Galeotto fu il Teatro Sistina, un velo trasparente e una sera in cui la “liceale” più famosa d’Italia cambiò due vite con un bacio che non doveva esserci
Se c’è una coppia che ha sempre attirato la mia attenzione, per ragioni piuttosto diverse, è quella Gloria Guida – Johnny Dorelli. Di Gloria Guida, per i ragazzi della nostra generazione non occorre parlare troppo. Era il sogno erotico più assurdo e perfetto di tutti.

Col senno di poi, non proprio il mio tipo, ché il tipo-Barbie l’ho sempre trovato talmente idealmente perfetto da essere quasi asessuato. Ma nella prima adolescenza molte cose della vita non sono ancora così chiare, e dove non poté il senno, arrivò il seno, che quasi una cinquantina d’anni dopo porto ancora stampato in testa e che, almeno nella mia testa, (che non credo mi abbia tradito) è totalmente perfetto, leggermente insabbiato e abbronzato. Ben diverse le ragioni della simpatia per Dorelli, di cui mi sono forse sfuggiti i momenti più alti della carriera piena, a causa del ritiro anticipato di una star che è sempre stato anche un grande pigrone e un ottimo bon vivant (entrambi lati psicologici che ho tentato di emulare). Ho nel cuore un Dorelli più maturo che, abbandonate le ribalte della conduzione, sapeva graffiare come pochi hanno fatto in Italia. La cosa più simile a un Sinatra italiano, per quanto Dorelli (comprensibilmente) rifuggisse dall’accostamento con il mio e suo inarrivabile mito.
Guida e Dorelli, dunque, Dorelli e Guida, la coppia d’oro che ha saputo sfidare ogni pronostico e ogni record di durata, un po’ come l’altra mitica coppia quella tra Paul Newman e Joanne Woodward, che a ben vedere ha anche qualche punto di contatto nell’intesa, diciamo così, fisica, che è stata capace di tenere insieme i due anche in mezzo ai venti sempre pericolosi dell’industria dello spettacolo. Per altre cose, la coppia è invece diversissima: Dorelli è il crooner milanese elegante, l’uomo dello smoking sempre impeccabile, che arrivò all’incontro con la bellezza di molti sogni fresco di una separazione dolorosa e chiacchierata da Catherine Spaak. Lei, Gloria Guida, l’icona assoluta della commedia sexy all’italiana, sogno proibito di una generazione intera, vent’anni più giovane di lui. Nel 1979, quando la scintilla sexy scocco, poteva essere la classica coppia da rotocalco, destinata a durare lo spazio di un’estate. Invece un pizzico di malizia imprevista trasformò la finzione scenica di un istante in una delle storie d’amore più longeve del nostro Paese. E la “colpa” fu tutta di un bacio che non doveva andare così.
Qual bacio galeotto e fuori programma
Eravamo alla fine degli anni ’70, quando Garinei e Giovannini (un’altra coppia non da poco, anche se in senso sicuramente diverso) concepirono per il Teatro Sistina la commedia musicale Accendiamo la lampada, mettendo insieme un cast stellare: Johnny Dorelli nei panni di Alì, scrivano balbuziente, Gloria Guida viene affidato il ruolo della (ovviamente) bellissima Leila.
Per lei il debutto teatrale è quasi un salto nel vuoto per affrancarsi dal ruolo della “ragazzina maliziosa” che il cinema le aveva cucito addosso. E in più ci sono tutte le incertezze della scena: al cinema si può ripetere, sul palcoscenico no, e tutto diventa più complesso. Tutto l’opposto per Dorelli, padrone di casa e re del musical italiano. Tra i due c’è stima professionale, ma Johnny è timido, schivo, immaginiacelo facendo un po’ di Harmony, ancora scottato dalle sue complicate vicende sentimentali. Timido, ma non privo di malizia: Gloria racconterà in seguito di aver notato come lui la sbirciava acquattato dietro le quinte, un po’ in stile Dorellik, con la maliziosa complicità dell’outfit di scena della Guida: una tutina trasparente coperta solo da fili di perle. Lui spiava, spiava, ma di concreto non succedeva nulla. Il supereroe rubacuori, nella vita reale, non si faceva avanti. Ci dovette pensare lei. Il copione prevedeva infatti un momento romantico culmine di ogni sera: in scena, i due dovevano baciarsi, con passione. Ma, come accade sempre in teatro, si trattava solo di un bacio scenico, completamente fasullo: un trucco del mestiere, aiutato da un velo di scena che calava sui due protagonisti. Il pubblico sognava, ma le labbra si sfioravano appena. Sbagliato. Dopo una serie di effusioni farlocche per il pubblico, una sera, Gloria Guida decise di dare un senso alle cose: era ora di dare una scossa a quel Gentleman un po’ troppo gentleman. Senza dire nulla, durante la scena clou, Gloria non si limitò al bacio fasullo ma, come ha raccontato lo stesso Dorelli anni dopo al Corriere della Sera, ancora incredulo:
“Una sera mi ha messo la lingua in bocca. Una roba che non mi era mai successa in scena”.
Johnny Dorelli
Fu un vero e proprio “bacio alla francese”, intenso e passionale, dato di fronte a una platea che non poteva sospettare nulla, ma che lasciò Dorelli un po’ in fiamme e un po’ di sasso.
Scandalo sì, ma inossidabile
Succede nella vita che siano le signore che devono dare una smossa alle cose, e quando succede gli effetti possono essere devastanti. Quell’audacia baciosa, quella testimonianza di desiderio, fu la scintilla che fece esplodere una polveriera. La barriera di timidezza non solo crollò istantaneamente ma divampò in un amore non così frequente tra gente dello show business (e forse non solo). Iniziarono a frequentarsi, sfidarono pettegolezzi e piccole cattiverie sulla differenza di età (lei 24 anni, lui 42). Nessuno avrebbe scommesso su di loro, eppure come osservai molti anni fa all’ippodromo, anche i cavalli più improbabili hanno sempre una chance. Da quel bacio “fuori copione” del 1979 Dorelli e Guida sono rimasti sempre insieme. Si sono sposati civilmente, con tutta calma nel 1991 e poi hanno offerto anche il bis in chiesa nel 2001, come si conviene a una coppia nata a teatro.
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Una coppia che ha trovato l’amore improvvisando un po’, ma ha dimostrato che a volte le idee più matte sono quelle che funzionano meglio.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it


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