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Totò

Totò e le sue auto: le due facce del Principe de Curtis

Antonio de Curtis e Totò, due essere tra i più diversi, legati dall’amore per le automobili.

Totò e il Principe de Curtis condividevano solo il volto, l’uno era la maschera dell’altro. Tanto Totò ballava sui tavoli con gli spaghetti in mano, tanto il principe amava le regole e l’etichetta.

Totò
Totò e le auto – Boomerissimo.it

Il principe di Bisanzio però riconosceva che era il saltimbanco che gli dava da mangiare e gli permetteva di vivere tra gli agi.

Le auto del Principe

Antonio de Curtis amava le auto e le voleva comode e di rappresentanza, perlomeno quando ha potuto. Anche se il suo mezzo di trasporto preferito era il treno, temeva l’aereo e in barca navigava solo in prossimità della costa. Comunque, fintanto che la vista glielo ha permesso gli piaceva anche guidare e portare a spasso la moglie e la piccola Liliana.

Fiat 1900
Una Fiat 1900 Gran Luce (Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=741054) – Boomerissimo.it

La prima auto di proprietà di cui si ha traccia è una Balilla che Totò acquistò ormai più di novant’anni fa, nel 1933. Quando le finanze glielo permisero passò ad un’auto decisamente più importante, l’Alfa Romeo 6C 2500. Una caratteristica di queste auto, era che venivano vendute sia come auto complete che come semplice autotelaio da far carrozzare secondo il proprio gusto. Ed è per questo che se trovavano di tutti i tipi: berline, coupé, cabriolet, spider. Va da sé che anche lo stile era per così dire eclettico, visto che gli autori della carrozzeria avevano idee molto diverse tra loro. L’auto, lungo tutto il suo arco di produzione, ha mantenuto il posto di guida a destra. Dall’Alfa passò alla Fiat 1900 Gran Luce di cui divenne anche testimonial d’eccezione. Si trattava di una berlina di prestigio nata come normale evoluzione della 1400. Con la sua progenitrice condivideva la scocca, ma montava un motore più potente ed era dotata di raffinatezze in linea con il concetto di vettura di lusso. Quando la vista non gli consentì più di guidare si faceva accompagnare dall’autista, Carlo Cafiero. Di sicuro avrà guidato anche la Cadillac Fleetwood 60 Special del 1954. Più che un’auto è un natante, lunga sei metri, con pinne posteriori ed una cilindrata abnorme, 5400 cc.  

La Cadillac di Totò – Boomerissimo.it

Di recente la vettura è andata all’asta. Dei tempi in cui era di proprietà del principe di Napoli mantiene la targa originale, ma non il colore. Originariamente nera, nei vari passaggi di proprietà è diventata di un assurdo giallo con dettagli in velluto verde. E’ stata acquistata per oltre trentamila euro da un collezionista. Se pensate che il prezzo sia un affare, ci spiace darvi un dolore. La vettura è da restaurare, seppur marciante, per riportarla all’antico splendore. Insomma il prezzo d’acquisto è solo l’inizio.

Le auto dei suoi film: icone di un’epoca

Ma ci sono altre auto che possiamo associare al principe della risata, le vetture che lo hanno accompagnato nei suoi film. In Totò a colori, uno dei primi film a colori del cinema italiano, Totò fa il suo ingresso trionfale nel noto paese di Caianiello a bordo di una Studebaker Champion Regal De Luxe Convertible Coupe probabilmente del 1949. La targa in onore di Antonio Scannagatti verrà scoperta dall’onorevole Trombetta…

Come dimenticare nel film  Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi il momento in cui Fabrizi e Totò devono cambiarsi d’abito in una “derivata” Lancia Ardea Tassi Roma 450 prima di presenziare al matrimonio dei loro figli e diventare consuoceri.

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In Totò, Peppino e i fuorilegge, quando Antonio viene rapito sul serio dalla banda del Torchio, viene portato via in una rombante Fiat 1100 E.

Totò e Peppino
Na femmena busciarda mm’ha lassato… – Boomerissimo.it

Non sarà una automobile, ma sempre di vettura si tratta, la nostra preferita è il calesse di Totò, Peppino e… la malafemmena a bordo della quale ogni volta che passano davanti alla casa di Mezzacapa, quell’antipatico, tirano sassi alla sua finestra cantando a squarciagola: Na femmena busciarda mm’ha lassato… Le auto del principe, come la sua vita, erano un caleidoscopio di contrasti. Da un lato, le auto di lusso come la Cadillac Fleetwood e l’Alfa Romeo 6C 2500, simboli del suo successo e del suo status sociale e dall’altra le auto dei suoi film, quelle del suo alter ego, meno blasonate, ma più vicine al suo pubblico.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®

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    […] classe. Appena seduto, tra lo stupore e la gioia realizzò di avere davanti a sé proprio lui, il principe de Curtis e la sua compagna, Franca Fialdini. Mentre in un rapido susseguirsi di pensieri stava decidendo se […]

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