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Ben Affleck schiavi

Ben Affleck e gli schiavi: un passato che non si può cancellare

C’è una brutta ombra che pesa sul passato della famiglia Affleck. La sua colpa non è quella di averla, ma di avere cercato di nasconderla. Tentativo fallito nel modo grottesco che vi stiamo per raccontare. 

Non tutti amano Ben Affleck e non sta a noi dire se sia un genio del cinema, come appare da certe sue pellicole giovanili. Oppure un ragazzo fortunato ma forse non troppo dotato di acume, come è apparso diventare nel resto della sua carriera. E soprattutto nei continui infortuni di una vita privata che a tratti sembra ricalcata sul modello di Mr. Magoo. 

Ben Affleck schiavi
Ben Affleck, passato che non si può cancellare – Boomerissimo.it

Chi è Ben Affleck per davvero, l’artista di Argo e Will Hunting-Genio Ribelle, oppure il fessacchiotto dell’incidente col Viagra? A voi l’ardua sentenza, noi pensiamo che la verità stia probabilmente nel mezzo. Non sempre i geni artistici sono persone di grande caratura umana, e non sempre restano geni per sempre. A volte possono persino ridursi a meme. 

Decisamente meno controverso è il giudizio storico su una pagina che non riguarda direttamente il Nostro, ma uno dei suoi antenati: Benjamin L.Cole. E a raccontarcela non sono i soliti tabloid e siti scandalistici in cui l’Affleck contemporaneo è protagonista indiscusso. Lo stimato Ben d’antan non era infatti una stella (o stellina) di Hollywood ma uno stimato personaggio pubblico e, per la precisione, lo sceriffo della contea di Chatham, dolce e ridente territorio del Sud, profumato di magnolia. Forse un po’ meno dolce per chi era arrivato da quelle parti su una nave negriera, e sul mercato di Savannah, splendida e pittoresca capitale della contea georgiana, era stato venduto come schiavo. 

La storia della famiglia Affleck in una carta di tribunale

È una carta di tribunale del 1858, per la precisione un documento di successione, che ci racconta la storia di quel trisavolo di Affleck. In quel documento si registra l’eredità toccata a quel bis-bis-bisnonno. Sua suocera lascia infatti a lui le sue proprietà più preziose: i suoi schiavi. Il loro valore è registrato come quello di automobili o di cavalli: 500 dollari per Cuffey (validati da una perizia registrata in tribunale), 1000 a pezzo per Henry e James (evidentemente due schiavi di buona costituzione e disposizione), meno per Robert e Becky due schiavi-utilitaria valutati a 600 dollari la coppia, e così via per una lunga lista di ben 24 nomi. 

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Ben Affleck e la pessima idea di partecipare a “Radici Familiari” – Boomerissimo.it

Un patrimonio di pregio che certifica come le ottime disponibilità economiche della famiglia Affleck, quelle che gli hanno permesso di intraprendere una carriera a Hollywood su solide basi di sicurezza finanziaria, abbiano radici lontane. 

Sono Radici un po’ scorrette, politicamente, ma ovviamente a nessuno verrebbe in mente di farne una colpa al nostro ragazzone. E nemmeno, di per sé al suo bis-bis-bisnonno. Erano altri tempi, altre leggi, un altro mondo. Persino Thomas Jefferson, padre della patria e uomo di principi e moralità specchiata, era un gentiluomo del sud e proprietario di schiavi. Qualcuno oggi pensa di cancellarlo: un’idea militante, balzana e stupida che nessuno che abbia un neurone funzionante si sognerebbe di appoggiare. L’imbarazzo non nasce da questo ma da una serie di decisioni non troppo brillanti prese da Ben Affleck e nessun altro, nella gestione di questo dato puramente storico. 

“Radici”

Se parliamo di “Radici” a tutti quelli che hanno vissuto certi anni viene in mente lo sceneggiato storico di millemila puntata che ricostruisce la storia di una famiglia di colore, dal rapimento in Gambia dell’antenato africano Kunta Kinte, fino all’integrazione nell’America contemporanea. 

