Sogni innocenti (o quasi) a portata di mano. Li trovavamo sul retro delle schedine, negli angoli di giornaletti e anche su insospettabili quotidiani. Perlopiù ce li offriva una ditta generosa e inventiva, con un nome simile al celebre fornitore di Wil Coyote.
Sognare è sempre costato poco, eppure è proprio sui piccoli sogni, i desideri impossibili il “magari funziona” che i businessman più scaltri e senza scrupoli sono riusciti a fare le fortune maggiori.

Dal west, solcato dagli spacciatori di elisir e pomate miracolose (gente che talvolta finiva per pagare la sua scaltrezza con un tuffo nella pece e nelle piume) agli spacciatori di sogni telematici che invadono i nostri browser, costringendoci a lottare con una giungla di finestre pop up, si potrebbe dire che non molto sia cambiato.
«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
I sogni degli uomini (che conosco meglio) e forse quelli delle donne (il cui manuale è scritto in linguaggio per me assai meno comprensibile) sono in fondo sempre gli stessi.

L’amore, prima di tutto. O quantomeno il sesso. O se non altro la speranza di vedere nude quegli imprendibili oggetti del desiderio. E poco importa se per riuscirci occorreva qualche piccolo inganno.

Una irresistibile cravatta che splende nel buio, e che esercita il suo richiamo, come lanterna verso la falena: sognare è sempre costato poco e nel caso dell’annuncio che riproduciamo si poteva beneficiare della prova gratuita. Seducenti e soddisfatti, oppure rimborsati. Forse (vai poi a leggere le scritte in piccolo).
Miracoli a buon mercato (o quasi)
Seduzione, amore, conquista o quantomeno una sbirciata. Ecco gli obiettivi finali, ai quali tutto il resto era finalizzato. Bracciali e pomate che sviluppano i muscoli, scarpe che ti alzano improvvisamente (una debolezza di cui hanno sofferto anche alcuni notissimi insospettabili divi).
Per i più “avanzati” pomate che sviluppano il pene, come i giusti fertilizzanti sviluppano zucchine e cetrioli. E per chi restava in attesa dell’occasione fatale, quantomeno i mezzi per contemplare obiettivi ancora confinati nel regno dell’immaginazione: occhiali a raggi X e pennette da spia che consentivano di vedere attraverso i muri.

Mordere la dannata mela. Ecco il sogno dell’uomo, che dalla Genesi a Telegram è rimasto grosso modo immutato. Cambiano i mezzi per cercare di realizzarlo, e non pochi sono stati creati e lanciati nell’iperspazio proprio grazie all’energia dell’immaginazione amoroso-sessuale: il super 8, la Polaroid, la videocassetta, persino Internet non sarebbero mai esistiti senza il desiderio umano di conquistare, o quantomeno immaginare di farlo. Su questo esistono studi autorevolissimi che non possono essere smentiti.

Ma per noi che siamo stati giovani in un certo ben preciso momento storico, il sogno di realizzarli aveva mezzi peculiari, passava spesso per annunci piuttosto oscuri ma tremendamente interessanti, stampati male su carta da poco. I più avventurosi erano negli angoli di giornaletti come l’Intrepido o Il Monello, o nelle ultime pagine di Diabolik e di Alan Ford.
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Per i più pruriginosi, quelli che aprivano mondi assolutamente oltre anche ogni più rosea immaginazione, occorreva curiosare in giornali diversi, che non avremmo dovuto assolutamente vedere, visto che ci erano esplicitamente proibiti dalla legge. Ma questo li rendeva ancora più interessanti. Va detto però che una volta che ci si inoltrava in quelle pagine, gli annuncetti che raccontavano prodotti miracolosi, dedicati a pratiche che potevamo appena immaginare, erano di gran lunga la cosa meno interessante. Ragion per cui di quelle cose ricordo poco, anche se qualcosa sono riuscito a trovare a posteriori, per completezza. Qui a Boomerissimo non ci piace lasciare le cose a metà.
La Ditta Same e i suoi precursori americani
Per trovare i precursori dei miracoli a buon mercato occorre appunto tornare in America, dove il genio commerciale dei coloni, e la loro necessità di sopravvivere in un mondo dove non ti aiuta nessuno, aiutano a spiegare come sia stato possibile pensare di vendere illusioni piuttosto costose a gente brusca e armata di fucile.

Alcuni di quei ciarlatani non sopravvissero. Altri utilizzarono lo sviluppo delle comunicazioni e l’efficienza delle poste per inventare un nuovo (e nettamente più sicuro) sistema di distribuzione commerciale, che da pochi magazzini poteva raggiungere l’immensità di tutto il continente. Le vendite postali sono nate negli Stati Uniti e hanno permesso di vendere di tutto. Ma non è affatto esagerato pensare che il loro sviluppo, come quello di tutte le tecnologie che abbiamo descritto prima, e che nasceranno in futuro, abbia avuto come inesauribile fonte di energia il desiderio di conquista. O di minima, la speranza di procurasi un po’ di piacere a dispetto della incostanza femminile.

