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Marilyn Monroe

Bullet Bra, il reggiseno di Marilyn che colpiva al cuore

Non è solo un capo di intimo. Nella sua presenza o assenza è un modo di percepire la femminilità

Il corpo delle donne è oggetto di attenzione sia da chi lo possiede e gestisce e sia da chi lo agogna. Che chi lo agogni lo ami o lo odi fa un’enorme differenza. 

Marilyn Monroe
Marilyn e il bullet bra – Boomerissimo.it

Non intendo entrare nell’ambito criminale, ma so per certo, da donna, che anche sarti, stilisti o couturier che dir si voglia possano ugualmente dividersi in amanti o odianti le donne. Non so voi, ma certi outfit che si vedono in passerella, anzi negli show, non li vedo replicabili su persone normali, magari col fianco tondo, la pancetta da aperitivo o semplicemente vivente una vita normale. E’ una polemica antica e temo, priva di soluzione.

Intimo e/o lingerie

Anche l’intimo segue le mode. Quando ero piccolina, la tv pubblicizzava il reggiseno con l’incrocio magico che “alza e separa il seno”. Capisco il vantaggio di alzarlo, separarlo un po’ meno. Sarà che io non sono mai stata particolarmente dotata in quest’ambito e il fatto di ravvicinarlo, dava una sensazione di maggior volume. Crescendo è esploso il fenomeno Wonderbra® di cui abbiamo già parlato qui. Una vera armatura imbottita dotata di ferretto che faceva rimpiangere cotta di maglia, elmo, corazza e scudo. L’effetto prorompente promesso dalla cartellonistica con Eva Herzigova in primo piano, non era però raggiungibile se non si avevano le misure della modella ceca.

Herzigova nella storica pubblicità – Boomerissimo.it

Più di recente siamo arrivati ai tessuti tecnici che non segnano, non stringono, evidenziano e valorizzano, ma con il massimo del comfort. Ha ognuno il suo. Resistono comunque per indefessi, aficionados e nostalgici, balconette, pizzi e sete (ecologiche, ovviamente). 

Il famoso reggiseno di Marilyn – Boomerissimo.it®

Nel momento più duro del femminismo, l’imperativo era nulla! Il che è sicuramente comodo per chi è poco dotato, ma diventa pesante ed inquietante per chi deve portare un peso notevole sul davanti. Anche sull’idea di non indossare gli slip ho sempre avuto riserve di tipo igienico. Se indossi i pantaloni, va da sé che andrebbero lavati una volta smessi, come una gonna lunga. E se la gonna è corta…apriamo la porta a funghi e batteri di ogni tipo. Lo so, ho ucciso la poesia.   A ognuno il suo, verrebbe da dire. Almeno sull’intimo, si spera che ognuna possa fare il c….o che le pare. Fastidi intimi a parte.

Torpedo o Bullet?

La mia mamma, che è stata una ragazza negli anni Cinquanta, non avendo mezzi a disposizione, si confezionava da sola i reggiseni. Li faceva all’uncinetto, punto basso e teso, in modo che sostenessero e dessero quella forma a punta che tanto era in voga in quel periodo. E per sembrare più “dotata” lo rimpolpava con fazzoletti. Si sa, quelli erano i tempi delle maggiorate. Già, mamma, che leggeva avidamente i giornali con le dive del cinema in copertina, voleva imitare quelle che erano chiamate “sweater girls”. 

La prima sweater girl, Lana Turner – Boomerissimo.it

Lana Turner è considerata la pioniera del look sweater girl. Il suo aspetto nel film They Won’t Forget del 1937 (Vendetta, in italiano), dove indossava una maglia aderente, è spesso citato come il primo esempio del fenomeno. Furono proprio gli addetti alla pubblicità delle major ad usare per lei quel nome. Quel particolare reggiseno, dalla caratteristica forma conica (molto prima di Jean Paul Gaultier per Madonna) è nato negli anni Quaranta. Quel reggiseno noto anche come bullet bra o torpedo bra, rappresenta uno dei simboli della moda femminile degli anni Quaranta e Cinquanta. Questo capo di intimo, caratterizzato dalle coppe coniche e appuntite, non fu semplicemente un accessorio di moda, ma un vero e proprio strumento di trasformazione sociale e culturale che ridefinì l’ideale di femminilità dell’epoca.

