Un incontro con il Re, una delusione inaspettata, una lezione imparata. La storia dell’incontro tra Elvis e Elton John
Tutti abbiamo avuto un idolo, cantante, attore, sportivo e similari e abbiamo sognato di incontrarlo, un giorno.

La maggior parte di noi non ci è riuscita, ma non è detto che sia stato un male. Gli idoli sono persone e le persone, tutte, hanno le loro miserie.
Quando Rocket Man incontrò the King
Elton John ha avuto la fortuna di nascere da genitori che amavano la musica. Suo padre suonava la tromba, mentre la mamma collezionava dischi e si interessava a tutte le novità musicali. Niente di strano che sia stata una fan di Elvis Presley e Bill Haley & His Comets. E’ proprio Sheila che ha iniziato il piccolo Reginald all’ascolto di musica “ribelle” ed è grazie a lei che il giovane pianista prodigio elesse Elvis a suo idolo.

Facciamo un salto temporale di qualche decennio, arriviamo al 1976 per trovare Elton John, già spumeggiante popstar, che sta per incontrare il suo eroe d’infanzia, Elvis Presley. Elton John si trova in Maryland con sua madre per assistere ad un concerto del re del rock’n’roll. Due fan della prima ora in trepidante attesa. L’attesa per l’incontro è magica, da lì a qualche momento, il ragazzino, esso stesso diventato star incontrerà il suo idolo. Possiamo solo immaginare l’ansia, le aspettative della popstar. Sebbene famoso Elton in quell’occasione era solo uno dei tanti fan davanti al proprio mito. Ma invece di un incontro folgorante, Elton si trovò a fissare quelli che descrisse come “black holes where his eyes should have been”. Gli occhi di Elvis erano vuoti, persi dietro l’abuso di sostanze.
L’incontro fu breve e imbarazzante per la popstar inglese. Elton, colpito e inorridito, non riuscì a conversare più di tanto. Elvis, invece, sembrava a malapena consapevole di ciò che lo circondava. Nel tentativo di ritrovare in quell’essere sudato, sovrappeso, apparentemente in balia degli eventi e del suo entourage, che si muoveva come qualcuno “reduce da un’anestesia generale”, Elton provò a chiedergli di cantare una delle canzoni che amava di più, Heartbreak Hotel. Ma Elvis non era in grado di discostarsi dalla scaletta. Non è neanche chiaro se Elvis sapesse chi era la persona che aveva davanti. Probabilmente no. Lisa Marie Presley, però, ha dichiarato che un Natale non meglio precisato, aveva chiesto in regalo proprio un disco della popstar inglese, suscitando una certa insofferenza da parte del padre. Elvis, incuriosito, come ha dichiarato Lisa Marie in una intervista di qualche anno fa a Yahoo Music, decise di ascoltare un album dell’artista inglese, probabilmente Goodbye Yellow Brick Road. Ne fu colpito, ma non tanto da ricordarsene durante l’incontro di qualche anno dopo.
La lezione
Ma un maestro è sempre un maestro e sebbene non di musica si parli, in quell’incontro the King ha impartito una lezione al giovane Elton.
Vedere il suo mito in quello stato lo mise di fronte al suo futuro se avesse continuato a vivere in puro stile sex and drugs and rock ‘n’ roll. Fu come guardare in una sfera di cristallo e quella sfera di cristallo aveva la forma di un flacone di pillole. Quel giorno l’artista britannico ha perso un eroe, ma ha imparato una lezione preziosa, che probabilmente ha contribuito alla sua longevità.
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Oggi Elton John, raggiunta ormai l’età dei bilanci, ha riflettuto su questa esperienza con un misto di tristezza e ironia. Anche lui si è lasciato dietro una parte di sé (anzi varie), come ha di recente raccontato, per la precisione le tonsille, l’appendice, la prostata, l’anca destra, il ginocchio destro e quello sinistro. Ma ha conservato la vita e può raccontarla.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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