Cosa c’entrano Totò e Lucio Dalla? A prima vista non potrebbero essere più diversi e distanti. Ma per un caso i due si sono trovati ed è stato un incontro mozzafiato.
Diversi, diversissimi. Il principe che a rango e lignaggio ci teneva e l’artista che si “mescolava” con i barboni in piazza Grande.

Quale punto di incontro potevano mai avere? E invece uno era un ammiratore folle dell’altro.
Totò
Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Totò. E’ possibile che con il passare degli anni, oggi, qualcuno non sappia chi sia. Ma sarà davvero possibile? Ci sarà qualcuno che ad un certo punto non penserà davanti all’ennesimo rompic…”Lei è un cretino, s’informi” o davanti alle bollette non dica “e io pago…” o in una giornata uggiosa non gli verranno in mente Totò e Peppino a Milano?
Ognuno di noi che lo abbiamo amato, ha le sue battute preferite, quelle che si illuminano in testa in automatico in situazioni che anche solo per iperbole ricordano un suo film. Chi vi scrive, trasferita al nord da xxx anni, ha da tempo, come suoneria del cellulare la surreale domanda di Totò in piazza Duomo: “nojo, nojo volevom savoir, nojo volevom savoir l’indiris…”. E quando squilla proprio lì, in quella location, godo, oh come godo. E come direbbe Peppino: “ho detto tutto”.
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Bistrattato in vita e adorato dai critici in morte, secondo un costume molto italiano, il principe era consapevole di non girare film che sarebbero arrivati a qualche festival e, oggettivamente qualcuno di questi è a malapena guardabile, se non fosse per certi guizzi di Totò e dei suoi compagni, delle sue “spalle”, attori come Peppino De Filippo, Nino Taranto, Aldo Fabrizi, Macario e l’onnipresente Mario Castellani.
Sul finire della vita Pasolini gli diede l’occasione di fare un film “alto”. Il regista e Totò si davano del lei, mentre il rapporto con Ninetto Davoli non era partito col piede giusto. Immaginiamo il principe de Curtis, con una certa idea di decoro ed eleganza che invita Davoli e Pasolini a casa sua per un caffè. Ninetto si presenta con un giubbotto e appena lo vede scoppia a ridere. Il resto dell’incontro si svolge in modo apparentemente tranquillo. Davoli scoprirà solo qualche anno dopo che, appena andati via, Totò corse a spruzzare il DDT dove si era seduto.
Dalla e l’ammirazione per Totò
Nessuna sorpresa che un ragazzino degli anni Cinquanta, di nome Lucio Dalla avesse ammirazione per Totò. Ammirazione non rende l’idea. Totò era il suo idolo. Aveva le sue foto in camera ed era riuscito a vederlo anche in teatro, dove era andato trascinando la sua mamma.

Amava i suoi film nei quali riconosceva la poesia e tramite il grande artista partenopeo si innamorò della città. Dalla studiava napoletano per tentare di avvicinarsi sempre di più a quel luogo che gli aveva rubato il cuore e che lui considerava una vera nazione, con una sua arte, un’arte che in molti casi proveniva dalla povertà, ma non per questo meno grande.
Oltre a quell’incontro a teatro, da bambino, Dalla ha avuto la fortuna di vedere da vicino, anzi da molto vicino, il suo idolo un’altra volta, in treno, quando era ormai adulto.
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Per sua stessa ammissione, Dalla per viaggiare da Bologna a Milano non pagava il biglietto. Lo faceva per una ragione goliardica per così dire. La cosa lo divertiva. Ed una volta durante una delle fughe per seminare il controllore, entrò in uno scompartimento di prima classe. Appena seduto, tra lo stupore e la gioia realizzò di avere davanti a sé proprio lui, il principe de Curtis e la sua compagna, Franca Fialdini. Mentre in un rapido susseguirsi di pensieri stava decidendo se parlargli o meno, si rese conto che Totò guardava fuori dal finestrino come alla ricerca di qualcosa.
Chi ha avuto l’occasione di viaggiare in treno da Bologna a Roma, sa che prima di arrivare a Firenze c’è una galleria piuttosto lunga, la grande galleria dell’Appennino. In prossimità dell’ingresso nel tunnel ferroviario, Dalla vide Franca Fialdini aprire la sua elegante valigetta, tirare fuori una maschera antigas e con molta nonchalance posizionarla sul viso di Totò. L’attore rimase immobile per tutta la durata della galleria. Usciti a “riveder le stelle” la signora con gli stessi movimenti calmi e misurati, tolse la maschera a Totò e la ripose nella valigetta. Un incontro da rimanere senza fiato.
Antonietta Terraglia


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