Il cadavere scomparso di un bandito riappare e spaventa a morte L’uomo da sei milioni di dollari
L’uomo da sei milioni di dollari in qualche modo ha anticipato lo sviluppo della medicina.

Steve Austin, dopo uno spaventoso incidente che lo avrebbe portato alla morte, è stato salvato ed è diventato un cyborg. Oggi abbiamo gli esoscheletri.
Cyborg
La serie di cui il protagonista era Lee Majors è ispirata al romanzo Cyborg di Martin Caidin. Il libro fu un vero best-seller nel 1972. Il protagonista ha lo stesso nome e lo stesso background del telefilm, ma in versione decisamente più cupa.

Mentre lo Steve Austin del telefilm usa le sue protesi “to protect and to serve”, quello del libro si sente usato dal governo. L’Austin originale ha molte più parti bioniche, anche letali. La mano bionica, ad esempio, è in grado di usare una sorta di dardo velenoso. Il personaggio, inoltre ha profonde crisi di identità, dovute alle parti allogene.
Quisquilie, facezie, una serie tv degli anni Settanta doveva prevedere comunque un lieto fine.
A parte quindi lievi e funzionali discordanze, la serie tv è andata in onda per cinque stagioni con enorme successo.
Quello che è successo nel corso di un episodio della quarta stagione, però è andato ben oltre la fantascienza. Anzi è stato qualcosa di tremendamente macabro e reale.
Spie al Luna Park
L’episodio incriminato è Carnival of Spies (Spie al Luna Park). Si tratta del quindicesimo episodio della quarta stagione. La trama prevede che Steve Austin sia inviato a indagare su una fiera itinerante.

