x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Goldfinger

James Bond, il villain più temibile: un colpo solo ma preparato cinque mesi

Non solo Bond. Alcuni villain che lo hanno combattuto sono portatori di storie straordinarie

L’inarrivabile e fortunatissima spia non sarebbe diventato quello che è diventato senza l’aiuto dei villain.

Goldfinger
Oddjob – Boomerissimo.it

I cattivi dei film di James Bond nel corso degli anni si sono in parte evoluti, ma restano esempi di estrema malvagità, poco spazio per sfumature. Questo ha aiutato lettori e spettatori a parteggiare per l’agente doppio zero.

Goldfinger

Sono passati sessant’anni da quel film e molti lo considerano uno degli esempi più fulgidi della “bonderia” cinematografica. Amabilmente “scorretto”, Sean Connery esegue con perizia e fascino tutti quei gesti lo hanno reso, a seconda dei tempi, charmant ed inviso. Fuma, beve, passa da una Bond girl all’altra, procede per stereotipi, ma resta assolutamente simpatico. Un piacione, insomma, basta non prenderlo troppo sul serio.

La locandina di Goldfinger – Boomerissimo.it

In quel film debutta la sua ragazza preferita, l’Aston Martin DB5 e prende vita uno degli outfit più riconoscibili di Jimmy Bond, il tuxedo con la giacca bianca e la boutonnière con il garofano rosso. Certo, non è da tutti indossarlo e tantomeno replicarlo in un film, il confronto con un mito è impietoso. Poteva farcela solo un personaggio suo pari, Harrison Ford versione Indiana Jones. Non per nulla erano padre e figlio…

Memorabile anche l’antagonista di Bond, Auric Goldfinger, che deve il nome all’architetto ungherese Ernő Goldfinger. Ma c’è un altro malvagio che finisce per offuscare l’ombra nera di Goldifnger, si tratta del suo autista-maggiordomo-tuttofare Oddjob. Un destino nel  nome.  

L’attore che interpretava Oddjob, l’uomo col cappello che uccide, era tutt’altro che l’ultimo arrivato.

Harold Sakata

Sakata, nato Toshiyuki Sakata alle Hawaii da genitori di origine giapponese, ha avuto una vita straordinariamente variegata prima e dopo il suo ruolo in Goldfinger.

Il celeberrimo lancio – Boomerissimo.it

Cominciò a praticare il sollevamento pesi all’età di 18 anni. Alla soglia dell’età adulta, Sakata pesava solo 51 kg e con nel cuore il desiderio di essere “as good as the other guys” iniziò ad allenarsi al YMCA Nu’uanu, che all’epoca era per soli asiatici. La segregazione non era solo per i neri.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Sakata prestò servizio nel 1399° battaglione di costruzione del genio. L’unità era soprannominata “Chowhounds” per il loro grande appetito.

Nel frattempo gli allenamenti avevano dato i loro frutti. Nel 1948 vinse la medaglia d’argento nel sollevamento pesi alle Olimpiadi di Londra nella categoria dei mediomassimi. Mise poi a frutto la sua prestanza fisica diventando un wrestler professionista con il nome “Tosh Togo”, lottando principalmente per la National Wrestling Alliance.

Fu proprio la sua presenza fisica minacciosa, (ormai pesava 129 kg), combinata con lo sguardo a convincere i produttori di James Bond a sceglierlo per il ruolo di Oddjob.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola offerta a questo link

Privo di qualsiasi esperienza come attore, Sakata non se la cavò affatto male, la sua esperienza come “cattivo” nel wrestling lo aiutò molto nel ruolo. Più complicata la gestione del cappello. Per imparare a lanciarlo si allenò per cinque mesi. Si impadronì talmente della tecnica che, durante le prove della scena del golf club, dopo che gli effetti speciali fallirono tre volte, Sakata riuscì a decapitare la statua al primo tentativo con il suo cappello dal bordo in acciaio.

Dopo Bond, purtroppo, la sua carriera come attore non è decollata. Ha partecipato ad altre serie tv, ma solo come guest star. Lo ricordiamo in Rockford, Hawaii Five-O e Police Woman (Agente Pepper)

Oddjob e la tosse – Boomerissimo.it

Ma il ruolo di Oddjob gli era rimasto nel cuore, tanto da tenerlo come soprannome. Impersonò ancora il personaggio che lo rese famoso per uno spot per lo sciroppo per la tosse Vicks negli anni Settanta. A volte per diventare un’icona del cinema non servono anni di studio alla Royal Academy of Dramatic Art. Basta saper lanciare un cappello con la precisione di un chirurgo e avere lo sguardo di circostanza.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Rispondi

Comments (

0

)

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere