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Cold Case Vaticano: Giovanni VIII

Cold Case Vaticano: l’assassinio di papa Giovanni VIII


L’omicidio di un Papa ha lasciato una scia di mistero. Le testimonianze, le prove, i silenzi, la domanda che inquieta

Per noi che seguiamo da lontano gli eventi del Conclave, gli intrighi e gli scontri di potere che avvengono tra le segrete stanze hanno un fascino innegabile. Certamente creare un nuovo Papa è un esercizio complesso, in una monarchia assoluta che non ha nessuna intenzione (e vista la durata, probabilmente a ragione) di diventare una democrazia. 

Cold Case Vaticano: Giovanni VIII
Il teschio ritrovato – Boomerissimo.it

Non ci sono primarie per il Papa, né chiuse né aperte. Inutile affannarsi a sostenere il proprio candidato, modernista o tradizionalista che sia. Quando il fumo uscirà finalmente bianco sarà stato, come è sempre stato, per meccanismi completamente diversi da quelli che muovono il mondo esterno. Per loro va bene così, e noi da spettatori non ce ne lamentiano. 

Resta il fatto che il Vaticano ha dimostrato nel tempo di avere sistemi peculiari non solo per incoronare nuovi papi, ma anche per eliminare quelli vecchi, quando diventano troppo ingombranti.

L’unica certezza è l’assassinio

Senza addentrarci in scomparse e misteri troppo recenti, che per gli standard della Chiesa sono ancora decisamente troppo freschi, c’è un caso che forse, tra tutti, rappresenta il caso più agghiacciante di “scomparsa aiutata” di un Papa in carica. È quello di Papa Giovanni VII.

Cold Case Vaticano: Giovanni VIII
L’avvelenamento di Giovanni VIII – Boomerissimo.it

Siamo nell’inverno dell’anno 882 e la città di Roma è, come quasi nella sua storia, in crisi e in transizione. Giovanni non è un papa travicello e regna con decisione su una situazione molto difficile e piena di pericoli.

La campagna romana, in terrificante decadenza, lontana dai fasti di un impero caduto è minacciata dai saraceni, che sbarcano, rapinano, saccheggiano, uccidono e spadroneggiano a loro piacimento. 

A nord un impero diviso tra casate carolingie in lotta e che dividono anche la Chiesa: qualcuno guarda alla Francia, qualcuno alla Germania. Il Papa siede su questo bidone esplosivo cercando di tenerlo insieme, a suo rischio.

Giovanni VIII sembra l’uomo giusto al posto giusto: viene da una importante famiglia longobarda, e quando sale al trono di Pietro nel 872 lo fa con la forza di chi è deciso a dare una svolta anche politica. Potremmo paragonarlo a un Wojtyla medioevale? Ci prendiamo questo rischio. 

Giovanni in ogni caso si mette subito al lavoro: riorganizza la Curia, sostiene con decisione la missione di Metodio tra gli slavi, in gran parte ancora pagani. È una vera crociata, ma dentro l’Europa. Prova a unire i re carolingi sotto un’unica corona ma come succede in questi casi, la politica reagisce, ogni alleato nuovo porta con se nuovi nemici. La cosa più pericolosa è che le divisioni e le rivalità politiche che vengono da lontano, dalle casate tedesche e francesi, dalle steppe del nord e dagli scontri con gli slavi, si ripercuotono molto vicino, tra i palazzi romani dove si muovono vescovi potenti e persinodentro la sua stessa famiglia, tanto ampia e potente quando lacerata e ambiziosa.

Il suo rivale più famoso è Formoso, vescovo di Porto, che sogna di diventare papa e non si fa scrupoli a tramare nell’ombra. Sarà a sua volta protagonista di un’altra storia horror di conflitti vaticani, che vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Giovanni VII ha bisogno di alleati, e comincia a capire che trovarne è una necessità vitale, e non solo in senso metaforico. Ne cerca ovunque, e gli costa molto, ma spesso si trova solo. Quando i Saraceni dilagano nelle campagne romane, il Papa arriva a un gesto estremo: paga di tasca propria una somma enorme per comprare una tregua, ma inon basta. La città è in pericolo e suo prestigio vacilla è in questo scenario che si preparano tradimenti che cambieranno la storia. Solo la salute del Papa non vacilla. E forse proprio per questo qualcuno, tra i suoi parenti più stretti comincia a preparare la successione in modo, diciamo così, alternativo.

