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Stalin cancellazione Trockij

L’assassinio di Trotsky: la cancel culture di Stalin

La cancel culture non usa solo le forbici e l’oblio. A volte, quando niente sembra bastare, può venire utile una picozza da ghiaccio. Leon Bronstein, detto Trotsky era troppo ingombrante per la nuova Urss di Stalin e dovette sperimentarlo di persona.

I più avvertiti di noi si sono ribellati da tempo alle degenerazioni del politicamente corretto, quelle che pretendono di riscriverne la storia, cancellando le parti sgradevoli, quelle che oggi sono più difficili da spiegarsi. 

Stalin cancellazione Trockij
L’eliminazione di Trotsky – boomerissimo.it

E allora si tolgono di mezzo in silenzio le statue di Colombo, che inaugura l’oppressione dei “pacifici” indigeni. Giù i presidenti che, illuminati teorici delle libertà, erano da parte propria tranquillamente schiavisti. Una corsa alla pulizia del passato che ha fatto una vittima grottesca anche in un noto attore progressista di hollywood, i cui antenati tenevano una piantagione.

Sono piccole assurdità che ci tormentano. Ma la nostra società che ambisce a essere tollerante e progressiva anche nel suo passato non è stata di sicuro la prima a pensare di ricostruire il suo passato su basi più accettabili per il “nuovo pensiero” del momento.

Un grande appassionato della cancellazione (non sappiamo se sia corretto definirlo un precursore, perché la storia dell’uomo è da questo punto di vista ricca di spunti) è stato Josef Stalin. A parte cercare di cancellare fisicamente i suoi compagni e oppositori politici come Tito (che respinse il tentativo con successo), Stalin fu anche un appassionato redattore del passato. 

Prima si uccidono le personalità ingombranti, poi sparisce anche la loro esistenza. E se per farlo occorre ritoccare foto o cancellare intere voci dall’Enciclopedia Sovietica, che sarà mai? In nessun caso come in quello di Trotsky, l’operazione di eliminazione fisica (mediante una picozza da ghiaccio conficcata in testa) e di eliminazione del passato sono andati così d’accordo

Dove nasce il conflitto Trotsky – Stalin

Se l’Unione Sovietica è esistita, una larga fetta di merito (o di colpa, a seconda dei punti di vista) è stata di questo piccolo rivoluzionario barbuto, di nome Leon Bronstein. Agitatore già nel 1905, proveniente dalle file più moderate del movimento socialista russo, Trotsky vede la sua figura crescere man mano che la rivoluzione si infiamma, nella sua ascesa prima lenta, poi improvvisa del 1917.

Stalin cancellazione Trockij
Stalin, Lenin e Trotsky nel 1919 – boomerissimo.it

Trotsky è l’anima e il braccio della rivoluzione, due volte presidente del Soviet di Pietrogrado, vince la guerra civile dal suo treno blindato, trascinando le forze della nascente Armata Rossa a battere un rivoltoso dopo l’altro ai quattro angoli della altrettanto nascente Unione Sovietica. 

Trotsky è un visionario infiammato, un rivoluzionario appassionato, un trascinatore che non ha intenzione di fermarsi quando il regime si consolida. Tutto il contrario di Stalin, già pronto alla svolta conservatrice e alla stabilizzazione. 

Sono due anime in lotta finché Lenin vive. La sua morte apre il problema della successione. Stalin è considerado poco dai rivali, che eliminerà senza eccezione

“Stalin un intrigante senza principi, che subordina tutto alla conservazione del proprio potere. Cambia la sua teoria a seconda di chi ha bisogno di eliminare”
Bukharin, 1928

Trotsky, che ha sgominato (e non senza ferocia) intere armate di controrivoluzionari si trova disarmato di fronte alle trame e agli intrighi di Stalin, che marcia come un rullo compressore eliminando uno strato alla volta tutta l’elite (e non solo l’elite) bolscevica. Stalin vuole rimanere solo, insieme ai suoi giovani funzionari senza anima e senza storia. Le glorie del passato vanno rimosse una dopo l’altra.

Trotsky è l’obiettivo più importante. Con manovre, arresti e omicidi, Stalin ottiene la sua espulsione dal partito nel 1927. Prima lo esilia in Kazakhstan, infine lo espelle del tutto dall’Unione Sovietiva nel 1929. 

