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Reeve e Reeves

Hanno ucciso Superman: un “suicidio” di mafia?

Il supereroe per eccellenza ha avuto molti interpreti, due dei quali, con il cognome simile, hanno avuto un tragico destino.

Tra gli eroi a fumetti dotati di superpoteri Superman è il più semplice. E’ l’uomo più forte del mondo, vola, ha la vista a raggi X (senza gli occhiali della ditta SAME). Ha anche una origine non particolarmente complessa, è un alieno, nel suo mondo sarebbe un essere normale, nel nostro un superuomo.

Reeve e Reeves
La fine di Superman – Boomerissimo.it

Niente morsi di ragni particolari a generare mutazioni, niente raggi cosmici a modificare i propri corpi, niente supersiero per diventare supersoldato, semplicemente è sempre stato super. Ci è nato così.

Tanti Superman

Noi Boomer siamo particolarmente affezionati al Superman con il volto e la prestanza di Christopher Reeve. Diventare l’uomo più forte del mondo non fu un passeggiata per l’attore.

Un Reeve pre-Superman – Boomerissimo.it

Per ottenere le physique du rôle, Reeve mise su 14 kg di muscoli, con un regime alimentare altamente proteico e facendo quattro pasti al giorno.

Dal punto di vista del fitness, il suo allenamento prevedeva corsa, sollevamento pesi, nuoto. Il suo coach era niente meno che Darth Vader, cioè colui che ne vestì i panni, David Prowse. Oltre ad essere un attore, Prowse era un atleta, sollevatore di pesi e bodybuilder.

Per i sequel, Reeve cambiò e variò il suo allenamento includendo  tennis, allenamento di forza a circuito, windsurf, nuoto e corsa e concentrandosi maggiormente sugli allenamenti cardiovascolari. Sportivo anche nella vita, purtroppo Reeve ebbe un incidente a cavallo restando paralizzato dal collo in giù.

Ma Reeve non è stato il primo interprete dell’eroe venuto da Krypton che ha incontrato un destino avverso.

George Reeves

Negli anni Cinquanta la storia dell’eroe in calzamaglia era già molto popolare. Tra il 1948 e il 1950 era stato portato sul grande schermo da Kirk Alyn, un attore che aveva anche una formazione da ballerino, il che era un  plus per fare acrobazie pre-computer.

Kirk Alyn
Kirk Alyn, il primo Superman dello schermo (By Anonymous – http://herocomplex.latimes.com/movies/kirk-alyn-the-first-superman-of-cinema-was-born-100-years-ago-friday/, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54697189) – Boomerissimo.it

Quel ruolo però gli stava stretto. Faticava a trovare ruoli alternativi e decise di appendere la calzamaglia al chiodo. Quando nel 1951 fu deciso di girare una serie televisiva sull’alter ego di Clark Kent, Alyn rifiutò.

Il testimone fu raccolto da George Reeves. Reeves aveva recitato in numerosi film (anche in Via col vento) ricoprendo ruoli secondari. Quando gli fu offerto il ruolo, l’attore fu riluttante ad accettare, negli anni Cinquanta recitare per la TV era considerato disdicevole per un attore, si riteneva non desse molta visibilità. Ad ogni modo accettò.

George Reeves, il secondo Superman – Boomerissimo.it

Il pubblico di riferimento di “Adventures of Superman” erano i bambini.  La serie si apriva con: “Kellogg, ‘The Greatest Name In Cereals’, presents the Adventures of Superman!” ad indicare il target di riferimento.

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Erano gli anni Cinquanta ed era fatto tutto a bassa tecnologia, anche il costume del protagonista. Nello specifico si trattava di un body a maniche lunghe in lana blu ardesia su cui campeggiava una “S” gialla e rossa in feltro di lana applicata sul petto. A completare il tutto, era incorporato un busto muscoloso imbottito. Alla fine di ogni stagione Reeves ritagliava la “S” dai suoi costumi per inviarla ai bambini malati che gli scrivevano.

Il (forse) suicidio

A circa un anno dalla fine della serie, il 16 giugno 1959, Reeves fu trovato morto nella sua camera da letto con una ferita da arma da fuoco alla testa. Ai suoi piedi fu ritrovata una Luger calibro .30. In quel momento l’attore non era solo, la sua fidanzata, Leonore Lemmon e altri ospiti erano in casa con lui.

George Reeves
Leonore Lemmon e George (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it

La polizia dichiarò immediatamente che si trattava di un suicidio,  anche se c’erano alcuni elementi sospetti.

Sulla Luger non furono trovate impronte digitali, né le sue, né di altri, ma soprattutto sulle mani del dichiarato suicida non c’erano residui di polvere da sparo. I testimoni dissero di aver sentito uno solo colpo, ma i colpi effettivamente esplosi da quella pistola furono tre,  quello che uccise Reeves si era conficcato nel soffitto, gli altri due nel pavimento.

Fu riferito che la fidanzata, prima dello sparo, aveva fatto strane allusioni circa la possibilità che George si sparasse. Inoltre, la polizia venne chiamata solo 45 minuti dopo il fatto.

Il lavoro degli inquirenti fu tutt’altro che accurato. Non furono scattate fotografie della scena del delitto e neanche rilevate le impronte.

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Tutte queste incongruenze portarono al fiorire di teorie alternative al suicidio, tra cui il solito coinvolgimento in affari di mafia in cui era coinvolto il marito dell’ex amante dell’attore. La madre di Reeves arrivò ad assumere un avvocato per indagare, ma costui rinunciò rapidamente all’incarico.

E noi che pensavamo che Superman fosse vulnerabile solo alla kryptonite…

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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