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Guy Williams

Zorro, l’eroe mascherato è anche un po’ italiano

Altro che spagnolo caliente stile Antonio Banderas, il costume di carnevale più in voga dei bambini boomer ha sangue italiano.

In tempi carnascialeschi, tra feste di virgulti di famiglia vestiti da supereroi o da Harry Potter e fanciulline vestite da principesse di vario lignaggio, influencer o Hermione Granger è d’uopo ricordare i nostri travestimenti.

Guy Williams
Il nostro Zorro, Guy Williams – Boomerissimo.it

C’è qualcuno che si è sempre vergognato come un ladro (la sottoscritta) e chi aspettava con ansia il momento di scegliere il costume.

Febbraio

Seppur breve, il mese di febbraio si divide tra due eventi tanto inevitabili, quanto dolorosi: Sanremo e carnevale.

Di Sanremo ci siamo occupati e per il momento lo abbiamo messo sottovuoto, così si conserva e non marcisce, ora tocca alla festa durante la quale tolerabile est semel anno insanire, una massima di Seneca tramandataci da Sant’Agostino. Sacro e profano che, per un breve momento dell’anno, fanno pace.

Complice il fatto che le date sono variabili, personalmente non mi accorgo mai dell’arrivo del carnevale, insomma me lo ritrovo ad un certo punto tra capo e collo senza sapere da che parte sia arrivato. Se poi considerate che sono pugliese trapiantata nella capitale morale, la mia confusione è massima perché del carnevale ambrosiano capisco una beata e puntualmente mi ritrovo in giro credendo che la festa sia finita a dribblare bambini urlanti e lancianti stelle filanti, coriandoli, soffiando in trombette e così via.

Carnevale
Che bello il carnevale… – ©Boomerissimo.it

Niente di così tragico, ho sopportato di peggio. Quando ero giovine fanciulla in quel di Foggia, martedì e giovedì grasso si usciva di casa a proprio rischio e pericolo, cercando di evitare i posti di blocco di deficienti che lanciavano uova e farina, in ordine sparso, credendo fosse uno scherzo divertente. Spero che qualcuno degli anatemi che ho lanciato in quei frangenti siano arrivati a segno.

Ho smesso abbastanza presto di festeggiare questo momento dell’anno, ho quindi indossato pochi costumi, anzi due per la precisione. Intorno ai quattro/cinque anni, mia mamma mi fece confezionare un delizioso costume da principe indiano, con tanto di turbante e scimitarra, mentre mia sorella era vestita da principessa. Di tutto il costume adoravo l’arma, quella scimitarra di plastica, che da buona passiva aggressiva e forte della mia verde età suonavo in testa urbi et orbi, tanto “è piccola, non capisce”. Vi svelo un segreto, capivo e mi ci divertivo un sacco.

Zorro

I costumi erano un po’ quelli, i più gettonati erano, per le bimbe, principesse, Bianchenevi, Cenerentole, ricordo qualche Pippi Calzelunghe, per i maschietti cowboy, pirati, ma soprattutto l’alter ego di don Diego de La Vega, Zorro. Torme di bambinetti spadadotati si aggiravano in ogni dove disegnando Z nell’aria.

Zorro

Zorro nell’elaborazione di Boomerissimo – ©Boomerissimo.it

L’eroe mascherato in sella a Tornado era un cult per noi bambini di una certa età. Non certo Antonio Banderas, ma quello interpretato da Guy Williams e abilmente coadiuvato dal suo servitore muto, (o dovrei dire “assistente non parlante” in virtù dell’inclusività?) Bernardo e dal sergente Garcia, diversamente magro e non particolarmente brillante.

L’eroe creato nel 1919 dallo statunitense Johnston McCulley fece la sua prima apparizione sullo schermo con le fattezze di Douglas Fairbanks, per poi lasciare il testimone a Tyrone Power.

Zorro e Bernardo – Boomerissimo.it

Negli anni Cinquanta la Disney decise di farne una serie televisiva e tra i personaggi provinati c’era anche un attore/modello, bello e mediterraneo di nome Guy Williams. Guy, il cui vero nome era Armando Joseph Catalano era figlio di immigrati siciliani provenienti da Lercara Friddi, un piccolo paese in provincia di Palermo. Armando crebbe nella Little Italy del Bronx facendo vari lavori. Il suo desiderio era fare l’attore per questo cominciò a mandare foto alle agenzie di modelli.

Affascinante e di fisico prestante ebbe subito successo e visibilità apparendo anche su riviste importanti, tra cui Harper’s Bazaar.

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Ma la popolarità arrivò con la serie di Zorro. Lo show fu anche abbastanza breve, durò per sole due stagioni a causa di controversie legali, a cui seguirono, qualche anno più tardi quattro episodi speciali, ma il successo fu senza precedenti. Williams continuò la sua carriera post Zorro facendo un salto temporale non indifferente passando ad una serie sci-fi, Lost in space. Fece anche dei film in Italia, ma rimase sempre legato al giustiziere mascherato.

I suoi ultimi anni li trascorse in Argentina luogo che aveva eletto a buen retiro, grazie alla popolarità di cui godeva e all’affetto che gli argentini gli tributavano.

Morì nel 1989, ma il segno di Zorro ha continuato a vivere.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ® 

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