Bullet Bra
La campagna Maidenform (Tumblr.com) – Boomerissimo.it

Cominciamo con la terminologia. Il reggiseno conico fu introdotto per la prima volta negli anni Quaranta durante la Seconda Guerra Mondiale, con il nome di “torpedo bra” (reggiseno a siluro).  Aveva spalline spesse, imbottitura pesante e copertura completa. Era stato progettato specificamente per proteggere le donne che lavoravano nelle fabbriche durante la guerra. La forma conica era meno esagerata rispetto ai modelli che videro la luce negli anni Cinquanta. La sua evoluzione fu il cosiddetto “bullet bra” (reggiseno a proiettile). Introdotto nel dopoguerra aveva una forma più definita e ancora più accentuata. Utilizzava cuciture spiraliformi per creare un aspetto simile ad un proiettile al centro di ogni seno e divenne il simbolo dell’estetica glamour degli anni ’50. La terminologia deriva dal contesto bellico: poiché entrambi furono sviluppati durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i nomi “bullet” (proiettile) e “torpedo” (siluro) riflettevano la terminologia militare dell’epoca, proprio come l’acconciatura “Victory rolls”.

Gli inventori

La paternità di questa tipologia di intimo viene attribuita a diversi pionieri dell’industria del settore che operarono quasi contemporaneamente durante il secondo conflitto mondiale. Il primo reggiseno con forma conica fu messo in produzione nel 1941 sotto il marchio Perma-Lift della A. Stein & Company di Chicago. Questo modello rivoluzionario era realizzato senza ferretti, utilizzando cuciture strategiche per mantenere la forma caratteristica delle coppe. Nello stesso periodo, in Francia, il couturier Jacques Fath introdusse, proprio nel 1940 una silhouette conica che ispirò successivamente la produzione americana. Fath, considerato uno dei tre couturier più importanti dell’alta moda del dopoguerra insieme a Christian Dior e Pierre Balmain, aveva concepito questo design come parte della sua visione di femminilità moderna e dinamica.

Una carrellata di dive in bullet bra – Boomerissimo.it

Il  bullet bra divenne popolare in America grazie a Frederick Mellinger, fondatore di Frederick’s of Hollywood. Nel 1947 Mellinger inventò il “Rising Star”, il primo reggiseno imbottito e push-up della storia. L’anno successivo, nel 1948, perfezionò ulteriormente il design creando il primo vero push-up bra. La Maidenform contribuì significativamente alla diffusione di massa con il modello “Chansonette”, lanciato nel 1949. Questo reggiseno presentava coppe a forma di cono con le caratteristiche cuciture spiraliformi. Il suo punto di forza era che manteneva la forma anche quando non indossato. Il Chansonette divenne il prodotto di punta (scusate il gioco di parole) dell’azienda vendendo oltre 90 milioni di pezzi in tutto il mondo nei successivi trent’anni. Potevano essere realizzati in diversi materiali tra cui il tessuto swami (simile al nylon tricot morbido), o rayon e nylon stratificati per mantenere la struttura. Durante la guerra veniva usato cotone gingham, perché gli altri tessuti erano razionati. Nel dopoguerra, il bullet bra divenne simbolo di femminilità ritrovata e di sex appeal sofisticato. L’estetica puntava a creare una silhouette a clessidra estrema, enfatizzando la differenza tra busto pronunciato e vita stretta. Il fenomeno divenne talmente popolare che negli anni Cinquanta si organizzavano veri e propri concorsi di bellezza per eleggere la “Sweater Girl” dell’anno in diverse città americane. La Maidenform puntò su questo trend culturale con la famosa campagna pubblicitaria “I Dreamed”, lanciata nel 1949 e durata vent’anni. Gli annunci mostravano modelle in situazioni quotidiane o fantastiche, vestite elegantemente ma indossando solo un reggiseno Maidenform nella parte superiore. 

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Tra le attrici che contribuirono a rendere popolare l’intimo a punta sicuramente, oltre a Lana Turner, ci sono Marilyn Monroe che lo indossò ne Gli uomini preferiscono le bionde, Jane Russell, Jayne Mansfield e le nostre Sophia Loren e Gina Lollobrigida.  Anche in maglioni dolcevita, o comunque accollati erano capaci di colpire al cuore, con un colpo di proiettile.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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