No, non è l’ennesimo pezzo sulle Aston Martin di Bond, anzi Mr. Vodka Martini ci entra solo di sfuggita. È un articolo sull’auto forse più importante ma meno ricordata di Roger Moore.
Da molti ritenuto uno dei migliori Bond di sempre, Roger Moore è stato famoso a lungo per una battuta, la sua mitica alzata di sopracciglio.

In una intervista di un po’ di anni fa circa la sua tecnica di recitazione, Moore dichiarava fosse un misto tra il pronunciare le battute ed evitare di inciampare nei mobili mentre le diceva. L’ironia è tutto, mai prendersi troppo sul serio.
Nulla a che vedere con gli struggimenti da actor’s studio, studio della psicologia del personaggio alla Robert De Niro, che ha guidato un taxi per recitare in Taxi Driver ed è ingrassato per essere Toro Scatenato.
Uno stile rilassato
Moore non appartiene a questo genere di eroi della celluloide. Pur avendo frequentato la Royal Academy of Dramatic Art, l’attore i primi ruoli li ha ottenuti grazie alla sua beltà e prestanza fisica, come succedeva e succede a molti e si è ritagliato una nicchia in cui sapeva di avere dei numeri.
Ma è la televisione che lo ha reso popolare ed amato dal pubblico, prima la serie Ivanohe, poi passando oltreoceano The Alaskans, in cui interpretava un improbabile e classy cercatore d’oro nello Yukon (zio Paperone docet) e Maverick, altra serie di impronta western in cui interpretava il cugino del protagonista (James Garner) che era appena tornato dall’Inghilterra. Curioso pensare che quel ruolo fu offerto prima a un tale Sean Connery che però rifiutò. Corsi e ricorsi storici.

Ma è la serie il Santo che fa di Moore il beniamino del pubblico.
La macchina di un ladro gentiluomo
Prima di essere l’uomo che salva le sorti del mondo, elegantissimo in tuxedo e sorseggiando bellamente il suo vodka martini “shaken not stirred” James Roger Bond ha interpretato un ladro, un ladro gentiluomo sempre pronto a correre in aiuto di leggiadre fanciulle.
Al di là della trama sessista, (le fanciulle da salvare erano sempre dotate di un certo personale) è in questa serie che comincia il rapporto stretto di Moore con auto (e qua ci sta) iconiche. Ben prima della Lotus Esprit S1 anfibia di Bond e anche della Aston Martin in The Persuaders, Moore ha guidato una Volvo.
Certo non il cassettone Volvo che noi boomer ricordiamo, la 265, ma una molto più sportiva ed elegante, la P1800. Prodotta a partire da 1961, si trattava di un coupé a tre volumi con pinne posteriori. Basata sulla meccanica della 120 Amazon utilizzava soluzioni classiche con motore anteriore e trazione posteriore.
I produttori della serie, in precedenza, si erano rivolti a Jaguar per avere una delle loro vetture, una E-Type (l’auto di Diabolik), ma la casa britannica, troppo altera, rifiutò. Volvo, invece, comprese l’immenso ritorno in termini pubblicitari dell’operazione e fu ben lieta di fornire il suo coupé.
La P1800 bianco ghiaccio di Simon Templar era dotata di targa personalizzata “ST1”, vizio che Roger Moore si portò anche in The Persuaders, dove la sua Aston Martin DBS è targata “BS1” dal nome del suo personaggio, Brett Sinclair.
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Il primo reale proprietario della vettura è stato proprio lui, Roger Moore che l’ha immatricolata nel 1967. L’attore ha poi venduto l’auto all’attore Martin Benson,(Martin Solo in ‘Missione Goldfinger’). All’inizio degli anni 2000 la vettura è tornata alla casa madre dove è stata coccolata e restaurata per la gioia degli appassionati.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo


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