I suoi capi sospettano che lo spettacolo sia una copertura per una rete di spie straniere. Austin si infiltrerà tra attrazioni e spettacoli da luna park per scoprire chi sono gli agenti segreti e, correndo al rallentatore, a impedire il furto di informazioni militari top secret. L’azione si sviluppa tra giostre, freak show e, naturalmente, il tunnel dell’orrore. Ed è qui che la fiction diventò vero horror.
Era l’ 8 dicembre del 1976 e la troupe stava girando nella “Laff-in-the-Dark” funhouse del Pike Amusement Park di Long Beach.
Nella casa degli spettri c’era quello che si pensava fosse un manichino di arancione fluorescente appeso ad una forca . Un operatore, nel corso della preparazione del set, cercò di spostare quell’affare che penzolava. Nel farlo, lo afferrò con scarsa delicatezza per un braccio, l’arto però gli rimase in mano. La prima cosa che gli venne in mente fu di riattaccarlo con un po’ di colla. Poi, però, si accorse che quella “ferita”, lungi dal lasciare un buco, esponeva ossa e tessuto muscolare umano. Il manichino era un essere umano imbalsamato.
Come direbbe un politico diventato meme “First reaction, shock!”. Riprese interrotte e intervento delle autorità competenti.
La prima cosa da determinare era l’identità del finto manichino, vero morto.
Fu dunque eseguita l’autopsia. Il Dr. Joseph Choi determinò che si trattava di un maschio morto per ferita d’arma da fuoco al petto.
Il mistero si infittiva. Tra le risultanze dell’esame autoptico venne fuori che il poveretto era portatore di numerose cicatrici, aveva avuto la tubercolosi ed era stato imbalsamato con arsenico. Furono anche rinvenute tracce di una giacca da proiettile, una sorta di giubbotto antiproiettile in uso ai malviventi tra gli inizi del Novecento e gli anni Quaranta. In bocca gli fu trovato un penny del 1924 e dei biglietti del “Museum of Crime” di Louis Sonney.
Incrociando i dati venne fuori un nome: Elmer McCurdy.
Elmer McCurdy: chi era costui?
Elmer McCurdy nacque nel 1890, ma rimase orfano in tenera età. Allevato da parenti, mostrò presto una certa dedizione all’alcol. Vagò per un po’ facendo molti lavori, tra cui il minatore, che gli lasciò come eredità la tubercolosi. Entrò a far parte dell’esercito dove imparò a maneggiare (male) gli esplosivi.
Una volta congedato, con un suo ex commilitone, decisero di mettere su una banda, della stessa scaltrezza della banda Bassotti, per darsi a furti e rapine a banche e treni.
Furono subito arrestati per possesso di attrezzi da scasso ed esplosivi. Furono poi rilasciati a seguito di una storiella ben inventata da McCurdy. Il materiale serviva per costruire una mitragliatrice a pedale di sua invenzione.
La prima rapina in banca della banda non andò benissimo. Il nostro rapinatore dosò male l’esplosivo, mandando in fumo i dollari che voleva rubare.
Decise così di tentare il colpo grosso, la rapina al treno.
Il 4 ottobre 1911 vicino a Okesa, Oklahoma, McCurdy e due complici pianificarono di derubare un “Katy Train” dopo aver saputo che trasportava 400.000 dollari in contanti destinati come pagamento di royalty alla Nazione Osage.
McCurdy e i suoi uomini, però, evidentemente avevano un problema con l’orario ferroviario. Invece di assaltare il Katy, bloccarono un treno passeggeri. La banda riuscì a rubare solo 46 dollari dall’impiegato della posta, due damigiane di whisky, un revolver automatico, un cappotto e l’orologio del controllore del treno.
A dir poco deluso dal magro bottino, McCurdy si ritirò in un ranch dove tentò di consolarsi bevendo le damigiane di whisky rubate. Nel frattempo le autorità avevano scoperto il suo coinvolgimento nella rapina ed era stata emessa una taglia di duemila dollari per la sua cattura. Dopo tre giorni la polizia lo rintracciò nel fienile dove si stava riprendendo dalla sbronza. Secondo i resoconti, McCurdy dichiarò: “Non mi prenderete mai vivo!”. Dopo una sparatoria durata circa un’ora, McCurdy fu ucciso da un singolo colpo di pistola al petto.
La seconda vita da morto
Il corpo di McCurdy fu trasportato all’obitorio, dove nessuno lo reclamò. Il proprietario della Johnson Funeral Home, imbalsamò il cadavere con un conservante a base di arsenico, tipicamente usato all’epoca per preservare i resti per lunghi periodi, in attesa dei parenti.
Johnson lo rasò, lo rivestì e lo ripose nel retro della casa funeraria. Si rifiutò di seppellirlo finché non fosse stato pagato per i suoi servizi.
Quando fu chiaro che non sarebbe arrivato nessuno, il proprietario delle pompe funebri decise di esibire il cadavere per recuperare i soldi. Gli mise un fucile in mano e lo espose in piedi in un angolo della casa funeraria. Per un nichelino tutti potevano vedere “The Bandit Who Wouldn’t Give Up” (“Il Bandito Che Non Si Sarebbe Arreso”).
I visitatori inserivano monete nella bocca del defunto, credendo che ciò portasse fortuna.
Nel 1916, un uomo contattò Johnson, affermando di essere un fratello di McCurdy. Il giorno dopo si presentò in compagnia di un’altra persona che diceva di essere un secondo fratello e presero in custodia il cadavere.
Gli uomini che sostenevano di essere i fratelli perduti di McCurdy erano in realtà James e Charles Patterson. James Patterson era il proprietario dei Great Patterson Carnival Shows, un luna park itinerante. Dopo aver appreso da suo fratello Charles della famosa esposizione del “bandito imbalsamato”, i due avevano congegnato un piano per impossessarsi del corpo e metterlo in mostra nel loro luna park.
Nel 1922 il corpo fu usato come garanzia di un prestito. Prestito che non fu mai restituito e il cadavere passò di mano. Louis Sonney, ormai proprietario del bandito, lo inserì nel suo spettacolo itinerante, il “Museum of Crime”, che girò su e giù per la Costa Occidentale fino agli anni ’40.
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Durante la Seconda Guerra Mondiale, la popolarità delle attrazioni itineranti crollò. Il corpo di McCurdy finì in un magazzino di Los Angeles per vent’anni. Fece una breve apparizione nel film del 1967 “She Freak”, prodotto dalla Sonney-Friedman Pictures.
Nel 1968, il figlio di Sonney vendette il cadavere, insieme ad altre statue di cera, per 10.000 dollari a Spoony Singh, proprietario del “Museo delle Cere” di Hollywood. Singh lo vendette poi a Ed Liersch, socio proprietario del The Pike, dove un incauto attrezzista di un telefilm di fantascienza gli staccò un braccio.
Ma la lunga storia ha avuto un lieto fine.
Il 22 aprile 1977, McCurdy ricevette finalmente una sepoltura dignitosa al Summit View Cemetery di Guthrie, Oklahoma. La cerimonia vide la partecipazione di circa trecento persone tra cui molti membri della troupe de “L’uomo da sei milioni di dollari”. Il corpo fu trasportato in un carro funebre trainato da cavalli e sepolto accanto al bandito Bill Doolin, con un metro di cemento versato sopra la bara. Non sia mai che a qualcuno fosse venuta la strana idea di riportarlo in giro…
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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