Lupi mannari involontari, falchi innamorati e un Vescovo che non aveva mai sentito parlare della privacy in confessionale
Il fantasy, come genere, suscita sentimenti antitetici, si ama alla follia o lo si rifugge come la peste. Le incursioni di maghi, streghe, folletti, incantesimi e similari possono suscitare vero fascino così come autentica repulsione.

Chi vi scrive tende all’evitamento. Quando passai l’età delle favole, quando ho scoperto che molto raramente il cattivo viene annientato e che i buoni non vivono felici e contenti, ho sperimentato su me stessa la disaffezione verso il genere. Intendiamo, qualche esperimento l’ho fatto. Mi sono sorbita l’intera epopea del Signore degli anelli tentando di non addormentarmi, ma con lo Hobbit ho preferito desistere. L’unico personaggio che ricordo con piacere è Gollum.
Sentimenti contrastanti anche per le avventure di Harry Potter. Alcuni capitoli della saga sono piacevoli e divertenti, altri un pippone micidiale. Personaggio preferito, Hagrid, tutta la vita.
Un solo film del genere non riesco a non vedere ogni volta che lo passano in tv, Ladyhawke.
Ladyhawke
Per i pochi che non avessero visto il film, si tratta della storia del giovane ladro Philippe Gaston che viene salvato da Etienne Navarre, un ex capitano delle guardie. Navarre è accompagnato da un falco che in realtà è la sua amata Isabeau d’Anjou. I due sono vittime di una maledizione lanciata dal malvagio Vescovo: di giorno Isabeau è un falco mentre di notte Navarre si trasforma in un lupo nero.
Il Vescovo aveva maledetto la coppia dopo aver scoperto la loro relazione tramite una confessione del monaco Imperius. La maledizione li condanna a essere “sempre insieme, eternamente divisi”
La salvezza arriva quando Imperius rivela che la maledizione può essere spezzata durante un’eclissi solare (“una notte senza giorno e un giorno senza notte”). Grazie all’aiuto di Philippe, i due amanti riescono a presentarsi insieme davanti al Vescovo durante l’eclissi, rompendo così la maledizione.
I protagonisti della storia sono interpretati da Rutger Hauer, ad un tempo marziale e tenero nel ruolo di Navarre e Michelle Pfeiffer, regale e decisa nella parte di Isabeau.
Mentre il regista Richard Donner non ha mai avuto dubbi sull’attrice (Michelle Pfeiffer era la sua prima scelta), diverso e articolato fu il discorso per Navarre e Gaston.
Kurt Russell era stato inizialmente scritturato per il ruolo di Navarre, ma si ritirò durante le prove. Rutger Hauer, che inizialmente era stato preso in considerazione per il ruolo del cattivo, è subentrato come suo sostituto.
Matthew Broderick, che interpretava Phillipe Gaston, era in realtà la terza scelta per il ruolo. Sean Penn e Dustin Hoffman erano stati attenzionati per primi, ma il metodo di recitazione di Penn aveva disturbato il regista e Hoffman era stato ritenuto (giustamente) troppo vecchio per la parte.
Gli attori pennuti e pelosi
L’alter ego di Isabeau, il falco, anzi la poiana codarossa perché di tale rapace si tratta, in realtà erano quattro, ognuno dei quali con caratteri differenti. Hauer ha raccontato che uno era molto dolce, due erano così così e il quarto era piuttosto aggressivo. Uno dei pennuti apprezzava a tal punto la compagnia di Hauer da arruffare le piume quando si trovava sul suo braccio.
Spike II, uno dei protagonisti piumati presenti nel film, ha lavorato fino al 2000 nell’Universal Bird Show ed è poi diventato ambasciatore Audubon fino alla sua morte nel 2007.
Anche la forma di lupo di Etienne Navarre è stata interpretata da quattro esemplari diversi. Si trattava di lupi melanici siberiani scelti per essere in linea con la rappresentazione di Navarre, un grande lupo nero che appare solo di notte. I quattro lupi che interpretavano Navarre si chiamavano Akeela, Kollchek, Levi e Sasha.
Anche i protagonisti equini del film hanno lasciato il segno.
Il cavallo che interpretava Golia, il destriero di Navarre, era uno stallone frisone di 19 anni di nome Otello. All’epoca, c’erano meno di 100 frisoni negli Stati Uniti. L’apparizione di Othello in Ladyhawke accese l’interesse per la razza in Nord America.
Un film pieno di sfide
La ricerca delle location si rivelò più complicata del previsto. Il regista Richard Donner voleva girare nell’allora Cecoslovacchia, ma dovette cambiare i piani a causa delle complicazioni derivanti dal controllo sovietico del paese.
Si decise allora di girare in Italia che ha luoghi che si adattavano alla bisogna.
Il prato di Campo Imperatore, in Abruzzo, è servito come location di spicco per gli esterni, così come la fortezza in rovina di Rocca Calascio, la rocca di Castell’Arquato e il castello di Torrechiara.
Gli attori hanno affrontato sfide fisicamente estenuanti. Matthew Broderick ha trascorso due giorni a girare la scena della fuga del suo personaggio, cosa che gli ha richiesto di tuffarsi a più riprese dall’acqua gelata.
Rutger Hauer perse sei chili durante le riprese della scena del combattimento finale, semplicemente indossando la pesante armatura in vero metallo e brandendo una vera spada.
Il flop (parziale)
Il film non fu un successo al botteghino per tutta una serie di motivi. Secondo il produttore Harvey Bernhard la Warner Bros. gestí male l’uscita. Era sbagliata la tempistica, infatti dovette affrontare la forte concorrenza di altri film, perdendo al botteghino contro Scuola di polizia 2 (alla terza settimana). La storia fu pubblicizzata come un fantasy duro e puro, mentre secondo il produttore avrebbe giovato commercializzarlo come una storia d’amore.
Un altro motivo del flop furono, strano a dirsi, i nomi in cartellone. Nonostante le ottime interpretazioni, gli attori principali non erano all’epoca di grandissimo richiamo. Michelle Pfeiffer non era ancora all’apice della carriera e Rutger Hauer era più un attore di culto che una star mainstream. Anche la colonna sonora non convinse. Nonostante sia stato una delusione al momento dell’uscita, incassando solo 18,4 milioni di dollari a fronte di un budget di 20 milioni, Ladyhawke ha poi sviluppato un seguito di culto tra gli appassionati di cinema fantasy e non solo. Parola di scettica.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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