Una coppia di fatto, anche se per breve tempo. Un sodalizio tra i più riusciti e, forse, meno compresi.
Potremmo stare ore, giorni a chiederci come mai uno dei telefilm o serie tv che dir si voglia, tra i più godibili ed ironici non abbia avuto un seguito oltre la prima serie.

Cioè, la verità la conosciamo bene, Roger Moore lasciava i panni dell’aristocratico Brett Sinclair per vestire quelli del meno titolato, ma molto più famoso agente segreto con licenza di uccidere, James Bond.
La serie
Si è fatto un gran chiacchierare di presunti dissapori tra i due protagonisti Tony Curtis e Roger Moore, sul set di The Persuaders dovute alle intemperanze caratteriali di Curtis. Alcune guest star della serie, tra cui la fascinosa Joan Collins ha raccontato di presunti contrasti tra i due attori, contrasti peraltro che non sono mai stati confermati né dall’uno né dall’altro, in perfetto stile gentleman.

Del resto è anche abbastanza improbabile che Roger Moore, rifiutasse di vestire i panni di Bond per rimanere in una serie tv, per quanto potesse essere di successo. Il successo europeo, però, non fu bissato negli Stati Uniti. Molto meno ironico e più grossolano, il pubblico americano comprendeva poco le sottigliezze verbali e non amava le location europee. Troppo esotico, troppo diverso.
Una serie di concause che portarono questo mirabile progetto a terminare dopo una sola stagione.
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A fare da sponda a The Persuaders fu The Saint, il Santo, un altro telefilm di cui Roger Moore era stato protagonista. Si tratta, per la precisione, dell’episodio “L’ex re dei diamanti” (The Ex-King of Diamonds), dove Simon Templar ha la ventura di incontrare un petroliere texano a Montecarlo. Il petroliere, allora interpretato da Stuart Damon sarà la falsariga su cui innestare Danny Wilde, il miliardario del Bronx a cui Tony Curtis darà il volto. A dare maggiore continuità tra i due show, ci sarà anche la location, Montecarlo per l’appunto, dove verrà ambientato il primo episodio di Attenti a quei due.

Noi, ragazzini a cavallo di anni Settanta e Ottanta amavamo tutto di quel telefilm, gli outfit dei protagonisti, così eleganti e diversi tra di loro, le loro fantastiche automobili e perché no, sognavamo di girare un giorno per l’Europa scendendo in hotel di lusso senza troppe preoccupazioni.
Attenti a quei due in Italia
Girata in 24 episodi di 50 minuti ciascuno in Italia ha avuto una programmazione piuttosto stramba. Ricordiamo sempre che negli anni Settanta la Rai faceva un po’ quello che voleva, il monopolio era reale e non decideva il pubblico.

Una prima tranche della serie andò in onda nel 1974, mentre altri episodi inediti, vennero trasmessi nel 1980 all’interno di Domenica in. La motivazione? Ah saperlo, saperlo…
In Italia il gradimento (come si misurava il successo in tv, essendo in monopolio) delle avventure dei due miliardari, fu tanto e tale che fu anche realizzato un fumetto a tema edito da Cenisio.
Fu forse per questa grande popolarità nel Bel Paese che i due attori girarono un filmato promozionale in italiano. Roger Moore, come si vede, non ha nessuna difficoltà a parlarlo. In quegli anni era sposato con un’attrice italiana, Luisa Mattioli ed era di casa a Roma.
Non altrettanto all’altezza la pronuncia e la fluidità di Tony Curtis, ma che comunque se la cavò alla grande grazie ad una buona dose di verve ed ironia.
Curtis, il cui vero nome è Bernard Schwartz, da grande attore di commedie brillanti (come dimenticarlo in A qualcuno piace caldo), ci mette del suo nel gustoso siparietto, fingendo di scambiare Moore per Kirk Douglas, suo partner nel kolossal Spartacus.
Pare che agli inizi degli anni Duemila, si parlò di una possibile trasposizione cinematografica dello show con protagonisti Hugh Grant e George Clooney, ma non se ne fece nulla. Peccato.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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