Trotsky vaga per il mondo cercando un luogo che gli dia asilo, e coltiva il suo brand di comunismo e la sua ossessione: la “rivoluzione permanente”. Alla fine ripara in Messico, un altro paese relativamente fresco di rivoluzione. Qui continua la sua lotta, scrive, organizza una opposizione comunista a Stalin.

Cancellare Trotsky

Ben presto Stalin si rende conto di avere commesso un errore tragico. Con i suoi famigerati processi del 1936-38 spiana l’Unione Sovietica. Solo un infima parte dei bolscevichi originari riesce a sopravvivere alla furia sfoltitrice di Stalin, deciso a eliminare tutti. 

Stalin cancellazione Trockij
Trotsky cancellato dal comizio di Lenin – boomerissimo.it

Tutti vengono attaccati, imprigionati, incarcerati o uccisi sempre con la stessa accusa ossessiva: trotskismo. Ma Trotsky è in Messico e dalla sua tribuna, per quanto politicamente impotente, continua a creare un ombra fastidiosa su Stalin, il comunista che secondo uno degli artefici della rivoluzione, quella rivoluzione ha tradito e rovesciato nel suo opposto: un capitalismo di stato burocratico. La rivoluzione bolscevica, secondo Trotsky è diventata sostanzialmente un fascismo.

Stalin reagisce rabbiosamente cancellando tutto di Trotsky: viene tagliato fuori dalle foto della storia (e non è un compito facile cancellare un leader dalla sua rivoluzione), si riscrivono libri ed enciclopedie. Ma se Trotsky è ormai espulso e cancellato dal passato sovietico, la sua presenza messicana non è altrettanto facile da rimuovere. Occorre farlo non in modo metaforico, ma reale. Una pratica che del resto a Stalin è piuttosto familiare.

Sotto Stalin vengono condannati a morte e uccise circa 800.000 persone, un altro milione e mezzo morirà di stenti nel gulag. Incalcolabile il numero delle vittime di repressioni, carestie più o meno provocate, trasferimenti forzati, maltrattamenti, pulizie etniche. 

Occorre assolutamente aggiungere Leon Trotsky a questa lista, anche perché il patto Molotov- Ribbentrop del 1939 con la germania nazista è difficile da spiegare nel mondo comunista. Alcuni scelgono l’obbedienza cieca, altri si ribellano, la spaccatura tra marxisti stalinisti e antistalinisti si apre in modo pericoloso e Trotsky, che vede una “conferma della degenerazione” in quel Patto, diventa un ostacolo da rimuovere assolutamente.

Preparativi per un assassinio

Il primo tentativo di eliminare Trotsky fisicamente non cerca la discrezione, anzi è il suo opposto. Forse l’intenzione è quella di terrorizzare gli oppositori a Stalin, dovunque si trovino. 

Nel maggio 1940, un primo tentativo di assassinio si spegne quando un gruppo di circa venti agenti stalinisti, guidati dall’agente del servizio segreto NKVD Iosif Grigulevich e dal pittore messicano David Alfaro Siqueiros, assalta la villa di Trotsky a Città del Messico. 

Gli assalitori agiscono come un commando terrorista: sparano con mitragliatrici nella camera da letto di Trotsky, ma lui e la moglie Natalia sopravvivono miracolosamente sdraiati a terra mentre pallottole, schegge di vetro e di tutto volano impazzite per la casa.

Grigulevich ha fallito. Stalin non demorde e passa l’incarico ad un altro ufficiale NKVD: Pavel Sudoplatov. di organizzare un nuovo tentativo, che sarà chiamato “Operazione Utka” (Operazione Papero)

Per questo secondo tentativo, l’NKVD sceglie Ramón Mercader, un comunista spagnolo reclutato durante la Guerra Civile Spagnola. 

I dettagli sono agghiaccianti e lanciano uno squarcio di luce sui guasti del fanatismo politico (guasti che in verità il presente non trascura di ricordarci nei modi più brutali e bestiali) Mercader viene addestrato per questa missione, con il supporto di sua madre, Caridad del Río, anche lei un’agente sovietica, che perfeziona suo figlio in quello che si rivelerà uno degli assassini politici più truci della storia contemporanea.