È da questo immenso serbatoio di idee geniali (appena temperate nella loro espressione dal puritanismo americano), che alla fine degli anni ’60 la Ditta Same dei Fratelli Govi (che senza alcuna indagine a supporto supponiamo essere genovesi), cominciò a estrarre dal cilindro sogni per tutti i gusti. La ditta era forte di tre sedi e magazzini in quel di Milano, e pubblicava i suoi annunci ovunque. Sul retro delle schedine, il grande sogno si trasformava in piccole speranza più a portata di mano: diventare muscolosi, alti. O semplicemente vedere la partita anche dalle gradinate dei “popolari”, attraverso binocoli che al tempo non erano ancora classificati come armi contundenti, e dunque proibite allo stadio.

Per i ragazzi c’erano armi ad aria compressa di ogni tipo. Nei giornaletti un po’ più adolescenziali facevano già capolino gli occhiali e la penna attraversamuri. Un mondo un po’ diabolik, un po’ 007, un po’ ragazzino allupato.
Per i grandi, c’era di tutto. Pomate miracolose, proiettori che lasciavano bene intendere quale fosse il genere cinematografico per cui si acquistavano. Infine, le bambole. Le mitiche bambole gonfiabili che ti promettevano tutte le meraviglie che le donne si ostinavano a rendere così difficili. Era molto saggio da parte degli inserzionisti mettere foto e disegni di donne, evitando accuratamente la rappresentazioni degli oggetti acquistabili, capaci di fare passare qualsiasi ispirazione anche a un ergastolano.

Anche le signore, che tendono a essere più riservate, ebbero la loro parte di meraviglie, con invitanti vibromassaggiori dalle fogge più diverse (tra cui alcune alquanto esplicite), che promettevano di mettere fine a un sacco di problemi e malanni, a cominciare dal terribile e a quanto pare endemico, dolore al collo. Come quagli oggetti si applicassero sul collo è cosa che mi sono sempre chiesto finché una tardiva maturità mi fece infine cadere la monetina.
Funzionavano?
La domanda è sicuramente ingenua e in parte retorica. Eppure ce la siamo fatta per decenni, senza trovare il coraggio di sperimentare di persona (va bene essere fessi, ma c’è un limite a tutto…).

Oggi possiamo rispondere con l’aiuto e la testimonianza di chi si sacrificò per la scienza, e ha raccontato la sua esperienza. I migliori amici delle signore, che a quanto pare sono meno ingenue e facili da intortare di noi maschietti, pare dessero in molti casi risultati soddisfacenti. Quegli oggetti, solo leggermente evoluti, continuano a essere un solido comparto economico, che pare non conosca crisi. Quindi qui tutto bene.
Gli occhiali a raggi X
Più complesso il discorso degli occhiali a raggi X: erano delle lenti di cartone con un piccolo foro (che tecnicamente si potrebbe definire stenopeico) nel quale era attaccata con la colla una piuma di volatile non meglio identificato. Gallina, papera o piccione che fosse, la piuma nel cartone confondeva la vista al punto tale da dare una specie di visione doppia. Non si vedeva niente ma armati di molta fantasia si poteva sperare di vedere tutto.
La penna-spia
La penna spia che vedeva attraverso i muri era invece molto onesta. Sarebbe bastato leggere le istruzioni e il suo funzionamento sarebbe apparso immediatamente chiaro. Occorreva nell’ordine 1) Scegliere la parete adatta, oltre la quale si desiderava vedere 2) praticarci un buco 3) avvicinare la penna che altro non era che un tubicino di plastica o cartone. Incredibile come le idee migliori siano spesso le più semplici…
L’ antenna miracolosa
Le antenne miracolose arrivarono alla fine degli anni ’70, a traino della tv privata che aveva moltiplicato il numero di canali che i televisori martoriavano con righe, effetto neve, sdoppiamenti vari. Per breve tempo fornirono il miraggio di una soluzione economica, finché un articolo del Corriere d’Informazione (la testata popolare e pomeridiana del Corriere della Sera) non le massacrò, rivelando che dentro le miracolose e “spaziali” antenne Same non c’era praticamente nulla, a parte un guscio di plastica e un filo elettrico.
Un altro spacciatore di sogni finito nel barile della pece e nelle piume, prima ancora che nascessero le associazioni a difesa dei consumatori (a loro volta un’illusione, talvolta non meno bizzarra degli occhiali a raggi X).
La Ditta Same ha chiuso le sue operazioni all’inizio degli anni 2000, probabilmente per raggiunti limiti di età della proprietà, non certo perché sia venuta a mancare la creduloneria popolare, né per l’esaurimento della fonte di energia primaria che da millenni fa avanzare l’uomo. E no, non stiamo parlando del desiderio di conoscere in senso classico.
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Molto più, di quello di “conoscere” in senso biblico: la molla perenne, il moto perpetuo dell’avanzamento umano. Finché questo giacimento eternamente rinnovabile non si esaurirà, altri sogni, altre promesse fantastiche e mirabolanti ci aspetteranno sempre. Anche se non saranno più stampate sul retro delle schedine.
Antonio Pintér


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