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Robert Powell: la maledizione di Gesù di Nazareth

E’ quasi Pasqua, uovo o colomba, la programmazione televisiva ci porterà in qualche modo a partecipare al rito di passaggio religioso con una programmazione ad hoc. Credente volente, credente nolente o ateo/agnostico, a tutti toccherà districarci tra le varie passioni e resurrezioni televisivo/cinematografiche.

Mettiamoci l’anima in pace. Una prece. Con l’arrivo della Pasqua ci toccherà fare lo slalom col telecomando per evitare la programmazione confessionale e/o buonista. Un po’ come accade a Natale, dove tutti, presi dalla necessità stagionale di essere più buoni, ci sorbiamo film con protagonisti anziani/bambini/animali in difficoltà che, grazie ad un aiuto ridondante melassa del Babbo Natale di turno, si salveranno.

Powell
Gesù di Nazareth – Boomerissimo.it

Pasqua è meno zuccherosa, a tratti horror, se non splatter, ma il carico di buoni sentimenti è sempre lì, dietro l’angolo.

ALERT! Nessuno da queste righe ha intenzione di denigrare le convinzioni o la fede di chi legge. E’ tutto sacrosanto e intoccabile, ma qui si parla di televisione e vita con ironia. Quindi se intendete offendervi, non leggete.

Gesù di Nazareth

Nel 1977, anno in cui passò per la prima volta il Gesù firmato Zeffirelli, la scrivente andava a scuola da un po’. Già questa sarebbe una pessima notizia, se non ci fosse da aggiungere che la scuola era di suore. Inutile dire che le feste comandate per noi devote fanciulle erano condite da celebrazioni liturgiche precedute da riti di avvicinamento all’evento, ritiri spirituali, fioretti, riflessioni sulla povertà dell’uomo e tutto il corollario. Arrivavamo al giorno fatidico stremate, ma purificate.

suore
A scuola dalle suore, un duro lavoro – Boomerissimo.it

In famiglia le cose non andavano meglio. Dal venerdì santo alla domenica di resurrezione non si poteva ascoltare musica e le uniche trasmissioni ammesse alla TV dovevano essere religiosamente a tema. Un calvario, è il caso di dire. La fiction fu una delle prime a colori (vado a memoria) e, noi tutti, per l’ultima puntata, dietro la bandiera del capofamiglia, andammo in processione a casa di una zia, unico possessore di apparecchio televisivo a colori, un sinudyne. Ci siamo visti quindi tutta la passione a colori, con sangue a profusione e a breve distanza. Ricordo nonno e genitori in lacrime esclamare: “bello, bello, bellissimo”, mentre io cercavo di non guardare, impressionata. Visto una volta, si sperava di non dover ripetere l’esperienza e invece, per tutti gli anni a venire, a scuola, Gesù di Nazareth veniva proiettato, nella sua puntata più cruenta, la settimana di Pasqua, nel teatro della scuola. E come direbbe Totò, “poi dice che uno si butta a sinistra…”

Gesù di Nazareth, una scelta tormentata – Boomerissimo.it

Al di là del miserrimo ricordo personale, la fiction venne trasmessa dall’allora primo canale della RAI. Si trattava di una produzione internazionale che vedeva un cast ricchissimo di grandi interpreti tra cui anche dei premi Oscar: Anne Bancroft, Ernest Borgnine, Claudia Cardinale, Anthony Quinn, Rod Steiger, Peter Ustinov. Le vesti di Nicodemo furono indossate da colui che è stato a lungo considerato il più grande attore mai vissuto, Laurence Olivier. Fervente cattolico qual era recitò senza percepire cachet alcuno, come atto di devozione. A dirigere questo parterre hollywoodiano venne chiamato Franco Zeffirelli. Pare che sia stato raccomandato dal papa stesso Paolo VI. I due si erano conosciuti quando Papa Montini era cardinale a Milano.

Il protagonista

Mentre per il resto del cast Zeffirelli non ebbe particolari problemi, scegliere l’attore che doveva portare sulla scena il salvatore del mondo non fu affatto semplice.

