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Breznev

La Cadillac di Brežnev: più misteriosa del suo “raffreddore”

Nella terra del socialismo reale i leader avevano hobby costosi, che si facevano finanziare dagli stati capitalisti

Forse, in tempi non sospetti, qualcuno al di qua della cortina di ferro ha creduto alla favola del socialismo reale, alla bontà di un sistema che uniformava tutto in nome di un ideale superiore. 

Breznev
Compagno Leonid e il suo sogno – Boomerissimo.it

Noi, no.

Leonid Il’ič Brežnev

La centralizzazione burocratica dell’Unione Sovietica creò una nomenklatura fatta di poche persone privilegiate che controllavano le risorse e avevano in mano il potere. La corruzione e il clientelismo erano prassi comune con buona pace di Marx.

Nikita Chruščov a Leonid Brežněv in tempi non sospetti – Boomerissimo.it

L’economia pianificata fallì miseramente. L’unica cosa che produsse in quantità fu la scarsità cronica e la bassa qualità dei beni, mentre la corsa agli armamenti prosciugò i fondi per i servizi sociali. I funzionari utilizzavano la loro posizione per arricchirsi tramite tangenti, appropriazione di beni statali e mercato nero. L’assenza di meccanismi democratici e di trasparenza resero il sistema incapace di autoriformarsi.

I tempi di Leonid Il’ič Brežnev furono l’apoteosi di questo sistema sommerso, tempi che furono identificati come stagnazione.

Brezhnev, di auto ne aveva – Boomerissimo.it

Noi che quell’uomo lo abbiamo, televisivamente, conosciuto, lo ricordiamo anche per un particolare estetico. Era l’uomo con le sopracciglia più folte dell’est, che rendevano il suo sguardo, qualora fosse possibile, ancora più minaccioso.

Giusto per rinfrescare la memoria Brežnev fu il leader dell’Unione Sovietica dal 1964 fino alla sua morte avvenuta nel 1982. Леонід Ілліч Брежнєв era ucraino di nascita e iniziò la sua scalata al potere come commissario politico nell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale, che terminò con il grado di generale.

Dopo la guerra, scalò rapidamente i vertici del Partito Comunista, sostenendo inizialmente Nikita Chruščëv, che poi contribuì a deporre nel 1964. Secondo Vladimir Semičastnyj, capo del KGB dal 1961 al 1967, Brežnev suggerì di “liquidare fisicamente” Chruščëv. L’idea fu anche discussa, ma respinta dal KGB. Si decise allora per una incruenta eliminazione politica.

Brežnev era sostenitore dell’intervento sovietico negli affari dei paesi socialisti, come avvenne in Cecoslovacchia nel 1968. Negli anni ’70 cercò la distensione con l’Occidente, ma rafforzò anche il complesso militare-industriale, portando il paese a una corsa agli armamenti senza precedenti.

Gli hobby del leader

Il compagno Leonid, per le sue azioni e le sue passioni, meritò molti soprannomi. Il più congruente alla sua persona è “Brovenosets” (Бровеносец). Si tratta di un gioco di parole tra bronenosets (“corazzato”) e brovi (“sopracciglia”). Il significato è chiaro anche senza traduzione.

Brežněv  e Nixon – Boomerissimo.it

Amava le medaglie e le decorazioni. Durante gli anni del suo potere  ricevette oltre 100 onorificenze, tra cui quattro titoli di Eroe dell’Unione Sovietica e il grado di Maresciallo dell’Unione Sovietica. L’aspetto singolare è che gran parte di questi titoli erano auto-conferiti, pratica che alimentò una sotterranea satira popolare.  E’ stato anche uno scrittore eccezionalmente premiato. Le sue memorie di guerra, da tutti considerate a malapena mediocri, meritarono il premio Lenin per la letteratura.

Molte erano le barzellette che circolavano sul compagno Leonid. Qualche esempio? Pronti, via:

“Brežnev ha subito un intervento per allargare il torace: doveva far spazio alle nuove medaglie.”

“Brežnev chiede al KGB: “Quante barzellette su di me avete censito?” “Circa tre campi di lavoro pieni di autori”.

Ma la sua vera passione erano le automobili, di lusso e straniere che guidava personalmente tra la sua dacia e il Cremlino. Il suo stile di guida era, per così dire, disinvolto.

Il regalo di Nixon

Molte erano doni di capi di stato in occasioni di visite ufficiali. Tra i pezzi forti della sua collezione c’erano: Rolls-Royce Silver Shadow, Mercedes-Benz 280SE Pullman (regalo di Willy Brandt, solo 7 esemplari prodotti), Citroën SM (regalo di Charles De Gaulle), Maserati Quattroporte (regalo dal Partito Comunista Italiano, ah…però). 

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Un capitolo a parte merita la Cadillac Eldorado ricevuta dal presidente degli Stati Uniti Richard Nixon

Nel 1972, in preparazione del vertice URSS – USA che si sarebbe tenuto a Mosca, Brežnev fece sapere, tramite l’ambasciatore negli USA, Anatoly Dobrynin, di desiderare ardentemente una Cadillac Eldorado come “gesto di amicizia”. La richiesta fu formulata come preferenza personale di Brežnev e non come richiesta ufficiale dello Stato sovietico. Il suo desiderio fu comunicato direttamente al Presidente Nixon.

Cadillac di Breznev
La Cadillac che sfreccia per la Piazza Rossa – Boomerissimo.it

La General Motors ricevette un ordine diretto della Casa Bianca ed in soli tre giorni la Cadillac Eldorado Coupé nera uscì dalla fabbrica.

Pronta in tempi record, l’Eldorado fu inviata a Mosca con un aereo da carico militare degli Stati Uniti. Arrivò anche con un discreto anticipo, quattro giorni prima dell’inizio del summit. 

La vettura era una coupé a due porte, con una lunghezza di circa 562,6 cm, larghezza di 203,2 cm e altezza di 136 cm, con un peso di circa 2850 kg.

Dal punto di vista tecnico, la versione dell’Eldorado di quegli anni montava un potente motore V8 aspirato da 8.2 litri di cilindrata, in grado di erogare circa 400 cavalli di potenza (298 kW) e una coppia massima di 725 Nm. Il cambio automatico era a 3 rapporti e la trazione anteriore. L’Eldorado poteva raggiungere una velocità massima di circa 193 km/h.

Le sospensioni erano costituite da barre a torsione all’anteriore e da molle a balestra semi-ellittiche con asse De-Dion al posteriore. I freni erano a disco sull’anteriore e a tamburo sul posteriore. Il serbatoio aveva una capacità di circa 102 litri, adatta per lunghe percorrenze, anche se la benzina sovietica non era adatta per quel tipo di auto. Si narra che fosse una delle preferite di Brežnev e che amava guidarla personalmente.

La gran parte delle vetture possedute dal compagno sono in mostra al Riga Motor Museum, ma non la Eldorado. Boomerissimo non è stato in grado di svelare il mistero della sua attuale posizione, così come all’epoca non si seppe mai da cosa fu causato il letale “raffreddore” di Brežnev e dei suoi successori. Ce ne faremo una ragione.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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