Il primo Cold Case vaticano

La notte del 16 dicembre 882, la storia della Chiesa prende una svolta improvvisa e sanguinosa: Giovanni VIII viene colpito da un malore improvviso e devastante, poco compatibile con la sua forma tutto sommato perfetta.

Cold Case Vaticano: Giovanni VIII
Giovanni VII ucciso a martellate – Boomerissimo.it

Siamo lontani dall’epoca delle indagini e della trasparenza. All’ingressod del Tenente Colombo mancano ancora diciannove secoli. Non ci sono verbali, non ci sono indagini (o almeno non ce ne sono che siano giunte fino a noi, perché il caso viene immediatamente insabbiato) Ci restano le cronache degli Annales Fuldenses: una raccolta di annali redatti in latino dai monaci nell’abbazia tedesca di Fulda. È una fonte lontana, e forse proprio per questo sopravvissuta alle vicende romane che seppelliscono tutto sotto una densa coltre di mistero. All’epoca non esistono ancora gli “omissis” e i segreti di stato. Le tracce vengono semplicemente fatte sparire.  

Ma negli annali di Fulda, la fonte più autorevole delle vicende del XIX secolo resta una traccia agghiacciante: si scrive che il papa è stato prima avvelenato da un suo parente. Ma il veleno è troppo lento, esasperante, il Papa soffre ma non vuole saperne di morire.

L’omicidio di un Papa, scoperto secoli dopo – Boomerissimo.it

Una sitiazione che ricorda la morte di Stalin, che abbiamo raccontato qui. I congiurati sono però più sbrigativi dei loro successori moscoviti e decidono di finire il papa a colpi di martello, senza pietà. Un metodo brutale, che anche in questo caso ha degli echi in un altro storico omicidio staliniano. L’omicidio del papa lascia il segno ma i congiurati sono più abili dei loro imitatori bolscevichi: l’assassinio di Giovanni VIII lascia il segno nella storia, ma non nei tribunali: resta uno dei primi “cold case” della storia vaticana.

Gli storici, nel tempo, hanno difeso diverse ipotesi. L’idea prevalente è che si voglia un papa più malleabile, più semplice da comandare. Il nome di Formoso, un nome storcamente agghiacciante per essere stato protagonista, per quanto involontario, del terribile “Sinodo del cadavere” torna spesso tra i sospetti. Qualche anno dopo sarà proprio lui a diventare papa, uno sviluppo che crea sospetti. Altri puntano invece il dito contro la famiglia più ristretta di Giovanni, in particolare verso chi, grazie ai legami con il padre Gundo, controllava posti chiave nella Curia. Si tratterebbe in questo caso di un quasi-filicidio. 

Come accennavamo, di tutto questo, a Roma, non resta più niente. Le cronache romane sono state liquidate al pari del papa. Resta però, forse, il cadavere, ritrovato fortunosamente quasi sette secoli dopo. 

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Nel 1646, durante lavori nella Basilica di San Pietro, appare  un teschio semisfracellato, che sembra essere stato straziato a colpi di martello. È il cranio di Giovanni VIII? Non è del tutto certo, ma se non lo fosse avremmo un ulteriore omicidio irrisolto in Vaticano, con un cadavere al centro della Basilica più importante della cristianità.

Un mistero che si è solo infittito col tempo

La maggior parte degli storici storici pensano che Marino I, il successore dello sfortunato pontefice avvelenato e martellato, abbia fatto di tutto per cancellare il ricordo del predecessore: lettere distrutte, documenti spariti. Nelle raccolte ufficiali restano solo pochi frammenti, e già questo ci fa capire che il crimine da nascondere è importante, decisivo per il destino della Chiesa.

Cold Case Vaticano: Giovanni VIII
La Papessa Giovanna, leggenda o realtà? – Boomerissimo.it

Quella che avvolge la scomparsa violenta di Giovanni VII è una vera e propria damnatio memoriae. Un vuoto enorme e senza fondo, che ha lasciato spazio ad ipotesi e leggende nere. La sua storia si intreccia con quella della leggendaria Papessa Giovanna, una donna che – secondo una leggenda nata secoli dopo – avrebbe regnato travestita da uomo. 

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Leggenda? Incubo? Favola? A questo punto è difficile che lo sapremo mai ma di sicuro, una storia che prende anche spunto dalla fama sinistra di un papa assassinato senza lasciare tracce. Senza che nessuno abbia voluto o potuto indagare su un crimine di questa importanza. Un fatto reale si è così trasformato in un simbolo eterno di corruzione e di mistero.

È stata la prima volta, forse. Di sicuro non è stata l’ultima.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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