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Carmen Basilio vs Sugar Robinson

Carmen Basilio: il campione contadino che osò l’impossibile

La boxe è un’arte violenta, capace di creare leggende dal nulla. Ma a volte anche di dimenticarle, senza una ragione apparente. È il caso di Carmen Basilio, piccolo gigante del quadrato di origini italiane, bicampione del mondo e protagonista di match indimenticabili: una leggenda che occorre ricordare quanto altre, forse più celebrate.

Pochi conoscono la boxe quanto l’ha conosciuta Angelo Dundee, un uomo che è stato molto più che un allenatore di campioni del ring.

Carmen Basilio vs Sugar Robinson
Carmen Basilio vs Sugar Robinson – Boomerissimo.it®

Li ha plasmati, creati, ha esaltato la loro forza e limato con pazienza le loro debolezze. Dalle sue mani sono nate leggende come Muhammad Alì, Sugar Ray Robinson, George Foreman. È stato anche l’allenatore di Carmen Basilio, il “coltivatore di cipolle” capace di vincere il titolo mondiale in due diverse categorie di peso, welter e medi, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60.

“Era il pugile più determinato che abbia mai visto”

–Angelo Dundee, allenatore

Di pugili decisi, determinati, concentrati, decisi a vincere o sparire dal ring, Dundee ne ha conosciuti molti. Ma nessuno, secondo lui, era in grado di avvicinarsi alla feroce motivazione di quel pugile che ha firmato con i suoi pugni e il suo sangue (è il caso di dirlo) alcuni dei match più epici della storia della boxe. E se avete ancora qualche dubbio, cercate su Youtube le registrazioni delle sue due drammatiche sfide con Sugar Ray Robinson.

La sfida impossibile con Sugar Ray Robinson

Quando Carmen Basilio decise di sfidare Sugar Ray Robinson, il leggendario campione dallo stile immacolato, tutti pensarono che fosse impazzito.

Angelo Dundee, ex allenatore di Carmen Basilio, qui con Mujammad Alì – Boomerissimo.it

Per farlo dovette scalare una categoria e passare da peso welter campione del mondo a peso medio. E tutto ciò per sfidare un campione talentuoso ma soprattutto più grande, più grosso, più alto e più pesante di lui. Un fuoriclasse del pugilato che tutti consideravano imbattibile a prescindere, figuriamoci così.

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Perché Basilio, pugilatore proletario, che aveva origini umili, espresse dal suo soprannome: “il coltivatore di cipolle”, che si era faticosamente fatto strada tra i welter partendo dai match più periferici e imprevedibili, decise di rinunciare alla sua cintura di campione del mondo per sfidare Robinson in un’impresa che appariva suicida?

La forza della rabbia

Secondo alcuni le motivazioni di un gesto che non si può che definire “insano” sono da ricercarsi nella rabbia inestinguibile che Basilio provava verso Sugar Ray. Non era un pugilatore qualunque, “il coltivatore di cipolle di upstate New York”. La sua combattività. la sua ferocia agonistica, la sua capacità di assorbire colpi devastanti senza fare una piega, ne avevano già fatto un idolo delle folle. Quando quell’italo-ispanico semplice ed eroico saliva sul ring lo spettacolo era assicurato e la lotta sarebbe stata senza quartiere.

Carmen Basilio vs. Tony De Marco (1955) – Boomerissimo.it

Si era avvicinato un giorno con ammirazione a Sugar Ray Robinson senza pretendere di essere un campione raffinato e osannato come lui. Ma aspettandosi un saluto e una stretta di mano da colleghi, nulla più. Voleva conoscere quello che anche per lui era un idolo e un eroe. Ma non era nemmeno riuscito ad avvicinarsi. Robinson era un divo, circondato da una corte arrogante che lo aveva allontanato come un pezzente.

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Come un mendicante cencioso, era stato cacciato dal palazzo del principe. Non l’aveva mandata giù.

Scontro epico

Basilio affrontò Sugar Ray davanti alla folla dello Yankee Stadium nel settembre del 1957. Nessuno considerava minimamente possibile la vittoria di quel piccoletto.

Carmen Basilio e Sugar Ray Robinson
Carmen Basilio e Sugar Ray Robinson – Boomerissimo.it

Il match fu una galoppata senza pause con Robinson che mulinava il suo celebre gancio mentre il suo oppositore a testa bassa, costantamente all’offensiva, era deciso a non dare tregua al campione. Arrivarono esausti agli ultimi round, continuando a combattere a ritmi apparentemente insostenibili, senza cedere mai. Il match, così violento e ravvicinata, una lotta rabbiosa, era uno di quelli difficilissimi per i giudici incaricati di segnare pugni. Ma a vincere fu Carmen Basilio. La corona di campione del mondo era andata al contadino, non al principe. La più grande vittoria di una carriera che vede Carmen Basilio titolato per ben due volte come campione del mondo, in due categorie diverse.

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Last but not least, il coltivacipolle è stato nominato per tre volte “Pugile dell’anno” e per ben cinque anni consecutivi un suo combattimento è stato riconosciuto “Match dell’ anno”.

Un combattente che ha affrontato tutto

Carmen Basilio è stato un pugile fatto della materia di cui erano fatte le leggende del pugilato di un tempo: carattere, fatica, determinazione, rabbia, capacità di sopportare anche l’incredibile.

L’epico scontro del 1957, colorizzato – Boomerissimo.it®

Ha battuto tutto, gli inizi modesti che l’hanno consegnato a match impossibili, per cui era ancora impreparato, e dove ha incassato molte botte e qualche sconfitta, che non gli ha impedito di salire con fatica e con pazienza fino all’Olimpo. Ha affrontato la classe superiore e la superiorità fisica. Ha affrontato e sconfitto persino la mafia: nel 1956, quando era campione mondiale dei welter, fu sconfitto con un verdetto scandaloso da Johnny Saxton e soprattutto dal suo manager notoriamente legato alla mafia, William “Blinky” Palermo. “Fu come essere rapinato in un vicolo al buio” dichiarò Basilio, prima di riprendersi il titolo con due match, stavolta puliti, che distrussero Saxton.

Ricordiamoci di Carmen Basilio

Perché questo campione coraggiose e purissimo è stato, se non dimenticato, almeno oscurato nella memoria degli appassionati di pugilato? In parte perché ha vissuto in un’ epoca straripante di talento, da Jake LaMotta a Sugar Ray Robinson. In parte, forse, perché la legge dei numeri, che affascina sempre archivisti e collezionisti di memorie, non premia un pugile che si è fatto strada con fatica e di forza, senza paura nemmeno di finire atterrato nei suoi primi match.

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Nella storia del pugilato Carmen Basilio resterà per sempre per il suo carattere e i suoi match leggendari, non certo per il suo record “numerico” che alla fine conta 79 match, 56 vittorie, 7 pareggi e 16 sconfitte. Il punteggio di una carriera aspra e senza sconti. Eppure sono proprio questi numeri che ci aiutano a comprendere la grandezza di Carmen Basilio. L’ eroe del ring che la rabbia aveva fatto ancora più grande.

Antonio Pintér

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Comments (

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  1. Vito Antuofermo vs. Marvin Hagler: la battaglia che ci insegnò a soffrire – Boomerissimo

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