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John Wayne Gacy

John Wayne Gacy: c’è ancora un mistero nella casa dell’orrore

I luoghi meritano una seconda scelta. Gacy forse no, ma la sua casa, quello che ne rimane sì.

Sono passati molti anni dall’esecuzione di John Wayne Gacy e, sebbene secondo alcuni, non tutti i misteri intorno ai suoi omicidi siano completamente chiariti, almeno giustizia processuale è stata fatta.

John Wayne Gacy
Gacy e la sua casa – Boomerissimo.it

Dietro un normale indirizzo di periferia si nascondeva uno dei segreti più oscuri d’America. Cosa è rimasto della casa degli orrori?

Le origini

Nell’agosto del 1971, John Wayne Gacy e sua madre, Marion, acquistarono una anonima proprietà al numero 8213 di W. Summerdale Avenue. La casa era in mattoni in stile ranch, tipica di molte residenze della periferia di Chicago di quegli anni.

Gacy davanti alla sua casa, si legge chiaramente il numero – Boomerissimo.it

La casa aveva più camere da letto, tra cui una camera da letto principale e almeno una per gli ospiti. Non mancavano ovviamente la sala da pranzo, la cucina e il bagno. C’era anche una soffitta in cui Gacy conservava ciò che gli serviva per gli omicidi, catene e manette. La proprietà era completata da un garage e una rimessa per gli attrezzi.

La parte tristemente nota della casa era l’intercapedine sottostante, che il serial killer aveva usato come luogo di sepoltura per molte delle sue vittime.

Aveva un piccolo difetto. Quando si accendeva il riscaldamento l’odore di decomposizione dall’intercapidine si diffondeva in tutta la casa.

Per Gacy non era solo la sua residenza, ma anche la sede della sua impresa edile, la PDM Contractors. Il soggiorno fungeva da ufficio privato, una delle camere da letto era stata trasformata in un terrario e la cucina aveva l’aspetto di un fast-food. Grazie a questo espediente fu facile per il serial killer portare a casa ragazzi con la scusa di offrire loro un lavoro o di discutere di affari.

Di fatto quelle quattro mura divennero teatro di orrori inimmaginabili. Gacy uccise almeno 33 giovani e ragazzi, seppellendone 29 nell’intercapedine e intorno alla proprietà. Divise l’intercapedine in 26 lotti, ciascuno di circa un metro e mezzo per un metro e mezzo di profondità, creando un macabro cimitero sotterraneo. Con un tale accumulo di cadaveri era difficile tenere a bada l’odore. Gacy cercò di mascherarlo spargendo cemento e calce.

La scoperta

La facciata di normalità all’8213 W. Summerdale Avenue iniziò a sgretolarsi nel dicembre 1978. L’11 dicembre, il quindicenne Robert Piest scomparve dopo essere stato visto per l’ultima volta con Gacy, innescando un’indagine che avrebbe portato alla scoperta di una delle scene del crimine più orribili della storia americana.

Il 21 dicembre 1978, la polizia eseguì un mandato di perquisizione nella proprietà di Gacy, perquisizione che portò alla scoperta di prove schiaccianti. Man mano che l’indagine progrediva, divenne evidente l’immane portata dei crimini di quell’uomo così ben inserito nella comunità.

Casa di Gacy
La casa di Gacy riprodotta con le dimensioni dell’intercapedine (By Tribune Graphic artist – Kokomo Tribune, 28 December 1978 edition (p. 2) Direct link here, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=137724659) – Boomerissimo.it

La casa, un tempo una normale abitazione di periferia, fu gradualmente sventrata mentre gli investigatori cercavano prove e recuperavano le vittime.

L’intercapedine fu scavata, i pavimenti rimossi e le pareti abbattute. Quando l’indagine si concluse, di quella casa era rimasto solo il guscio, era stata spogliata per rivelare gli orrori che aveva nascosto.

L’epilogo

Al termine delle indagine divenne chiaro che la casa all’8213 W. Summerdale Avenue non poteva rimanere in piedi. La struttura era stata smantellata durante la ricerca delle vittime e delle prove ed era ormai pericolante. Inoltre, il peso psicologico dei crimini commessi in quel luogo rendeva insostenibile la sua permanenza. Nell’aprile 1979 la casa fu demolita. Non fu solo la distruzione di un edificio, ma il tentativo di cancellare un ricordo fisico delle atrocità commesse in quel luogo. La comunità ha assistito alla riduzione in macerie della casa che aveva ospitato tanta malvagità.

Per molti anni dopo la demolizione, il lotto rimase vuoto, una cicatrice sul paesaggio del tranquillo quartiere di Norwood Park. Il destino legale della proprietà fu complicato dall’arresto e dal successivo processo di Gacy. Nel 1984, la proprietà fu pignorata e venduta a un istituto di risparmio e prestito.

Il tentativo di rinascita

Nel 1986, la proprietà fu acquistata da Patricia Jendrycki. La nuova proprietaria decise di costruire qualcosa che fosse completamente diverso rispetto alla proprietà originale.

casa di Gacy
La casa che sorge ora sul sito della casa di Gacy (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it

Per prima cosa, per segnare una cesura con il passato, l’indirizzo fu cambiato da 8213 a 8215 W. Summerdale Ave. La nuova casa era notevolmente più grande rispetto alla casa originale di Gacy: era una struttura con tre camere da letto e 2.500 metri quadrati, con due bagni, una cucina con zona pranzo, una sala da pranzo separata, un soggiorno con camino, un soppalco e un garage con due posti auto.

Nel 2004, la nuova casa fu venduta e gli acquirenti la abitarono per i quindici anni successivi. Nell’agosto 2019, l’abitazione fu di nuovo messa sul  mercato. L’iniziale prezzo fissato a 489.000 dollari, fu abbassato per ben tre volte, prima a 479.900 dollari, poi a 469.000 dollari e infine a 459.000 dollari. L’ombra lunga dell’orrore era tornata ad avvolgere quel luogo.

Non è chiaro se la proprietà sia stata effettivamente venduta all’ultimo prezzo o se i proprietari abbiano rinunciato alla vendita, lo stato attuale della proprietà non è chiaro dalle informazioni disponibili.

Sebbene esteriormente non abbia più nulla in comune con il teatro di quegli efferati omicidi, quella residenza continua ad avere su di sé un peso che non può essere facilmente cancellato. Quanti di noi sarebbero disposti a vivere in quel luogo?

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it® 

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