La strategia di infiltrazione di Mercader è metodica, paziente. Prima si finge Trotskista e si fa conoscere nei circoli di Parigi sotto la falsa identità di “Jacques Mornard”. Seduce Sylvia Ageloff, una trotskista americana vicina a Trotsky. Ormai c’è vicino anche Mercader.

È a questo punto che, d’accordo con la Ageloff, Mercader assume una nuova identità, quella di “Frank Jackson”, un uomo d’affari canadese simpatizzante della causa trotskista. 

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Sotto questa copertura, Mercader è in grado di seguire la Ageloff in Messico, dove lei lo presenta a Trotsky.

L’Attacco con la Picozza

Il 20 agosto 1940, Mercader si presentò nella casa di Trotsky con la scusa di fargli leggere un articolo. Quando Trotsky si avvicinò alla finestra per leggere meglio, Mercader estrasse una piccozza da ghiaccio nascosta nel suo impermeabile e la calò con violenza sulla testa di Trotsky. Come testimoniò in seguito Mercader durante il processo: 
“Ho posato il mio impermeabile sul tavolo in modo da poter estrarre la piccozza che era nella tasca. Ho deciso di non perdere la meravigliosa opportunità che si presentava. Nel momento in cui Trotsky ha iniziato a leggere l’articolo, mi ha dato la mia occasione; ho tirato fuori la piccozza dall’impermeabile, l’ho afferrata in mano e, con gli occhi chiusi, gli ho inferto un terribile colpo alla testa”
Raymond Mercader

Nonostante la gravità della ferita, che penetra 7 cm nel suo cervello, Trotsky non muore sul colpo. È un leone, non solo di nome. Lotta contro il suo aggressore, riesce persino a impedire alle sue guardie del corpo di uccidere Mercader, insistendo che deve essere interrogato. Anche nel momento dell’attacco fatale, la sua preoccupazione è politica.

Morirà all’ospedale il giorno dopo, sopraffatto dalle ferite: la piccozza ha fratturato l’osso parietale, lacerato le meningi e danneggiato l’encefalo.

Stalin che ha già eliminato qualsiasi prova del ruolo di Trotsky nella storia sovietica, completa finalmente l’eliminazione fisica del suo più temibile rivale politico.

Tra cancellazione e celebrazione

L’Unione Sovietica cerca di negare ogni coinvolgimento. Nel processo messicano Mercader sostiene di aver agito per motivi personali. Nessuno ci crede, ovviamente. 

Stalin cancellazione Trockij
Trotsky in Messico con un gruppo di ammiratori americani (NARA Public domain) – boomerissimo.it

Sarà scarcerato nel 1960, libero di tornare in Unione Sovietica (anche se di nascosto, con falso nome e passaporto cecoslovacco). Viene insignito, ancora una volta segretamente, della stella di Eroe dell’Unione Sovietica, la più alta onorificienza disponibile nel catalogo non modesto delle onorificienze sovietiche.

Sua madre, che lo ha addestrato all’assassinio, la sua onorificienza l’ha già ricevuta: Ordine di Lenin, nel 1941. Consegnata direttamentre dalle mani del presidente del Soviet Supremo, Kalinin. 

Si celebra un assassinio che si è negato di avere commesso. Un altro paradosso della cancellazione, che finisce per rendere del tutto futile il tentativo. 

La cancellazione di Trotsky – Boomerissimo.it

Nonostante due milioni di sovietici uccisi come “Trotskisti” (cosa che erano solo occasionalmente). Nostante una picozza piantata nella testa, niente ha fermato la conoscenza del ruolo di Trotsky nella vittoria della rivoluzione sovietica. 

La sua fine ha semmai dato una conferma definitiva alle sue accuse contro Stalin. Cancellato Trotsky, la verità è rimasta esattamente dov’era. La missione di correggere la storia dai suoi “errori” è fallita proprio grazie al suo successo. 

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Come finiranno i tentativi contemporanei, che a volte hanno avversari che, almeno all’apparenza sembrano di minore spessore, come Speedy Gonzalez e Pippi Calzelunghe?

Ai posteri, come si suol dire, l’ardua sentenza.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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