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Calcio Scommesse Superbowl arresti

Altro che Calcioscommesse: il Superbowl che fece arrestare 101 latitanti

Sport e manette. Quando la giustizia trionfa nel modo più inaspettato. Almeno quando trionfa…

Per chi come noi ha qualche capello bianco ed è stato ragazzo parecchio tempo fa, lo scandalo di Calcioscommesse del 1980 non è solo un capitolo di storia, o un articolo di Wikipedia. 

Calcio Scommesse Superbowl arresti
Il CalcioScommesse non era niente – Boomerissimo.it

Il ricordo è particolarmente sanguinoso per noi tifosi del Milan, costretti a vivere la prima umiliante retrocessione (sfortunatamente non l’ultima) e per quelli della Lazio, condannati alla stessa umiliante pena. 

La truffa ruspante che ha distrutto il calcio

Tutto nacque in modo estremamente casereccio, tra commercianti di ortofrutta e ristoratori romani dediti alle scommesse “sicure”. Pare che il problema fosse che chi stava truffando con i risultati sportivi aveva, in un eccesso di entusiasmo, truffato pure loro. Forse qualche combine non andata a buon fine, forse quelle cose che succedono tra ladri, che tendono sempre (anche) a derubarsi a vicenda.

Un terribile Domenica Sportiva del 1980 – Boomerissimo.it

Ad ogni modo lo scandalo era vero e il blitz della polizia, in contemporanea all’Olimpico e a San Siro, mise in manette 11 giocatori e si concluse con la squalifica dei più grandi nomi dell’epoca, tra cui il non pentito Enrico Albertosi (che da allora si guadagna improperi irripetibili ogni volta che ci permettiamo di ricordarlo), l’angelico Paolo Rossi (successivamente riabilitato dal Mundial del 1982), e altri come Beppe Savoldi e Bruno Giordano, bomber di razza ma anche a quanto pare di rapina, che hanno finito per essere dimenticati. 

11 arresti in una sola giornata sembrano un’enormità, anzi lo sono. Ma non sono né la prima né l’unica volta che sport e manette hanno trovato un punto d’incontro. Noi di Boomerissimo, sempre alla ricerca di fatti strani e di ricordi che è bene tenere vivi, ve ne sottoponiamo un altro. Non una storia di osti e fruttaroli, di scommesse al bar e di mazzette che hanno preso la direzione sbagliata. Ma una vera operazione di polizia che ha usato una partita, in questo caso di Football americano, per condurre in rete la più grande manovra anticriminale della storia mai svolta ai margini di un campo sportivo.

La retata del Superbowl 1985

Per chi di palle ovali non si intende troppo, è bene ricordare che il campionato di Football americano, ha la stessa attrazione del nostro campionato di Serie A, ma su un pubblico di 400 milioni di persone.

Il film di un Superbowl memorabile – Boomerissimo.it

Le partite di cartello, spesso giocate al lunedì sera, sono capaci di fermare l’America. Ma l’evento che più di tutti attacca ogni occhio al televisore, è la partita finale: il Superbowl. Tutto il campionato si svolge come un Mondiale di calcio: prima la fase iniziale a gironi, poi il finale ad eliminazione diretta: ottavi, quarti, semifinali. La finale ha negli USA la stessa risonanza e le stesse attese che ha per noi la finale di un mondiale di calcio.  È un evento a cui qualunque americano darebbe un rene (o quasi) per partecipare. Qualunque americano, compresi delinquenti, assassini, rapinatori latitanti. E fu proprio questa rivelazione a scatenare la scintilla creativa in due ufficiali di polizia del Distretto di Columbia (quello della Capitale Washington): Tobias P. Roche e Herbert M. Rutherford III. I due registi di una delle più geniali e spettacolari operazioni di polizia che si siano mai viste. Un vero e proprio “cappotto” alla malavita. 

Lo schema di gioco della polizia

L’idea era di quelle ti fanno dire “perché nessuno ci ha pensato prima?”. Invece che inseguire i latitanti (a quell’epoca Washington ne contava circa 3000) nei loro nascondigli, invece che rischiare la vita dei poliziotti in vicoli e inseguimenti, sfruttare l’amore per lo sport che tutti gli americani condividono.  E fare venire loro all’appuntamento con la polizia, e le manette. 

Calcio Scommesse 1980 Operazione Flagship Superbowl 1985
Il salone delle feste dell’operazione Flaghsip 1985 – Boomerissimo.it (Public Domain – US Marshals Service)

Il nucleo investigativo anti latitanti si dedicò anzitutto alla creazione di una società, la “Flagship International Sports Television”. Una di quelle società dedicata alla creazione e promozione di eventi sportivi. In questo caso un grande party da tenersi in uno dei centri congressi più in vista della capitale. Un happening con cibo, drink, megaschermi, cheerleader, e tutto quanto fa parte del circo americano di questo tipo di eventi. Pezzo forte del party sarebbe stata l’estrazione di biglietti omaggio, trasporti e hotel di lusso inclusi,  per assistere all’attesissimo Superbowl 1985. Il ventesimo della storia, che avrebbe visto schierati di fronte i Chicago Bears e i New England Patriots. Mentre tutta l’America tratteneva il fiato in attesa del mega evento, che si sarebbe giocato al mitico New Orleans SuperDome (allora, e forse ancora oggi, l’arena coperta più grande del mondo), i solerti ufficiali di polizia scrivevano indirizzi su un mazzo di circa 3000 buste. Una per ogni latitante. 

