttore fu Boncompagni stesso, che, nella dichiarazione d’apertura, rivelò quanto tutto fosse ancora in divenire: “È un programma nuovo, quindi – come tutti i programmi nuovi – è difficilissimo introdurlo perché non sappiamo neppure noi come sarà, è tutto da inventare”. La prima stagione era ancora in bianco e nero. Solo nel 1978 passò al colore. Il suo primo regista fu un uomo che era legato alla RAI con doppio nodo. Si trattava di Antonio Moretti, marito di Rosanna Vaudetti, storica annunciatrice della RAI, alla televisione pubblica dal 1961 e primo volto a colori! La sigla del programma era Superdance, eseguita dai Bus Connection, gruppo guidato da Paolo Ormi. Nella seconda stagione venne sostituita da Guapa.
Nella canzone si sente la voce dello stesso Boncompagni ripetere “Guapa! Guapa!” per tutta la durata. Gloria Piedimonte, la ragazza della sigla, ebbe i suoi quindici minuti di popolarità. Tra le altre sigle ci sono Che Gatta di Baba Yaga e Body to Body di Gepy & Gepy.
Ospiti e conduttori
Nella prima puntata gli ospiti furono Amedeo Minghi & Pandemonium che cantarono L’immenso, The Ritchie Family (quelle di Life is music e Arabian nights) e Mogol, presente in studio per un’intervista. Ma tutta la prima stagione fu ricca di personaggi di nome sia italiani che internazionali: Claudio Baglioni, Amanda Lear, Franco Califano e Gloria Gaynor. Gli ospiti cantavano in playback per evitare “incidenti”.
Il programma ha potuto vantare anche la prima apparizione dei Kiss in una TV italiana. Nel 1989 la conduttrice Kay Rush propose una intervista a The Prince of Darkness, Ozzy Osbourne che esordì: “Io odio il termine heavy metal!”. Solo nell’ultima stagione, quella che si concluse nel 1989, venne data agli ospiti la possibilità di suonare dal vivo. Nonostante la presenza di ospiti grandiosi, proprio l’ultimo anno, nomi come Phil Collins, Sade, Depeche Mode, il programma chiuse. Anche i conduttori, i disc jockey di Discoring, diventavano delle star. E’ il caso del trio Anna Pettinelli, Emanuela Falcetti, Isabel Russinova. Le tre dj divennero immediatamente famose, tanto che, così come erano, furono importate alla conduzione di Sanremo 1983 insieme ad Andrea Giordana, ex conte di Montecristo e in collegamento dal Casinó della città rivierasca, l’inossidabile Daniele Piombi coadiuvato da Roberta Manfredi.
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Nel 1986 fu deciso di “liberare” Discoring da Domenica in e fu anticipato al venerdì pomeriggio, alle 14.15. Non funzionò. Nell’estate del 1988 fu fatto un tentativo disperato per salvarlo, collocandolo in seconda serata. Ma non ci fu nulla da fare. Il decesso avvenne nel silenzio il 26 maggio. Era ormai sopraffatto dallo strapotere di Deejay Television, il braccio armato di Radio Deejay che andava in onda tutti i giorni e dal nuovo modo, veloce, di fruizione della musica. Una prece.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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