Se pensate che la Hollywood dei giorni nostri sia una fabbrica di scandali, sappiate che sono solo dei dilettanti. La Golden Age del cinema ha molto da insegnare.
L’epoca d’oro di Hollywood, l’epoca che ha creato la gran parte dei divi del cinema, un periodo di fascino e glamour, cela lati oscuri spesso dimenticati. Tra starlette scintillanti e divi impeccabili, si intrecciavano storie di abusi, dipendenze e violenze. Una di queste storie, intrisa di passione e tragedia, è quella di Lana Turner e Johnny Stompanato

La “torbida”(come si diceva allora) relazione tra la diva Lana Turner e il gangster Johnny Stompanato ha affascinato e sconvolto il pubblico per decenni. Una storia che mia madre mi raccontava a bassa voce, perché certi avvenimenti, dallo sfondo morboso, vanno appena sussurrati. Un intreccio di amore, violenza e morte che si inserisce perfettamente nel filone del true crime, offrendo uno spaccato inedito sulla vita dorata ma spesso turbolenta delle star del cinema classico.
Lana Turner, una stella del firmamento hollywoodiano
Lana Turner, nata Julia Jean Turner nel 1921, era una delle icone più sensuali e amate del cinema americano.
Diva per caso, fu reclutata da un talent scout all’età di quindici anni, notata mentre ordinava una coca-cola. Divenne in breve una star di prima grandezza grazie a film che mettevano in evidenza il suo lato sensuale come “Il postino suona sempre due volte” e “I tre moschettieri”. Soprannominata “la ragazza col maglione”, grazie al suo fascino magnetico e alla sua voce roca divenne una delle figure più emblematiche del periodo d’oro di Hollywood. Donna con il vizio del matrimonio, ebbe sette mariti, tra cui Artie Shaw, collezionista a sua volta di mogli e Lex Barker, uno dei vari interpreti di Tarzan.
Johnny Stompanato, un gangster, anzi no, solo un tirapiedi
Johnny Stompanato era un ex pugile e e uomo di fiducia del gangster Mickey Cohen. Personaggio violento e losco, era conosciuto per i suoi legami con il malaffare e il giro di scommesse clandestine.

Nel 1957, la diva e il gangster si conobbero ad una festa e nacque una relazione, passionale e tormentata, segnata da continui litigi e violenze. Il gangster aveva una discreta fama anche come “latin lover”. Girava voce che avesse delle “dimensioni” ragguardevoli e che riuscisse a entrare nelle grazie di signore di un certo livello. Stompanato voleva entrare nel mondo del cinema e chiedeva con insistenza alla Turner di intercedere per lui.
Un amore tormentato e violento
La loro relazione era costellata di alti e bassi, passione sfrenata si alternava con furiosi litigi. Stompanato, uomo possessivo e geloso, era solito abusare fisicamente e psicologicamente della diva.
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Pare che la chiudesse in casa e che abbia anche tentato di strangolarla. Lei voleva lasciarlo, ma lui non glielo permise. Come abbiamo già raccontato su Boomerissimo, Stompanato seguì la Turner a Londra, dove girava un film con Sean Connery con la ferma intenzione di dare una lezione all’attore scozzese. Ne rimediò un KO e una pessima figura.

Il 4 aprile 1958, Johnny Stompanato venne trovato morto nella villa di Beverly Hills di Lana Turner. La quattordicenne figlia dell’attrice, Cheryl Crane, sostenne che l’uomo, in preda all’alcol e forse sotto l’effetto di sostanze, aveva aggredito la madre. Cheryl allora lo aveva pugnalato.
Un caso controverso
La vicenda divenne un vero e proprio scandalo mediatico, con la stampa che dipinse Lana Turner come una femme fatale e sua figlia come una “eroina” che aveva salvato la madre da un uomo violento. Alcuni pensarono che la ragazzina si addossasse la colpa per salvare la madre dall’arresto. Cheryl Crane fu assolta, ma il caso proiettò un’ombra indelebile sulla carriera di Lana Turner, che non riuscì mai a recuperare completamente la sua reputazione e non tornò mai più ai fasti di un tempo.
La vicenda ha strappato il sipario su un mondo che, negli anni Cinquanta, si pensava fosse perfetto. I divi erano costruiti per essere senza macchia e diventare punti di riferimento per il pubblico. Di certe cose non si parlava, non si poteva parlare, si potevano suggerire, come sagome nella penombra.
Ma questo omicidio nella camera da letto di una diva accese i riflettori sulla parte più buia del cinema, fatta di persone, con le loro fragilità e i loro peccati.
La morte di Johnny Stompanato ha segnato la fine di un’epoca, quella della Hollywood dorata, dove le star vivevano vite segrete spesso turbolente. Un caso che ha illuminato il lato oscuro del successo e portato in superficie le fragilità delle icone del cinema. Tema buono per libri, film e documentari. Il cinema che alimenta sé stesso.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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