Ben Affleck schiavituù
I continui incidenti di Ben Affleck ricordano quelli di Mr.Magoo – Boomerissimo.it

Storia appassionante ma che avrebbe dovuto far suonare qualche campanello d’allarme all’orecchio di chi, come Ben Affleck, sembra provare qualche imbarazzo per il proprio albero genealogico, e per i frutti avvelenati dal punto di vista delle PR che ci sono appesi. 

Invece il nostro temerario Ben nel 2014 decise di partecipare a una serie della TV pubblica americana, intitolata “Finding Your Roots”, dedicata appunto alla scoperta e alla divulgazione delle interessanti radici familiari di noti personaggi pubblici. Forse l’ultimo show televisivo al mondo a cui si dovrebbe partecipare, se si pensa di avere un antenato imbarazzante e poco spendibile nel mondo così impegnato e attento ai diritti umani delle star di Hollywood.

Con ammirevole ingenuità, Affleck si lanciò invece a corpo morto nell’impresa, salvo rendersi conto a mezza strada di essersi imbarcato in un pasticcio che sarebbe stato meglio evitare.

Retromarcia e polemiche

Lo scandalo del trisavolo schiavista di Affleck non nasce tanto dalla sua esistenza, un semplice fatto storico. Ma dal fatto che Affleck abbia tentato di nasconderlo. Peraltro senza riuscirci del tutto.

Finire nelle news di prima serata non è necessariamente una cosa buona – Boomerissimo.it

Affleck tormentò Henry Louis Gates Jr, il conduttore di “Finding Your Roots” chiedendogli di rimuovere dalla puntata che lo riguardava ogni traccia dell’antenato proprietario di schiavi. 

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E forse non ne avremmo saputo mai nulla se anni dopo questa mail di Gates ai dirigenti della Sony non fosse emersa, nel mezzo di uno scandalo di ben altra portata. 

“Uno dei nostri ospiti ci ha chiesto di modificare qualcosa su uno dei suoi antenati: il fatto che possedeva degli schiavi. Ora, quattro o cinque dei nostri ospiti in questa stagione discendono da proprietari di schiavi, incluso Ken Burns. Non abbiamo mai avuto nessuno hai mai provato a censurare o modificare ciò che abbiamo trovato. È una megastar. Cosa facciamo?”
–Louis Gates, conduttore di Finding Your Roots

Lo scandalo era WikiLeaks, e tra i milioni di documenti resi pubblici ci fu anche questo, quello che provava il tentativo (fino a quel momento riuscito) di Affleck di imbellettare un po’ la propria storia di famiglia. 

Ben Affleck, un meme vivente – Boomerissimo.it

Lo scandalo esplose e quello che avrebbe potuto essere un modesto imbarazzo per un parente lontano, di cui Affleck non porta nessuna responsabilità, divenne l’ennesimo scandalo con al centro il bel ragazzone di Hollywood. Beccato da WikiLeaks, più Mister Magoo di così…

Affleck, ormai in posizione difficilissima dovette fare una penosa marcia indietro, scusarsi con il pubblico. L’antenato schiavista, diventato improvvisamente il fatto del giorno, veniva messo persino in ombra del pronipote, che si era ricostruito un passato di comodo. Un pasticcio tremendo, l’ennesimo. 

Affleck se ne venne fuori a quel punto con una di quelle dichiarazioni che non possono che suscitare simpatia, per la loro pomposa goffaggine:

“Non abbiamo né colpe né merito per i nostri antenati e il grado di interesse per questa storia suggerisce che, come nazione, siamo ancora alle prese con la terribile eredità della schiavitù. È un esame che vale la pena continuare. Sono felice che la mia storia, anche se indirettamente, contribuirà a questa discussione.”
–Ben Affleck, al pubblico

Sullo sfondo di questa patetica arrampicata sugli specchi pare di sentire le risate del pubblico. Sicuramente ci sono le nostre.

Ben Affleck è così, combina un guaio dopo l’altro quando crede di essere serio e fare qualcosa di molto importante. Ma non si può negare che sia simpatico, quando si dibatte nei suoi impicci.

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Gli auguriamo che prima o poi il suo nome torni in prima pagina per un film finalmente di successo, che manca da troppo tempo. È un pasticcione ma di talento, se solo trovasse qualche momento per coltivarlo.

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it®

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