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Shirley Temple

Storia scandalosa dei maestri di Weinstein: divani e carriere a Hollywood:

Una pratica antica e diffusa talvolta portata all’estremo fino a diventare grottesca

“Piccola, farò di te una stella” è una frase che è stata declinata in molti modi diversi nel tempo per ottenere favori sessuali da giovani promesse dello spettacolo.

Shirley Temple
Il casting couch – Boomerissimo.it

Che l’accondiscendere ai desideri bavosi di tali satiri servisse a rendere le starlet delle vere star è opinabile, ma opporsi e sbattere la porta era un sicuro giuramento di ostracismo.

The casting couch

Molto prima dell’affaire Weinstein le molestie sessuali erano una consuetudine a Hollywood.

 “Casting couch” è un’espressione carina, un eufemismo per indicare lo scambio di favori sessuali in cambio di una spintarella nella carriera e ha una storia che affonda le radici nel passato. La pratica si è consolidata quando il sistema degli studios prese il potere negli anni Venti e Trenta, creando un ambiente in cui i produttori esercitavano un controllo quasi totale sulle carriere degli attori. Ma facciamo nomi e cognomi.

Louis B. Mayer con Judy Garland – Boomerissimo.it

Louis B. Mayer, uno dei più influenti direttori di studio dell’età dell’oro hollywoodiana, uno dei fondatori della MGM, fu accusato di aver sfruttato la sua posizione per ottenere favori sessuali. Judy Garland, una delle più grandi star della MGM, avrebbe subito ripetute molestie da parte di Mayer, che l’avrebbe toccata in modo inappropriato con la scusa di complimentarsi per le sue doti canore.

Harry Cohn, capo della Columbia Pictures, era noto per l’uso del suo divano per i casting. Secondo quanto riferito, Rita Hayworth si rifiutò di andare a letto con Cohn e lui si vendicò danneggiandone la carriera.

In tempi più favorevoli alcune attrici hanno raccontato apertamente le loro disavventure. 

La sempiterna Joan Collins star di Dynasty, ha rivelato di aver perso il ruolo di protagonista in Cleopatra dopo aver rifiutato di andare a letto con un dirigente dello studio. Ha descritto di aver ricevuto una proposta diretta con l’eufemismo “sii gentile con me”, che ha rifiutato.

Marilyn Monroe definiva Hollywood come un “bordello sovraffollato”. Riconosceva che, sebbene andare a letto con uomini potenti potesse aiutare le attrici a ottenere opportunità, questo non era sufficiente per un successo duraturo. Per diventare una star bisognava avere anche altro.

La divina Bette Davis raccontò in una intervista televisiva il suo “battesimo del divano”. Nel 1931, quando era appena arrivata a Hollywood, venne invitata a partecipare a un “screen test” senza che le fosse specificato il ruolo o la scena da interpretare.

Troppi scandali su quei divani – Boomerissimo.it

Arrivata diligentemente e trepidante sul set, Davis lo trovò arredato solo con una chaise longue. Le fu chiesto di sdraiarsi e di seguire le istruzioni. Mentre era distesa sul divano, una fila di 15 attori si avvicendarono sopra di lei, recitando scene d’amore e baciandola appassionatamente, mentre il produttore e la troupe osservavano.

Durante questa umiliante esperienza, uno degli attori, il “latin lover” Gilbert Roland, le disse: “Non preoccuparti, abbiamo dovuto farlo tutti”

La Davis stessa descrisse l’esperienza dicendo: “Ero la vergine più modesta che avesse mai camminato sulla terra. Mi stesero su un divano e feci il provino con 15 uomini… Tutti dovettero sdraiarsi sopra di me e darmi un bacio appassionato. Oh, pensavo che sarei morta”.

Davis ricordò in seguito di essersi sentita “meno come una donna e più come un materasso”. Nonostante questa umiliazione, Davis riuscì ad imporsi come attrice. Divenne una delle più grandi attrici di Hollywood, nota anche per le sue leggendarie battaglie con Jack Warner (quello della Warner Bros. per intenderci).

La pratica portata al grottesco

Nessuno era al sicuro da questa consuetudine non scritta, neanche le child star. Shirley Temple è stata una delle attrici di maggiore successo negli anni Trenta, quando era ancora una bambina. Nella sua autobiografia, la Temple racconta di un incontro avvenuto nel 1940 con il produttore della MGM Arthur Freed. Temple aveva lasciato la Fox per passare alla Metro Goldwyn Mayer per rinvigorire la sua carriera.

La confessione di Shirley Temple – Boomerissimo.it

Non era più così piccola e non era ancora “grande” e la Fox l’aveva messa da parte. Da adulta ha perseguito una carriera diversa e con enorme successo,  fu rappresentante degli USA presso l’ONU, ambasciatrice in Ghana e Cecoslovacchia. Venne anche nominata primo ufficiale onorario del Ministero degli esteri  nel 1987.

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Aveva ancora dodici anni quando ci fu l’incontro “privato” con Freed. Il produttore, con la più grande naturalezza, si slacciò i pantaloni esibendo alla ragazzina i suoi “gioielli”. La Temple, che all’epoca non conosceva l’anatomia maschile, anzi l’unica persona che aveva visto nuda, disse, era lei stessa, cominciò a ridere. E come recita il detto “una risata vi seppellirà” Freed davanti all’ilarità di Temple trovò opportuno buttarla fuori dal suo ufficio. All’uscita dagli studios e durante il viaggio in macchina Shirley raccontò alla madre ciò che era avvenuto. La mamma, che durante l’episodio era in una stanza adiacente con Louis B. Mayer, le disse che il potente produttore aveva fatto proposte indecenti anche a lei. Per la serie, ogni lasciata è persa.

Weinstein è stato solo l’ultimo, forse…

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it

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