Se ne sentiva il bisogno? Un altro sito neo-nostalgico che parla dei bei tempi andati, del “si stava meglio quando si stava peggio”? E no. I boomer non fanno la calzetta e non hanno deposto le armi. Vivi, vitali e agguerriti come gli anni in cui sono nati.
Booooooom! Ci siamo buttati nella mischia e siamo tanti. Noi boomer siamo tanti, siamo nati “tanti”.

Figli di una generazione tosta che ne ha cresciuta una con la voglia di realizzare i propri i sogni.
Chi siamo
Siamo la generazione delle mille lire in tasca da conquistare con argomentazioni degne di un tavolo delle trattative tra Cina e Stati Uniti. Le nostre mamme, disegnate come “angeli del focolare”, lasciavano passare davvero poco tra le maglie dei loro intransigenti principi. Noi imparavamo presto a leggere, avidi di qualsiasi tipo di carta stampata, “la conoscenza è potere”, giornali, rotocalchi, libri che si trovavano a vario titolo tra le mensole delle librerie di salotti e studi, quando le case erano ancora grandi e avevano un corridoio così lungo da poterci andare in bici. Imparavamo ad usare milioni di parole leggendo “Topolino” e i grandi classici della letteratura versione Disney. Noi facevamo il tema in classe tutti i giorni, di almeno tre pagine, mi raccomando e le tabelline le imparavamo tutte, maledette e subito.

Alla faccia delle moderne correnti pedagogiche, le nostre maestre ci mettevano in gara, chi le sa tutte e le dice più velocemente si porta a casa l’agognata medaglia di cartone. Le sberle le abbiamo prese e date e ci facevamo un punto d’onore di risolvere le cose “tra noi” senza ricorrere all’aiuto di mamma, anche perché non sempre eravamo certi da che parte si sarebbe schierata.
Masticavamo la “gomma del ponte”, quando riuscivamo ad averla e ne ruminavamo un pacchetto intero lavorandola a lungo con la lingua (fino a produrre abrasioni tipo carta vetrata) per riuscire a fare i palloncini. Dio sia lodato per le Big Babol…
Noi guardavamo i film del lunedì, con la sigla di Lucio Dalla, le serie monografiche degli attori di Hollywood, siamo cresciuti a Rin Tin Tin e
Starsky & Hutch e avuto l’America come mito. Certo, il nostro abbigliamento non era tra i più cool, dovevi essere ben grande prima che mamma abdicasse al tuo gusto. Fino ad allora più di una volta ci siamo ben vergognati a mettere il naso fuori dalla porta.
All’ascensore sociale ci abbiamo creduto, in realtà nessuno ci ha mai ragionato molto. Si puntava a qualcosa e se eri “tignoso” abbastanza in qualche modo ce la facevi o ti ci avvicinavi per approssimazioni successive. Siamo una generazione felice, tutto sommato.
Cedere il testimone?
Largo ai giovani? E perché? Noi cosa siamo? Di certo siamo la generazione numericamente più rappresentativa, oltre ad essere quella che lavora, produce, fattura. In qualche caso anche purtroppo, visto che di andare in pensione non se ne parla. Ma la gioventù noi non l’abbiamo mai abbandonata, il salto alla vita adulta, con il pantalone con la riga e “la testa a posto” no, grazie.
Del resto guardando la TV o il cinema, siamo in ottima compagnia. Tra i vari Amadeus, Fiorello, Alessia Marcuzzi, Alba Parietti (o il suo avatar?), Brad Pitt, Tom Cruise, Jennifer Lopez, pare proprio che i più ammirati siamo sempre noi. E di questo vogliamo parlare, di ciò che ci piaceva e ci piace, di come eravamo e siamo, della moda che indossavamo e indossiamo. Siamo l’ultima generazione non vegano/vegetariana, ma viva il panino col salame, che il latte lo faceva la mucca e non la soia, che ha conosciuto automobili non fotocopia, ecologicamente scorrette e rumorosamente meravigliose, che ha avuto nasi importanti non sistemati, che prima di parlare con qualcuno doveva averlo davanti e soppesare bene le parole. Ci abbiamo messo la faccia, e ce la mettiamo anche stavolta.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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