Le idee semplici sono sempre le migliori

L’idea di  Roche e Rutherford era delle più minimaliste: spedire, molto semplicemente, un invito all’ultimo indirizzo conosciuto di ogni criminale (o presunto tale, fino a condanna definitiva).

Calcio Scommesse 1980 Operazione Flagship Superbowl 1985
“Surprise”: il momento dell’arresto – Boomerissimo.it (public domain United States Marshals Service)

Restava da scoprire se a minimo sforzo sarebbe corrisposto lo sperato massimo risultato. Il parallelo col calcio scommesse non è solo nella vicinanza tra campo e manette ma anche nell’idea, efficace ma molto poco legalistica, e decisamente “out of the box” di truffare i truffatori. Da che mondo è mondo la cupidigia è  la rovina dell’uomo e tutte le truffe si basano sullo stesso meccanismo: il truffato è convinto di essere quello che sta fregando l’altro. È assolutamente certo di portarsi a casa la Fontana di Trevi o l’eredità di un Principe del Brunei in cambio di quasi nulla. Stavolta però si trattava di un biglietto, introvabile, per il Superbowl. E dall’altra parte del banco c’era la polizia. 

“Sorpresa”: un Superbowl memorabile per i 101 arrestati

L’organizzazione di Washington, nel frattempo era stata impeccabile: l’evento c’era, era reale: musica, danze, spezzoni, open bar. Solo che tutti i presenti erano poliziotti e poliziotte camuffati e tutti gli invitati erano criminali in fuga. Sin dai primi minuti l’afflusso fu massiccio e gli ufficiali di polizia potevano scambiarsi occhiate e pacche sulla spalla immaginarie, pregustando il risultato rotondo a loro favore. 

“Sorpresa”
–Louie McKinney, polizia di Washington

Era chiaro che tentare di arrestare centinaia, forse migliaia di criminali pericolosi e potenzialmente armati comportava dei rischi. Fu scelta una via meno spettacolare ma ben più efficace: man mano che si raccoglieva un gruppo di “invitati” di una quindicina di persone, veniva scortato al piano di sopra, dove si sarebbe svolta la vera e propria estrazione. A fare da maestro di cerimonie c’era Louie McKinney, poliziotto con talento per lo spettacolo, che intratteneva e divertiva gli ospiti. Era solo quando pronunciava la parola “sorpresa” che un gruppo di agenti armati irrompeva nella stanza, circondava i malcapitati e al posto di un biglietto per New Orleans consegnava un paio di manette e un viaggio di sola andata per il carcere che li aspettava. 

Un trionfo della giustizia e dell’economia

Per quanto riguarda il CalcioScommesse è ancora discusso se la giustizia abbia trionfato davvero. Per noi, ragazzi rossoneri, è ancora il ricordo di una terribile ingiustizia, non tanto perché i puniti siano stati colpiti ingiustamente, quanto perché gli “intoccabili” nemmeno quella volta sono stati toccati. 

Calcio Scommesse 1980 Operazione Flagship Superbowl 1985
Il parapiglia degli arresti – Boomerissimo.it

Leggevano avidamente la Gazzetta, sapevamo dei pasticci in cui stava finendo anche l’Inter. Ma alla fine in B ci finimmo noi, e penalizzato fu un pugno di squadre che non aveva accesso all’Olimpo. O almeno così ci sembrò.

Ben più rettilinea, almeno a vederla da qui, fu la cosiddetta “operazione Flagship” che vi abbiamo appena raccontato: i 101 arresti rappresentarono un record sportivo che da allora resta ineguagliato. I contabili della polizia calcolarono che il costo di tutta l’operazione, compreso affitto di sala, costumi e figuranti, era stato di poco più di 22mila dollari. 125 dollari per latitante erano stati l’affare del secolo. Un’idea talmente geniale che è stata più volte ripetuta, da quando è stato chiaro che anche i latitanti, esattamente come tutti noi, sono sensibili a sconti, omaggi, regali, viaggi premio (specialmente se non sanno verso dove), e forse persino a favori sessuali. L’idea ha continuato a venire buona e ha funzionato ancora, anche se mai più con lo stesso incredibile successo. 

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E il CalcioScommesse, invece? No, quello non si è mai più ripetuto. Dopo le punizioni esemplari (e lasciamo perdere se eque oppure no), tutto ha marciato diritto nel mondo dello sport, nessuno ha più venduto né comprato partite, tutti i campionati si sono conclusi con la vittoria dello sport sul campo e tutti vivono felici e contenti. O no?

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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