“Non c’è bisogno ´a zingara p´addivinà, Cuncè” noi di Boomerissimo siamo grandi fan di Attenti a quei due. E se la nostra attenzione finora si è concentrata su Lord Brett Sinclair, ora è il momento di concentrarsi sulla sua controparte: Danny Wilde
Perché una serie tv durata una stagione sola resta così impressa nella mente di chi l’ha vista? Scomodiamo Freud e Jung? No davvero.

Certe cose sono belle perché sono belle (avrei potuto scrivere in quanto tali, ma non avrebbe avuto lo stesso impatto). Max Catalano docet.
The Persuaders
The Persuaders o Attenti a quei due che dir si voglia è stata una serie che, seppur di scarso impatto negli USA, ha lasciato una impronta indelebile in noi che apparteniamo alla cara vecchia Europa.

Potremmo anche dire, con orgoglio, che i coloni raccogliticci del nuovo mondo non avevano gli strumenti di finezza intellettuale e di ironia per cogliere il piacere di guardare quella serie. Troppi pochi morti, troppo poco sangue per risultare appealing al pubblico degli States che non sa dove collocare lo Iowa e men che meno Sankt Moritz. Ma a noi piace essere diversi.
Un telefilm che per noi europei è stata una pietra miliare (o come diceva Totò “emiliana”) dell’entertainment anni Settanta era anche molto ben costruito.
A parte certi “svarioni” sul politicamente corretto, era godibile e si avvaleva della presenza di due attori che non erano certo gli ultimi arrivati. Roger Moore, per il suo innato allure, sebbene nato virgulto della classe operaia, impersonava alla grande il nobile annoiato, mente Tony Curtis non aveva dovuto fare i salti mortali per impersonare il miliardario che affondava le sue radici nei bassifondi della Grande Mela.
Tony Curtis
Già, perché Tony Curtis, nato Bernard Schwartz, figlio di ebrei ungheresi emigrati a New York, nel Bronx ci era nato davvero. Da bambino Bernie non aveva idea di vivere in un posto che non fosse l’Ungheria. A casa parlava ungherese e non riusciva a capire perché quando era fuori gli altri lo prendessero in giro. Erano loro che parlavano in una lingua diversa.

Non sono state poche le difficoltà che il bambino dagli occhi blu e dalla faccia angelica dovette affrontare. Sua madre soffriva di schizofrenia e quando aveva appena otto anni, lui e suo fratello Julius furono affidati ad un orfanatrofio perché i genitori non avevano i mezzi per sfamarli. Julius morì investito da un camion, mentre la madre ed un altro fratello furono portati in un istituto per malati mentali.
Dopo aver servito il suo paese in Marina, una volta congedato Bernard cominciò a studiare recitazione. Il suo modello era Cary Grant d cui sapeva fare una perfetta imitazione. Ed è su Grant che Tony modellò il personaggio del milionario che fa innamorare Marilyn nel capolavoro di Billy Wilder. Finalmente arrivò un contratto con la Universal Pictures e da lì cominciò la sua carriera.
Ad un certo punto, come narrano alcuni biografi, ebbe anche una storia con Marilyn Monroe quando entrambi erano ancora alla ricerca di fama e fortuna. I due si ritrovarono anni più tardi coprotagonisti sul set di A qualcuno piace caldo. Marilyn era in uno dei suoi molti periodi “down” e farne le spese fu proprio Curtis che con lei aveva un gran numero di scene. Quando i giornalisti gli chiedevano come era stato baciare la donna più desiderata del mondo, Curtis rispondeva che era come “baciare Hitler” per sottolineare la fatica di lavorare con una persona che non era in sé. Successivamente Curtis smentì quell’affermazione.
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Si disse anche che la diva ad un certo punto imprecisato della sua vita rimase incinta dell’attore e che poi perse il bambino. Ma sono tutte voci non confermate. Lo stesso Curtis non era affidabile.
Il suo punto debole sono sempre state le donne, che, con il passar del tempo cercava sempre più giovani. Dopo il fallimento del matrimonio con la vittima più famosa del cinema, Janet Leigh, Curtis si risposò svariate volte. In questo era molto simile a Danny Wilde. Gli piacevano le donne giovani, ma gli piacevano anche le sostanze dalle quali fu dipendente a lungo.
La sua ultima moglie, Jill Vandenbergh aveva ben quarantadue anni meno di lui, un amore totale anche in termini economici, dato che alla morte dell’attore si scoprì che aveva diseredato i suoi figli, inclusa il premio Oscar Jamie Lee. La vedova si è risposata dopo tre anni e si è trasferita. I figli recriminano ancora. Lui, ormai sepolto e solo, ha vissuto come ha voluto.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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