Franco Zeffirelli e Robert Powell in abiti civili – Boomerissimo.it

Molti attori famosi furono attenzionati per il ruolo, nomi celeberrimi , tra cui Dustin Hoffman e Al Pacino, ma nonostante il curriculum, non ebbero il beneplacito della produzione. I produttori avevano in mente un quadro di Warner Sallman intitolato proprio Volto di Cristo. Quello era il volto che cercavano. Lo stesso Zeffirelli, preoccupato per la scelta dell’attore più importante, fece inserire nel contratto una clausola che lo dispensava dal dirigere il film se non avesse trovato quello giusto. Fu un attore inglese, selezionato in precedenza per il ruolo di Giuda Iscariota a convincere Zeffirelli, grazie a “… gli occhi di un azzurro intenso quasi blu”, come tutti gli appartenenti alle tribù di Israele…

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Non è chiaro se si sia trattato di pressioni o se quel set abbia convertito Powell, fatto sta che sposò la sua compagna, con la quale aveva vissuto felicemente nel peccato sino ad allora.

Pausa sigaretta e cordiale per Robert Powell durante la crociffisione – Boomerissimo.it

Molti attori rimangono cristallizzati nel ruolo che ha dato loro più fortuna e, nel caso di Robert Powell è stato davvero un problema. Non gli fu facile smettere la maschera ieratica che Zeffirelli gli aveva cucito addosso. Il pubblico non riusciva a vederlo credibile in altri ruoli. L’attore inglese ebbe anche dei problemi a seguito di quella interpretazione, tanto che dovette ricorrere all’aiuto di uno psichiatra. Successivamente ha ripreso la sua carriera, ma non ha mai più riconquistato una popolarità così ecumenica.

Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it

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Comments (

7

)

  1. Robert Powell e Grace Kelly: un incontro divino – Boomerissimo

    […] Powell, era stato provinato per il ruolo di Giuda, ma Zeffirelli vide in lui il perfetto Gesù, l’inglese dagli occhi intensamente azzurri era idoneo per il Nazareno. Ma il cinema non è verità e in qualche caso neanche […]

  2. Volkswagen Golf e la sua pubblicità: come si cambia (non sempre in meglio) – Boomerissimo

    […] Ha fatto male solo a una persona. Disgraziatamente, proprio alla donna che in questo splendido commercial si libera e diventa un modello per tutte. Paula Hamilton, la modella che interpreta questa donna ispirata in modo abbastanza trasparente alla principessa Diana, non ha avuto (fortunamente) un destino tragico come l’originale. Ma è rimasta per sempre invischiata nel personaggio di “donna della Golf” La sua carriera di attrice si è esaurita per eccesso di successo. Un destino simile a quello di Robert Powell, che mai più è riuscito a liberarsi dei panni di Gesù di Nazareth. […]

    1. Anonimo

      Per carità… Articolo su un film che non si è visto o di cui si ha un miserissimo ricordo..come lei stessa ammette…che senso ha..mahhh..non non mi è piaciuto.. pieno di opinioni personali
      .e su che nase non si sà… che si vogliono far di tutti..ma così nin è

      1. Antonio Pintér

        Se traduce in italiano provo a risponderle

      2. Antonietta Terraglia

        In primis non ho mai detto di non aver visto la serie, ho detto che non mi piace. Se per lei non essere adorante cattolico è un difetto sono problemi suoi. Due, non si firma ma giudica, come i cattolici sono abituati a fare. È una serie TV! Non la Bibbia. Ad ogni modo pensi quello che le pare. Per fortuna non c’è più l’inquisizione.

  3. John Wayne, il rocker che non ti aspetti: ha fatto cantare Buddy Holly – Boomerissimo

    […] sotto la scure. E qui ci metto la faccia. La mia mamma, nata nel 1933 a Foggia, fervente cattolica, innamorata di Gesù, ai giorni di oggi sarebbe finita sulla […]

  4. Antonio Pintér

    Questo chi l’avrebbe stabilito? Lei?

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