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John Wayne

John Wayne, il rocker che non ti aspetti: ha fatto cantare Buddy Holly

Cosa c’entra the Duke con il rock and roll? Apparentemente nulla, ma appunto solo in apparenza. Si fa fatica a pensare a John Wayne in versione metal, a meno che il metallo di cui si parla sia il piombo della sua pistola.

Ogni volta che pubblichiamo un articolo su John Wayne siamo costretti a dribblare i ferventi osservanti della cancel culture che nel cowboy per antonomasia vedono il male.

John Wayne
John Wayne rock – Boomerissimo.it

Di certo era un personaggio tagliato con l’accetta, con una sensibilità probabilmente non sopraffina, ma va ricordato, che si tratta di un uomo nato nel 1907. Certe battaglie non erano neanche in predicato.

Banniamo il mondo

Se dovessimo applicare alla lettera certi dettami del politicamente corretto, non sarebbe di certo solo John Wayne a cadere sotto la scure. E qui ci metto la faccia. La mia mamma, nata nel 1933 a Foggia, fervente cattolica, innamorata di Gesù, ai giorni di oggi sarebbe finita sulla ghigliottina.

Robert Powell presenta Gesù – Boomerissimo.it

Un bel giorno, camminando per mano di mamma, la me bambinetta di pochi anni, fu testimone di un dialogo tra lei e zia che oggi varrebbe la gogna. In quel tempo (e vai di parabola) nella provincia del nord della Puglia che ha visto i miei natali, le persone di origine africana erano poche. Le vedevi in tv, ma difficilmente potevi osservarne qualcuno passare per strada. Il caso volle che incrociassimo una coppia con un bambino molto piccolo evidentemente non di origine caucasica. Tutti si voltavano a guardarlo e mia mamma, con le migliori intenzioni del mondo disse a mia zia una frase di apprezzamento per quel bimbo che includeva una parola proibita.

Per lei non era un’offesa, era una constatazione. In più, non aveva, all’epoca, a disposizione un’altra parola per definire il virgulto allogeno.

Ma se guardiamo meglio nella comunità delle celebs, di scheletri nell’armadio ne troviamo a iosa.

Mark Twain, tanto per citare il primo che passa, nella sua raffigurazione degli afroamericani si accontentava di stereotipi non edificanti. Walt Disney, il creatore di tanti film incentrati sui buoni sentimenti, era in odore di razzismo e antisemitismo.

La stessa Hollywood della golden age usava largamente il trucco brownface e blackface, quando si trattava di rappresentare un personaggio afroamericano.

Anche Ben Affleck, uno dei miti (e dei meme) della Hollywood odierna, aveva antenati schiavisti. Per la serie, come recitava un vecchio adagio: non sputare in cielo che in faccia ti torna.

Quindi possiamo quanto meno affermare che il John Wayne politicamente scorretto era in buona compagnia.

John Wayne e il rock

Su una cosa siamo certamente d’accordo, the Duke non era un progressista, era un conservatore, amante di quei valori “americani” che in realtà non esistono. La cultura degli States è una derivazione di quella europea occidentale di stampo anglosassone su cui si sono innestate le influenze di altri gruppi etnici.

Wayne è stato un convinto anticomunista e repubblicano, ha incarnato l’idea del patriota. Non sono mancate le contraddizioni nella sua vita; infatti, il super patriota non ha servito la patria, ha fatto in modo di evitare la chiamata alle armi.

John Wayne
Molto heavy metal the Duke – Boomerissimo.it

Anche i suoi gusti musicali, per quanto è trapelato, erano molto tradizionali, anche se dichiarazioni pubbliche in merito non ne ha mai fatte. Ha però inciso un disco “America, why I love her” in cui esprimeva la sua filosofia di vita su un sottofondo musicale.

Ha però influenzato la cultura musicale. Buddy Holly, uno dei fondatori del rock’n’roll, colui che tra i primi ha codificato la formazione standard di una rock band (chitarra, basso e batteria) scrisse una delle sue canzoni più rappresentative grazie proprio al Duca.

Holly era andato al cinema a vedere uno dei film più famosi di John Wayne, The Searchers (Sentieri selvaggi), una pellicola che oggi molti definirebbero reazionaria.

Nel corso del film Wayne pronuncia spesso una battuta “That’ll be the day”, che in italiano suonerebbe un po’ come “Ci credo poco” e tutte le varianti del concetto. Nella versione doppiata in italiano del film, la battuta non è ricorrente, perché è stata tradotta con perifrasi diverse.

Buddy Holly
Il lancio di That’ll be the day di Buddy Holly e the Crickets (By Brunswick – Cash Box, August 3, 1957; page 19, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=132366580) – Boomerissimo.it

Quella frase rimase talmente impressa a Buddy Holly che la usò come titolo per una canzone, That’ll be the day, per l’appunto. La canzone, uscita nel 1957, fu un successo straordinario e servì anche a consacrare l’artista come uno dei fondatori del rock’n’roll.

Come tutti sanno, Buddy Holly morì tragicamente in un incidente aereo a soli ventidue anni. John Wayne non ha mai saputo di aver contribuito alla fondazione del rock’n’roll e forse non gliene sarebbe importato.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®

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Comments (

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  1. John Wayne e Bonanza: uniti per la birra – Boomerissimo

    […] Una censura i cui censori non sono stati nominati da nessuna entità superiore, ma, nonostante ciò, si sentono pervasi dallo spirito distruttore del dio vendicatore o, più prosaicamente, dello spirito delle antiche genti romane infuriate contro Cartagine: Carthago delenda est. Non si è salvata Biancaneve e neanche John Wayne. […]

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