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Johnny Dorelli americano a Sanremo

Johnny Dorelli, un americano a Sanremo: il record impossibile

L’eleganza da crooner, la gavetta e un primato che oggi sembra fuori dal tempo: perché Dorelli resta un caso unico nell’immaginario sanremese.

Non sempre la vita è prodiga di seconde occasioni. Ma per chi ha fallito una volta, come a molti capita, è bello pensare che ci sia un paese, e specificamente l’America, in cui essere finiti a gambe all’aria, bocciati, segati, con i libri in tribunale, non è considerato un perenne marchio di infamia, ma una specie di incitamento motivazionale.

Johnny Dorelli americano a Sanremo
Non si scherza con Johnny Dorelli – Boomerissimo.it®

Ritenta, sarai più fortunato. Ma questo lo sappiamo. Quello che pochi ricordano è che Johnny Dorelli, l’americano di Meda, ha portato a Sanremo un’idea completamente diversa di “seconda occasione”. Dal trionfo, con il pezzo italiano tuttora più canticchiato del mondo al… trionfo.

Di trionfo in trionfo

La seconda volta fa più rumore della prima. Perché la prima può sempre essere un colpo di fortuna, una congiunzione astrale, una canzone che “era nell’aria”. E di vittorie che non hanno fatto primavera, Sanremo ce ne ha regalate parecchie. Poteva essere il caso di un giovane crooner dal “taglio” americano, che nel 1958 aveva trionfato a Sanremo, in coppia con Domenico Modugno. Ancora nessuno poteva immaginare la dimensione del trionfo di Volare, quando arrivò Sanremo 1959. Johnny Dorelli, il ragazzo di Meda, ci rientrò di nuovo con Modugno. La loro canzone è Piove (Ciao ciao bambina) ed è subito un altro primo posto.

Il bis di Dorelli a Sanremo, 1959 – Boomerissimo.it®

Nella storia del Festival una doppietta consecutiva, nella categoria principale, è avvenuta solo altre due volte: Nilla Pizzi (1951-1952) e Nicola Di Bari (1971-1972). Nelle edizioni contemporanee c’è stato il quasi-bis di Gabbani, passato dalla vittoria tra i giovani alla categoria regina. Ma non è la stessa cosa. 

Due vittorie, due vite

Quella doppia vittoria, quasi al debutto, a cui è seguita una lunghissima carriera ci racconta qualcosa che si riallaccia proprio all’ “americanità” di Dorelli. Alla sua eleganza ma soprattutto alla sua disciplina: una carriera costruita con un lavoro incessante, che fa sembrare tutto semplice.

Johnny Dorelli americano a Sanremo
Dorelli, eroe della stampa – Boomerissimo.it®

Quella di Dorelli non è una biografia in discesa. Prima di diventare “Johnny”,  quel ragazzo della provincia milanese si chiama Giorgio Domenico Guidi. Nasce nel 1937, cresce a New York sulle orme di padre tenore che cerca fortuna in America e che adotta il nome d’arte D’Orelli. Il giovane Giorgio Domenico si trova a competere nella più dura delle scuole dello spettacolo. Quando rientra in Italia a metà anni ’50, ha una marcia in più rispetto ai colleghi cresciuti nella rivista e nell’avanspettacolo. Ha stile, fraseggio da crooner, un modo di stare davanti al microfono che qui non è ancora così comune. E proprio per questo fa sensazione e buca lo schermo. Arrivato in Italia, Johnny Dorelli parte dal Musichiere di Mario Riva, il programma che tutta l’Italia aspetta con impazienza ogni settimana. Dura tre puntate e poi viene chiamato a Sanremo. È il 1958 quando Dorelli sale sul palco con Modugno e Nel blu dipinto di blu vince. Sono due novità assolute, che cantano qualcosa che non somiglia a niente di quello che c’era prima. Potrebbe essere un ciclone devastante, di quelli che spazzano via un giovane interprete, ma Dorelli ha tenacia, determinazione e tiene duro. Sta accanto a un uomo che sembra capace di spostare l’aria con le mani e, invece di farsi mangiare dalla scena, trova il suo spazio: quello del controllo, dell’equilibrio, dell’interpretazione “pulita” che tiene insieme la magia senza farla deragliare. È il segreto della vittoria che si ripeterà praticamente identica nel 1959. 

La grande doppietta di Johnny Dorelli – Boomerissimo.it®

Da quel punto in poi, la sua figura di artista preparato e scanzonato si allarga. Dorelli non resta inchiodato alla casella “cantante”: scivola tra televisione, varietà, recitazione, musical, cinema. Si sposa, divorzia e si risposa, quasi senza uscire dal teatro.  Cambia pelle più volte, ma si porta dietro la stessa impronta: l’idea che l’intrattenimento sia una cosa seria. Per chi legge Boomerissimo, e per noi che lo facciamo divertendoci, senza mai abbassare l’asticella, è una lezione che risuona nel profondo. Anche per questo amiamo figure come Johnny Dorelli. Che fanno cose molto difficili e molto faticose (per esempio, una doppietta a Sanremo), ma sempre con quel sorriso disarmante. Come se fosse la cosa più semplice e naturale del mondo.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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