Il Re del Rock e l’Uomo da Sei Milioni di Dollari erano legati da un’amicizia bionica
Non è facile farsi degli amici, soprattutto in età adulta. Non lo diciamo noi di Boomerissimo, lo dice la scienza, la psicologia. Se in età adolescenziale il tempo libera abbonda, per uscire, fare cose, vedere gente, con il tempo e le responsabilità il tempo da dedicare agli amici e a farsene dei nuovi diminuisce. Si diventa più selettivi.

Accade per le persone “normali” e in misura maggiore anche per le persone famose, che non possono certo iscriversi in palestra o frequentare un karaoke bar per conoscere gente nuova. Le persone che li circondano possono definirsi “conoscenze amicali”, ma difficilmente hanno lo spessore che si riconosce ad un amico vero.
Ma esistono le dovute eccezioni, come è capitato a due personaggi di una certa fama, Elvis Presley e Lee Majors.
Fan l’uno dell’altro
Il primo incontro tra i due ebbe luogo nel 1967 al Four Star Studio, dove Elvis stava girando uno dei suoi tanti film di cassetta, Miliardario… ma bagnino. Lee Majors era invece impegnato ne La grande vallata dove recitava la parte di Heath Barkley, figlio illegittimo del capofamiglia defunto. Quello che Majors non sapeva era che Elvis seguiva regolarmente la serie ed era un fan del suo personaggio.
Il re del rock chiese di incontrare Majors, a sua volta ammiratore del cantante. I due legarono immediatamente, erano entrambi uomini del sud e, nonostante il loro ruolo nello star system, nel privato erano persone riservate.
Qualche anno prima, per il film Il monte di Venere, Elvis, che aveva un doppio ruolo, fu costretto ad indossare una parrucca bionda. Elvis, come molti sanno, era biondo naturale e preferì il posticcio all’idea di abbandonare il colore con il quale era diventato famoso. Nello stesso periodo, Majors, che stava girando la prima stagione della serie, fu obbligato a schiarirsi i capelli per rendere più credibile il suo legame di parentela con Audra Barkley, una biondissima Linda Evans. Il futuro uomo da sei milioni di dollari si vide quindi appioppare l’appellativo di “Elvis Presley biondo” con il quale aveva una certa somiglianza.
Qualche anno più tardi, Majors liquidò la loro similarità con una battuta : “Credo che fossimo gemelli separati da una bottiglia di tintura per capelli”.
Scherzi
La loro amicizia divenne solida ed anche goliardica. Elvis invitò i genitori di Majors nel backstage dove chiacchieravano amabilmente dei loro luoghi di origine, Kentucky e Mississippi. Ma amavano anche farsi degli scherzi. Durante le riprese di Miliardario…, ma bagnino, Majors si vestì da cameriere, con tanto di baffi, e apparve in una scena dietro Elvis.

Durante uno dei suoi show Elvis lo presentò al pubblico come “la mia guardia del corpo che è senza lavoro a Hollywood”, aggiungendo scherzosamente: “Non lascerà che Farrah Fawcett si avvicini a me”. All’epoca Majors e Fawcett erano fidanzati.
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La sincerità e la profondità del loro rapporto fu sancita da un dono che the King fece a Majors, una catena d’oro con il simbolo TCB (Taking Care of Business), dono che concedeva solo alla cerchia ristretta della “Memphis Mafia”.
Il termine “Memphis Mafia” si riferiva alla cerchia di amici, collaboratori, dipendenti e familiari di Elvis Presley. L’origine del nome è controversa. Secondo alcuni sarebbe stato coniato dai media a causa dell’aspetto e del comportamento dei suoi appartenenti. In particolare i membri del gruppo spesso indossavano abiti neri e occhiali da sole scuri. Secondo altre fonti, invece, il nome ebbe origine per puro caso. Elvis e il suo entourage erano attesi all’Hotel Riviera di Las Vegas, dove arrivarono in due limousine nere. Qualcuno tra la folla gridò: “Chi sono, la mafia?”. Un giornalista sentì l’espressione e la utilizzò in un articolo.
Ad ogni modo, il soprannome piacque a Elvis e rimase come nome ufficiale del gruppo.

La frase “Taking Care of Business” divenne il motto personale di Elvis Presley all’inizio degli anni Settanta. Fu ispirata da una canzone di successo di quegli anni, per l’appunto, “Takin’ Care of Business” dei Bachman-Turner Overdrive. Elvis disegnò personalmente il logo caratterizzato dalle iniziali e da un fulmine. Simbolo che apparve ovunque, sul suo jet privato, su veicoli, gioielli e molti altri oggetti personali. Da notare (oggi non si potrebbe più fare) che l’espressione era tipica delle persone di colore e che Elvis la pronunciava con quella particolare cadenza.
La loro amicizia durò fino alla morte del re del rock and roll. La catena TCB Majors la indossa ancora. Il resto è storia.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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