Le doti di amante di Ben Affleck sono state autorevolmente certificate. Il talento di comico resta più discusso, anche se stavolta ci ha fatto davvero ridere.
Sulle doti di interprete di Ben Affleck ognuno è libero di pensarla come vuole. La vita dei belli-bellissimi da questo punto di vista è molto dura, e non saremo noi di Boomerissimo a voler convincere chi vede in questo proteico (ex) giovanotto soltanto un bambolotto di bell’aspetto.

Ci permettiamo semplicemente di insinuare il dubbio che il ragazzo, per piacente che sia, qualche dote debba averla, sia come interprete che come mente di cinema, se Matt Damon l’ha voluto con sé anche come co-autore di un film “difficile” come Genio Ribelle (un film per il quale Affleck ha vinto anche l’Oscar come sceneggiatore). E questo per tacere del suo acclamatissimo Argo. Insomma se volete relegare Ben Affleck ad un ruolo puramente decorativo, fatelo. Ma gli indizi non sono a vostro favore.
Discusso sullo schermo, “tecnicamente eccellente” in amore
Ai posteri l’ardua sentenza, come si dice. Quello su cui c’è poco da discutere è il talento di sex symbol, adorato dalle donne.
Lo testimonia la sua collezione di fidanzamenti con alcune delle più desiderate e desiderabili protagoniste dello show business. Per chi non segue le pagine di gossip facciamo qualche nome, lasciando volutamente in secondo piano una mini galassia di relazioni volanti e di starlet, che pure hanno illuminato per brevi attimi la vita amorosa di Affleck.
Jennifer Garner, attrice e produttrice che gli ha dato due figli e con cui ha diviso un lungo quanto tormentato matrimonio, punteggiato di scandali e tradimenti. Gwyneth Paltrow, reduce da una storia con Brad Pitt e ovviamente Jennifer Lopez, in una storia d’amore tanto appassionata quanto intermittente, fatta di passione, quasi-matrimoni, rotture, riavvicinamento e un recentissimo, auguriamo alla coppia conclusivo, matrimonio. I due sono diventati talmente protagonisti delle prime pagine rosa da meritarsi un “logo”: i Bennifer. Qualcosa di simile ai nostri Ferragnez, ma ad un livello decisamente diverso.
Ben Affleck amante certificato e contrattualizzato
Che Ben Affleck sia uno che oltre alla forma ha anche della sostanza da offrire alle sue controparti, lo dicono piccoli scampoli di chiacchiericcio, che sono come sempre i più gustosi e pregni, per chi segue con divertimento (come ad esempio noi) questo tipo di cose.
Richiesta di un parere sulle doti di amante di Brad Pitt e Ben Affleck a confronto, Gwyneth Paltrow ha sottolineato il grande amore e la passione che l’ha unita a Pitt, per poi certificare Affleck come un amante “tecnicamente eccellente”. Chi conosce minimamente Affleck giura che un riconoscimento del genere valga per lui come un Oscar, o forse più.
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Altri indizi delle abilità amatorie del bellissimo vengono dal contratto prematrimoniale che Jennifer Lopez (aka “il lato B più bello del mondo”) lo ha “costretto” a firmare, nel quale il nostro Ben ha dovuto impegnarsi per almeno quattro prestazioni sessuali a settimana. Un impegno tutto sommato non dei peggiori, oltre che un’apprezzabile testimonianza di stima.
Quel curioso incidente col Viagra
Premesso tutto questo. Una premessa corposa quanto, crediamo, colorita e convincente, l’ultima cosa che uno si aspetterebbe è trovare del Viagra nella biografia di un sex symbol dalle doti quanto mai acclarate. Eppure a Ben Afflleck è successo anche questo, seppur per scherzo (lui sostiene).
L’attore lo ha raccontato in un’intervista a Conan O’Brien (una specie di Fabio Fazio americano, ma con uno zic di vitalità in più). Seduto nel suo confessionale catodico, Affleck ha raccontato di essere stato intervistato da Playboy, e di aver ritenuto necessario scherzare su alcuni argomenti prettamente riservati agli adulti.
Con un’idea che forse potrebbe far nascere qualche dubbio sulla acutezza del personaggio (pur certificata da premi, al pari delle prestazioni sessuali), Affleck si è inventato una “divertentissima” storia nella quale lui prendeva Viagra a 27 anni per sentirsi come a 15 anni. Un’idea balzana che gli sarebbe costata un quasi-attacco di cuore e uno svenimento, e la decisione immediata di smettere. Una bellissima “battuta” (Affleck ammette onestamente nell’intervista che il suo talento di comico non è il massimo, altra cosa che a questo punto si può considerare certificata).
Una grande battuta che però ha provocato le ire dei produttori del Viagra: “the good people of Pfizer”, come li definisce Affleck nell’intervista. Buoni sì, ma anche infuriati come bisonti, the “good people of Pfizer” rilasciarono alcuni comunicati ufficiali per scoraggiare l’uso incosciente e ricreativo di quello che è, e deve restare, un presidio medico, da assumere solo sotto controllo di un dottore.
In aggiunta ai comunicati ufficiali, il nostro fiuto di investigatori da archivio ci induce a pensare che “the good people of Pfizer” abbiano anche diretto ad Affleck alcune diffide non ufficiali ma estremamente convincenti, corredate da richieste di rimediare al danno d’immagine e al procurato rischio in forma “volontaria”, prima che i buoni avvocati di Pfizer procedessero diversamente.
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Tutto è bene quello che finisce bene. O in questo caso che finisce con una di quelle interviste che nessuno si augura in vita sua di dover dare. Complimenti a Ben Affleck, amante di talento e comico migliorabile.
Che però stavolta ci ha fatto ridere di cuore.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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