Sean Penn è uno dei più grandi divi di Hollywood. Tutti hanno seguito la sua luminosa carriera. Il suo debutto, invece, è un piccolo mistero che solo pochi conoscono.
Per il cinema, Sean Penn è stato tutto: attore, regista, sceneggiatore e produttore. È un divo facile da amare, perché è guidato da una passione che si coglie a prima vista e che traspare sia dai film minori, dagli esperimenti avventurosi che dai grandi film che gli hanno dato la gloria e, last but not least, due premi Oscar per Mystic River e Milk.

Fino a poco tempo fa le sue biografie ufficiali registravano il suo debutto come attore nel 1981, con il film “Taps”.
Il debutto misterioso di Sean Penn
Ma frugando negli archivi dei canali televisivi americani è possibile scoprire che in realtà Penn ha debuttato ancora prima, quando era poco più di un bambino. Il primo set su cui abbia messo piede è quello di una serie leggendaria, una di quelle che hanno fatto la storia della TV, forse la sola che sia sempre stata in onda dai giorni ormai lontani della sua premiere televisiva: La Casa nella Prateria. Un debutto che però non fu mai segnalato nemmeno nei titoli di coda e che è rimasto quindi misterioso fino a tempi molto recenti.

La serie era la creatura del cuore di Michael Landon, che aveva visto nella serie di libri di Laura Ingalls la possibilità di un salto di qualità nella propria carriera, legata al ruolo di Little Joe in Bonanza. Interpretando Charles Ingalls, avrebbe avuto il ruolo dell’uomo maturo che stava diventando. Avrebbe evitato la trappola di rimanere chiuso nella trappola di un personaggio che non aveva più l’età di interpretare. E soprattutto avrebbe potuto proiettare al pubblico una saga fortemente morale, centrata sui valori della famiglia. Un’idea che sarebbe diventata la sua missione. Nella Casa nella Prateria Michael Landon faceva tutto: sceneggiatore, regista, produttore. E lo faceva in una serie estremamente faticosa, girata con grande uso degli esterni. Era un lavoro massacrante, ma Landon l’aveva voluto così. Voleva e doveva controllare tutto della produzione. E se gli impegni e la stanchezza gli imponevano una pausa, chiamava un regista amico a dargli una mano e a dirigere qualche puntata, e questo è esattamente quanto successe nel 1974, durante la prima stagione.
Sean Penn, un “raccomandato” eccellente
A dirigere tre episodi della prima stagione Michael Landon chiamò il suo amico regista Leo Penn, consumato professionista della TV e padre di un ragazzo di 13 anni di nome Sean.
Inizialmente la sua presenza non era nemmeno prevista. Ma mentre Leo girava con la sua proverbiale puntigliosità un episodio che prevedeva la presenza di un sacco di bambini di Walnut Grove, anche il piccolo Sean fu trascinato nella partita. Poco più di una comparsa: un ruolo talmente marginale da non figurare nemmeno nei titoli di testa e tantomeno, in seguito, nelle biografie.
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Ma chi decidesse di riguardarsi l’undicesimo episodio della prima stagione “La voce di Tinker Jones” scoprirà che anche nei pochi fotogrammi che gli sono dedicati la personalità del giovanissimo Penn emerge tutta. C’è tutta l’espressività pensosa e accigliata che ha fatto di Sean Penn l’attore che tutti conoscono.
Non fu un episodio facile da girare. Leo Penn si incaponì con una delle sue idee fino al punto da causare una serie di malori alle piccole star come Allison Arngrim e Melissa Gilbert che recitavano nella serie. E anche a suo figlio che, per pochi fotogrammi senza nome e senza gloria, rischiò quasi di lasciarci le penne. Tutto finì comunque bene e la storia piuttosto divertente di quella giornata ve l’abbiamo raccontata in questo articolo.
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Ci sarebbero state presto giornate ben più gloriose per l’ancora giovanissimo Sean Penn. Ma nessuna sarebbe stata mai più il primo giorno da attore, la prima (modestissima) parte, i primi secondi sullo schermo davanti a milioni di persone. Un giorno magico, non solo per Sean Penn ma anche per tutti gli ammiratori che da allora lo seguono sullo schermo.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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