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Tyson contro Tyson

Mike Tyson, tre round durissimi per battere Iron Mike 

Quella di Mike Tyson è la storia più incredibile della boxe mondiale. Un campione capace di tutto: una forza della natura che spesso ha sfidato i limiti, e alla fine ha vinto. 

Faccio parte della generazione che ha visto combattere Muhammad Alì. Non nei filmati di repertorio, ma la sera alla televisione. E scusate se è poco.

Tyson contro Tyson
Tyson contro Tyson – Boomerissimo.it

Guardavamo la farfalla danzare, finché si appesantì un po’. Ma anche così restava sempre il più grande, e si vedeva.

Ho guardato Alì con mio padre e con mio nonno. Due personaggi agli antipodi. Mio padre sempre azzimato, come un detective dei film, o delle sue copertine. Mio nonno, ex funzionario di banca, con la canottiera a costine i pantaloni corti kaki macchiati di vernice, le ciabatte sandalo di plastica marrone, con i due strap che si incrociavano sopra al piede.

Non potevano essere più diversi. Eppure tutti e due amavano la boxe, insieme guardavamo gli incontri di Alì come un momento di arte, di nobile arte. Non era un ragazzo low profile, decisamente. Ma sul ring diventava un monumento a se stesso. 

Tutto il contrario, molti anni più tardi, sarebbe stato un altro fenomeno del ring, Mike Tyson. Gli incontri di Tyson me li sono visti da solo (occorreva essere puntuali, perché erano generalmente molto brevi). Ma in qualche modo sono sicuro che entrambi gli opposti che mi avevano introdotto all’amore per la boxe, Tyson non lo avrebbero capito. E forse si sarebbero pure trovati d’accordo, loro che non lo erano su niente, sul perché. Con rispetto parlando, Tyson era una bestia. Che poi era il motivo per cui piaceva a me.

3 round completamente folli

Di Tyson abbiamo scritto, abbiamo raccontato la sua travagliata o talvolta travagliatissima vita matrimoniale. Abbiamo raccontato di certe sue strane fan. L’abbiamo accostato a Madonna e Mussolini.

Iron Mike, maneggiare con cautela – Boomerissimo.it

Ma per quanto gli episodi siano interessanti, resta la voglia di ripercorrere una vita davvero al massimo, come se fosse un incontro di boxe, in 3 round, per non esagerare. I migliori  incontri di Tyson raramente sono arrivati a tanto.

Dieci round sorprendenti, folli. Pieni di colpi devastanti. Ma da cui (la cronaca la conosciamo, non c’è nulla da spoilerare), il campione ferito è riuscito alla fine a riprendersi, rimanendo in piedi. Riuscendo alla fine a vincere la cintura che mai la vita gli aveva regalato: quella di una vita, almeno relativamente normale. 

La cronaca

Ladies and gentlemen, in questo angolo del ring, peso piuma categoria 12 anni, il futuro re dei pesi massimi. È nato a Brooklyn in quella che si dice una famiglia complicata, cresciuto con la madre non conoscerà mai il suo padre biologico e anche il patrigno è un passaggio fugace. Quando suona la campanella e se ne va, Tyson ha ancora pochi mesi.

Tyson contro Tyson
Tyson e la sua passione per le tigri – Boomerissimo.it

Il primo round della vita di Tyson è complicato per lui come spesso lo sono stati quelli dei suoi avversari. Prima di entrare alle medie è già stato arrestato trentotto volte. Un record che nessun campione vorrebbe mai detenere.

È ancora un ragazzino quando incontra il suo primo avversario decisivo. Non lo fa sotto i riflettori ma nella semioscurità di un vicolo. Il bullo di strada lo ha colpito, metaforicamente, sotto la cintura, uccidendo uno dei piccioni che il piccolo Mike ama. È in questo primo scontro che il ragazzino ancora acerbo scopre il suo istinto di combattente e di killer del ring. Non lotta per convincere i puristi, lotta per cancellare da davanti a se l’assassino del suo amico pennuto.

Il secondo round della sua vita vede un ragazzo che ha già deciso quale sarà la sua vita. Tyson si allena come se dovesse affrontare un esercito. I suoi metodi sono brutali, o spezzeranno i suoi avversari o spezzeranno lui. E per poco non ci riescono: decide di rinforzare il suo collo con “neck bridges”. durissimi e pericolosissimi, che per poco non lo lasciano paralizzato. Dicono che sia una bestia, e un po’ deve esserne convinto anche lui perché un giorno si presenta allo zoo con diecimila dollari in tasca, deciso a sfidare un gorilla. È convinto di poter battere anche King Kong, e probabilmente ha ragione. Ma il guardiano dello zoo, temerario, non si presta ad organizzare l’incontro. 

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Scoppia di energia, anche grazie a pratiche curiose, per noi poco comprensibili. Per non sprecare preziosa carica vitale, cosa che si è convinto essere letale per un pugile, per cinque anni interi Tyson sceglie la totale astinenza sessuale. È la cosa più lontana da un monaco, ma è convinto che l’ascesi gli porterà la gloria. La cosa più incredibile è che succede davvero.

Ultimo round, il KO

Il terzo round della carriera di Iron Mike è forse il più folle e movimentato. È ormai un campione consacrato, sta vivendo un film, e decide di viverlo come un divo del cinema.

Mike Tyson, una grinta che non finisce – Boomerissimo.it

Non  è più il tempo dei piccioni, il suo nuovo animale d’elezione sono le tigri del Bengala. Due gattoni non proprio innocui che costano 4000 dollari al mese soltanto di croccantini, ed è solo la punta dell’iceberg.

Una fortuna da 600 milioni di dollari si dissolve come uno sparring partner sotto una raffica dei suoi pugni. Perde l’equilibrio, perde il controllo. Arriva a combattere sul ring in condizioni improponibili, per cavarsela con l’antidoping riscopre l’astuzia del ragazzo di strada ed urina con un pene finto che si è nascosto nei pantaloni, pieno di liquido “pulito”. 

Ma ormai non è più lui. È andato, è groggy, e la boxe lo mette KO. Si rialzerà per una rivincita inaspettata, che arriva nell’aula magna di un’università che lo insignisce della laurea honoris causa in lettere umane. Lui, che dai banchi di scuola è fuggito e che anche da adulto non ha maturato una grande confidenza con i libri.

Dopo uno scontro duro e incerto con la vita, oggi Tyson ha vinto il lusso di una vita normale. Almeno per quanto normale possa essere la vita di uno che ha avuto sette figli da quattro donne diverse, alcune delle quali avversari piuttosto ostici. 

Ha superato il dramma straziante della morte di una figlia, Exodus. Un colpo devastante che l’ha cambiato per sempre, ma che lo ha anche portato ad apprezzare la gioia di una vita fatta di piccole cose, fatta di incontri e non di scontri, desiderio di distruggere, morsi nelle orecchie. 

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Il ring, le sue emozioni, la sua follia sono ormai lontani. Per chi lo ha amato come pugile Iron Mike è un vuoto che non si può colmare. Ma lui, alla fine, il suo incontro lo ha vinto, ed è andata bene così.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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