Sean Connery era molto di più di un semplice James Bond. L’attore prima di 007 era già un “man of action”.
Il mondo fibrilla e teme il momento in cui sarà scelto il nuovo James Bond. Con una procedura molto simile ad un conclave durante la Riforma, candidati vengono esaminati e scartati. Uomini, donne, britannici e no, vengono passati in rassegna e, finora almeno, scartati.

Chi può sostituire il granitico (almeno nella fissità espressiva) Daniel Craig? Noi penseremmo più d’uno, ma è evidente che la quadra non è stata ancora trovata.
Poco male, almeno per noi boomer, che ci consoleremo riguardando i titoli storici della saga, ovviamente interpretati da lui, Sean Connery.
Sean, l’uomo prima di Bond
Riconosciuto come il miglior Bond di sempre tramite immancabile ed opportuno sondaggio, Sean Connery è stato un uomo determinato ben prima di impersonare la spia più famosa del mondo.
Nasce a Fountainbridge, vicino Edimburgo, in una famiglia messa male in arnese. Da piccino dorme nell’ultimo cassetto del comò dei suoi genitori. Lascia la scuola presto per dare una mano alla famiglia. Fa diversi lavori, tra cui il lattaio e il verniciatore di bare, fino a quando si arruola in marina.
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Congedato per motivi di salute, decide di dedicarsi alla recitazione. Il suo aspetto prestante lo aiuta, i capelli meno, perché comincia a perderli da giovanissimo, dando il via ad un rapporto conflittuale con parrucchini e toupée.
Pelo o non pelo, alla fine degli anni Cinquanta, Connery comincia ad ottenere ruoli che gli danno una certa visibilità.
Sean e la diva Lana Turner
Nel 1957 Sean sta girando a Londra un film con la diva (un po’ in ribasso) Lana Turner.
Per chi non lo ricordasse, Lana Turner ha incarnato i sogni proibiti degli americani dagli anni Quaranta in poi. Dotata di un’eleganza naturale, Lana è soprannominata “the sweater girl” per il suo personale perfetto.
Non solo affascinante, ma anche con discreto talento, Turner riesce a costruirsi una invidiabile carriera. La stessa cosa non le riesce con le relazioni affettive. Nella sua vita arriva a collezionare sette matrimoni e numerose altre relazioni. Uomini sbagliati, alcuni violenti, da cui era attratta in modo malato.
In quel 1957 Lana ha un rapporto, come si dice nei giornali di gossip, burrascoso con un piccolo malvivente, un sottoprodotto della malavita, Johnny Stompanato. Johnny è la guardia del corpo di Mickey Cohen, un gangster dell’area di Los Angeles, che si occupa principalmente di gioco d’azzardo.
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Stompanato è un bel ragazzo, con il fascino del malavitoso, dell’uomo “che non deve chiedere mai” e pare piacesse molto. Tra le altre cose, il giovane era attratto da donne più grandi ed è così che comincia a frequentare Lana Turner.
Come talvolta succede, Stompanato è un violento oltre che essere terribilmente geloso. La vita della diva diventa un inferno, tra botte e abusi di ogni genere.
Lo scontro sul set
Come succede anche oggi, i giornali rosa inventano una liaison tra la diva e il giovane attore. Letto, fatto. Johnny, furibondo, prende un aereo e vola dall’altra parte dell’oceano per difendere il suo “onore”.

Irrompe sul set e trova Connery e Turner che girano una scena abbracciati su un divano. Spavaldamente punta la pistola contro il futuro Bond intimandogli di non toccare Lana.
Connery non è uno che si spaventa facilmente, da ragazzo ha fatto spesso a botte con appartenenti alle gang di Edimburgo. Pare che sia uscito vittorioso da uno scontro uno a sei. Lì sul set, non fa altro che girare il polso di Stompanato e fargli cadere la pistola. Dopo di che lo atterra con un pugno.

Forse una mezza tacca di delinquente avrebbe potuto cogliere di sorpresa un personaggio fittizio, l’impomatato James Bond, ma non un uomo quale era Sean Connery. Accompagnato all’uscita e denunciato, il piccolo malavitoso viene così espulso dal Regno Unito.
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Da lì a un anno Stompanato morirà, pugnalato a morte dalla figlia dell’attrice. Ma questa è un’altra storia.
Antonietta Terraglia


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